Rubrica di poesia: “Vorrei morire” di P. Acampora

Non lasciatevi ingannare dalla crudeltà del titolo. Questa poesia, scritta da un giovane dall’animo sensibile, è un insieme di belle emozioni, speranze, sentimenti puri.

Vorrei morire

Vorrei morire per capire
il vero senso della vita.
Vorrei ascoltare il buio,
per ricordare quanto era luminoso il giorno,
per chiedere scusa al Sole
se a lui ho preferito la notte.
Vorrei dormire,
senza sapere se ci sarà un domani
per ricordarmi tutto quel che non ho detto,
per amare chi non ho amato,
per ricordare ogni torto fatto,
e perdonare ogni torto subito.
Vorrei morire oggi,
non perché la vita sia già più brutta,
ma per chiudere quella porta sulla felicità altrui,
e aprire gli occhi sui tesori che ho sepolto da me.
Vorrei credere che non c’è nulla in cui credere,
per sapere una volta per tutte
che la vera forza è in chi ha paura della vita mancata,
e non della morte.

Vorrei resuscitare domani,
e capire che di eterno
c’è stato soltanto il terrore,
l’angoscia della scelta,
e l’ansia dell’errore.

E allora potrò desiderare,
infine, di vivere per sempre,
morendo ogni volta che non crederò più alla vita;
perché è la fine del viaggio
a far capire al naufrago
il vero senso dell’attesa.

di Paolo Acampora

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"