Piano olivicolo nazionale, un varo da 32 milioni

E’ stato approvato in Conferenza Stato Regioni il primo Piano Olivicolo Nazionale che prevede prevede misure operative per 32 milioni di euro da spendere entro il 2017 – somma incrementabile con i Programmi di sviluppo rurale regionali. Le azioni puntano all’incremento della produzione nazionale di olive e olio extravergine di oliva, alla promozione e valorizzazione dei prodotti e ad una più forte organizzazione della filiera nazionale.

Questo programma nazionale riguarda 900mila aziende olivicole italiane e i frantoi e gli oleifici che producono in media annualmente 475mila tonnellate di olio da olive italiane per un fatturato di circa 3 miliardi di euro, pari al 3% dei ricavi dell’agroalimentare italiano. Un mondo contraddistinto dalla tipicità con all’attivo 42 Dop ed una Igp già registrate e molte altre in istruttoria. E nel giro di poche ore si registra la positiva reazione di Assitol, Coldiretti e altre associazioni e organizzazioni di settore.

Le azioni del Piano riguardano una maggiore produzione nazionale di olive e olio evo, senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica; una ricerca per l’olivicoltura  che punta alla promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l’efficienza dell’olivicoltura italiana; una promozione di valorizzazione degli extravergini superiori; un recupero delle olive da mensa; una azione che punti a incentivare e sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola.

Positive le reazione da parte del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, ma anche quelle del mondo olivicolo e oleario.

Questo Piano Olivicolo Nazionale per gli operatori del settore non rappresenta un traguardo ma bensì un punto di partenza, con l’obiettivo di promuovere l’efficienza culturale ed il rinnovamento di un comparto per troppo tempo lasciato solo. Co sì facendo si parte con un percorso di cresciuta del vero Made in Italy nel mondo, dove i consumi di olio extravergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un salto di circa il 73% negli ultimi 25 anni.

                                                                                                                                                          di Antonino Calopresti