“Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore ! ( San camillo de Lellis).

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Il Presidente

Carisma religioso a servizio degli ammalati !

“Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore ! ( San camillo de Lellis).

 

Il 25 maggio 2014 ricorre l’anniversario della nascita di San Camillo de Lellis, avvenimento che verrà celebrato a cura dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute nella Chiesa di Santa Maria Maddalena in Campo Marzio a Roma con la Santa Messa presieduta da S. Ecc. Mons. Nunzio Galatino Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana .

 

Vi sono personaggi che hanno fatto la storia per i quali vengono ricordati solo quando se ne presenta l’occasione, ma di cui pochi ne ricordano i “cambiamenti” apportati nel mondo dell’agire, come il caso di San Camillo de Lellis nel campo della cura ed assistenza agli infermi .

 

lo stesso San Camillo conosceva molto bene la ospedalizzazione per essere stato all’Ospedale San Giacomo degli Incurabili a Roma ricoverato per un impedimento al piede destro e successivamente assunto come inserviente, per essere nominato, poi, Economo Generale e responsabile del Personale.

 

Subito si rese conto, per averlo constatato, della poca preparazione del personale infermieristico e della negligenza che usavano verso i ricoverati abbandonati da ogni possibile pulizia e nutrizione ed escogitò di fondare un gruppo di persone che si dedicassero ad assistere gli infermi con quella devozione e servizio per amore di Dio Misericordioso.

 

Ecco che iniziò a svolgere un servizio solidaristico e pluralistico e questo è uno dei meriti di questo Santo, Patrono della Sanità Militare nell’arte del servizio verso gli infermi e nella cura delle persone in sofferenza, non per altro si ritiene essere l’inventore della Croce Rossa e nell’epoca passata una precisa, solidale, infaticabile presenza negli Ospedali Psichiatrici .

 

Soleva ripetere San Camillo de Lellis, dice la storia, che non bastava intelligenza scienza tecnica nell’aiuto alla sofferenza, ma la Fede , restando famosa quella frase : “Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore”!  Nell’era moderna questo nobile e solidaristico concetto di riconoscere la sofferenza è valutato Mah !

 

Fra altre importanti necessità, soprattutto nel campo della solidarietà e della giustizia sociale, “spicca” la carenza di Case di Riposo, mentre in Italia, quelle poche, sono magistralmente gestite dai Camilliani e dalle Figlie di San Camillo, necessità ed urgenze, “provocate” anche dall’aumento della popolazione anziana, secondo i dati statistici Istat che attestano che le persone con più di 65 anni sono oggi il 15% della popolazione e nel 2025 saranno il 25%, “ nella difesa dei diritti dei deboli che non sono diritti deboli ”( Cardinale Dionigi Tettamanzi) .

 

Di fronte a questi “dati”, che costituiscono una grave emergenza sociale, dettati dall’isolamento relazionale di questa “tipologia anziana”, emerge la urgente necessità di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e di quelli sanitari sono notevoli, lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata. In una parola, anziani, spesso, ritenuti improduttivi, per non dire inutili, ma fonti di “guadagno”per il privato .

 

Signor Presidente del Consiglio dei MinistriSignori della Politica per sostenere e consolidare la promozione dei diritti umani, tutela dei beni comuni, costruzione della pace, applicazione dell’art.32 della Costituzione, necessita garantire in egual misura anche quelli nei confronti dei n/s concittadini anziani, spesso “traditi”, “dimenticati”, “ignorati”.

 

Le Case di Riposo sono lasciate, ripeto, alla speculazione privata in quanto mancano programmazioni e bilanci pubblici che non stanziano risorse finanziarie per realizzare quelle opportune strutture ove possono trovare un sereno e direi sicuro asilo persone anziane, che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una “strisciante eutanasia” ?  I servizi pubblici, sono necessari, però, devono essere riveduti con quei criteri non solo obbedienti allo spending  review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori morali, etici orientati e diretti al bene comune !

 

“Nulla dies sine linea” ( diceva Plinio, Scrittore latino, Storia Nat., 35 ) “ non vi è giorno senza una linea”; come dire : non passa invano giorno applicato per raggiungere la perfezione e progressione del bene comune.Ma è così ?

 

Non basta denunciare truffe, sperperi, corruzioni, concussioni, anomalie amministrative ed ogni sorta di reati penali che ci elargiscono in ampi spazi i mass media quasi ogni giorno, è necessario che il “cambiamento”(parola magica e di moda !) sia frutto di una riflessione collettiva e non sotto la non impossibile ondata di giustificata protesta popolare ( anche di quella silenziosa ).

 

E’ tempo di buttare in terra la maschera dell’ipocrisia, per vedere risplendere la faccia della realtà e come disse il Censore Romano, Marcius Porcius Catone, vista la floridezza riconquistata dai Cartaginesi dopo la seconda guerra Punica, concludeva tutti i suoi discorsi in Senato ripetendo “ Carthago delenda est “ ( Cartagine deve essere distrutta!) : non distruggiamo la società, non distruggiamo la solidarietà, non distruggiamo il bene di tutti, non illudiamo la gente e “prendiamo” l’esempio da San Camillo de Lellis : “ Più cuore fratelli, più cuore in quelle mani!”

Previte

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : ” Andiamo avanti con speranza !

 

Previte

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