Più forti del destino… Oscar Pistorius: “la cosa più veloce senza gambe”, campione paralimpico

«Credo nel duro lavoro, nell’allenarsi, nel buttarsi in qualcosa per cui hai una passione. Credo nell’idea che se t’impegni puoi conquistare tutto». Avere fiducia, essere consci delle proprie potenzialità,sudore, sacrificio e tanta passione: è la ricetta per diventare campioni senza la necessità di vincere perché il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello. Si cresce col tempo, si matura con le esperienze. Le parole di un campione rimbombano negli animi della gente comune. Idolo indiscusso per la carriera e soprattutto per il modo in cui affronta la vita. La stima che si accumula è direttamente proporzionale al numero delle medaglie al collo e anche ai trionfi senza traguardo da podio. È ciò che Oscar Leonard Carl Pistorius rappresenta, fattosi immagine di un uomo che non vuole essere considerato diverso dagli altri. Atleta sudafricano e campione paralimpico, Pistorius è un simbolo dello sport per disabili che ha lottato per essere ammesso nel 2008 alle Olimpiadi di Pechino per gareggiare con i normodotati. La sua storia comincia ventiseianni fa quando nasce a Johannesburg con una grave malformazione agli arti inferiori che lo costringe, a soli undici mesi, a farsi amputare entrambe le gambe. La forza di volontà sovrasta ogni ostacolo fisico e psicologico. Sposa l’atletica leggera

E comincia una carriera sportiva che lo porta al vertice del successo, colmando il palmares con una medaglia d’argento conquistata con i normodotati nel Mondiale di Daegu del 2011, in Corea del Sud, e quattro ori e un bronzo tra le Paralimpiadi di Atene del 2004 e quelle di Pechino nel 2008 e inoltre è pronto a partecipare ai prossimi Giochi olimpici di Londra. Soprannominato “the fastest thing on no legs” (la cosa più veloce senza gambe), Oscar corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio, denominate “cheetah”. Termini tecnici e nuova vita alla quale ha dovuto abituarsi sin da bambino quando a quell’età sono raccontante ancora favole. E come se fosse proprio una favola, l’uomo senza gambe riesce a correre più veloce di chi handicap non ne ha. Nella vita, come nello sport, a fare la differenza è la mentalità, e la paura di sbagliare e di non centrare un risultato non può incombere su una carriera perché, come dice la madre di Oscar Pistorius: «Perdente non è chi arriva ultimo inuna gara, ma chi si siede e sta a guardare». Carattere, coraggio e perseveranza: il segreto è essere più forti

Di qualsiasi destino avverso e affrontare la vita come si presenta perché importante non è tagliare il traguardo, ma affrontare la corsa con dignità, sapendo di avercela messa tutta. Questione d’ideale e mentalità. Come Oscar… più forte del destino.

Fabio corsaro

Hai una storia da raccontare? Sei riuscito come Oscar ad essere più forte del destino? Scrivici di te, o di tuoi conoscenti che, nonostante alcune disavventure, non hanno perso mai la voglia di vivere. Invia una e-mail a corsarofabio@gmail.com. La tua storia può essere fonte di ispirazione per qualcuno.


About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!