Philippe Daverio nella tre giorni dedicata alla Basilica di S. Caterina d’Alessandria e agli Orsini

Bauhaus Universitat Weimar - busto Walter Gropius 2_piccBAUHAUS Universitat Weimar_piccphilippe_daverio_LETTURA_altaRicostruzione di un'imbarcazione mercantile di età romana per il trasporto di prodotti salentini al porto di Brindisi_CetmaPrimo weekend Orsiniano

“Santa Caterina d’Alessandria: dei segni e dei poteri”

Galatina 21, 22 e 23 novembre 2014

 

Tre giornate programmate dalla Città di Galatina, Assessorato alla Cultura, con il contributo della Regione Puglia, Assessorato Mediterraneo, Cultura e Turismo, e la collaborazione del Club UNESCO di Galatina, ricche di appuntamenti per promuovere interesse, studio e ricerca intorno all’unicità della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria e del suo ciclo di affreschi.

Il 21, 22 e 23 novembre la Chiesa – per vastità dei suoi cicli pittorici seconda solo alla Basilica di San Francesco d’Assisi – e i suoi affreschi, che da tempo attirano l’attenzione di importanti critici e storici dell’arte, saranno al centro di una serie di azioni il cui obiettivo fondante è promuoverne non solo la conoscenza presso il più vasto pubblico, ma soprattutto promuoverne lo studio, primo passo del complesso iter necessario per ottenere il riconoscimento internazionale UNESCO e la sua iscrizione nella Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità. Non solo, le iniziative previste – mostra, installazione virtuale, lectio magistralis e ricostruzioni storiche – intendono agire a sostegno della prossima creazione di un Centro Studi sulla Basilica di Santa Caterina d’Alessandria presso il Polo Biblio-Museale Comunale.

La manifestazione avrà inizio venerdì 21 novembre alle ore 18:00 con una tavola rotonda presso la Sala “Celestino Contaldo” del Palazzo della Cultura in Piazza Dante Alighieri. L’incontro avrà come oggetto lo studio della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, simbolo della forte presenza della famiglia Orsini nel nostro territorio. Al dibattito, moderato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Galatina Prof.ssa Daniela Vantaggiato, partecipano i Proff. dell’Università del Salento Giancarlo Vallone – tra i maggiori studiosi a livello internazionale di diritto medievale ed instancabile animatore e promotore di ricerche ed iniziative per la storia patria meridionale, Benedetto Vetere – Presidente del Centro Studi Orsiniani, Loris Sturlese – dal 2012 Presidente della Société Internationale pour l’Étude de la Philosophie Médiévale, il Dott. Antonio Cassiano Direttore emerito del Museo Provinciale di Lecce e Fra’ Rocco Cagnazzo, parroco della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria. L’appuntamento, che registra la presenza di un’ospite d’onore, la Prof.ssa Maria Paola Azzario, Presidente della FICLU (Federazione Nazionale dei Centri UNESCO) e Membro della Commissione Nazionale UNESCO del Ministero degli Esteri, rappresenta una tappa del progetto di valorizzazione di S. Caterina, elaborato dal Comune di Galatina e sostenuto dalla Regione Puglia, che si è avviato negli ultimi mesi con la collaborazione di altri studiosi, della stessa Basilica e del Club UNESCO di  Galatina.

Alle ore 20:00 sempre all’interno del Palazzo della Cultura verrà inaugurata Di cieli e di mondi: tra Medioevo e Rinascimento in Terra d’Otranto”, mostra di documenti e libri rari a cura del dott. Luca Carbone, in collaborazione in collaborazione con le dott.sse Angela Impagliazzo, responsabile della Biblioteca Siciliani, Beatrice Chezzi ed Elisa Moro e con la partecipazione delle cooperative “Libermedia” e “Le pagine”. La mostra si articola su più livelli: come in un viaggio nel tempo, i volumi esposti, incunaboli e cinquecentine di uno dei più ricchi e preziosi repertori di Puglia, si propongono di riesplorare i territori di studio e d’interesse che sono maturati in lunghi secoli, nel Salento ed a Galatina in particolare, grazie alla confluenza di molteplici influenze: ebraiche, greco-bizantine, arabe e latine; da qui anche il titolo della mostra che rimanda alla molteplicità di visioni del cosmo e dell’uomo, che si sono confrontate, scontrate, amalgamate tra medioevo e rinascimento. All’esposizione dei volumi si affiancheranno, grazie alla collaborazione dello spin-off dell’Università del Salento AVR-MED (Augmented Virtual Reality for Medicine), due postazioni in cui viene utilizzato un prototipo sperimentale per sfogliare i volumi pregiati, e digitalizzati, senza usare supporti fisici. Sempre grazie a questa applicazione verranno per la prima volta offerti alla consultazione di un più vasto pubblico anche quaderni e registri dove lo studioso Pietro Cavoti ha raccolto relazioni, corrispondenze, mappature e disegni concernenti la Basilica di Santa Caterina digitalizzate dalla cooperativa Imago. E poi ancora alcune delle pergamene originali di età orsiniana custodite dal Museo Cavoti, e per la consultazione, uno scaffale degli studi orsiniani e cateriniani sinora prodotti, disponibili nei Fondi della Biblioteca Siciliani, il tutto accompagnato da materiali illustrativi e didascalici; la mostra sarà visitabile fino al 6 dicembre.

La seconda giornata del weekend Orsiniano, sabato 22 novembre, si aprirà con Philippe Daverio, insigne storico dell’arte, il quale a partire dalle 17:30 sarà a disposizione nella Sala del Sindaco a Palazzo Orsini per un incontro con giornalisti (è richiesto l’accreditamento), studenti ed addetti ai lavori. A seguire, alle 19:00, il Prof. Daverio terrà all’interno della Basilica, una Lectio Magistralis sulla Basilica di S.Caterina d’Alessandria a Galatina, “una meta leggendaria”.

A seguire, sempre all’interno della chiesa, si potrà fruire dell’installazione “Virtual Reality Experience” con la visita allo spazio Dune Cube del consorzio CETMA di Brindisi, per fare una singolare esperienza della Basilica e dei suoi affreschi; grazie alla collaborazione sinergica tra ingegneri, architetti, informatici, modellatori 3D e professionalità accademiche, come storici ed archeologi, il dispositivo Dune Cube permetterà di fare una esperienza di realtà virtuale in ambito culturale,  grazie a scenari e soggetti 3D ad alto impatto visivo e scientificamente validati.

Il weekend si conclude domenica 23 novembre con i festeggiamenti civili e religiosi: in Piazzetta Orsini, nelle Corti e nelle vie del Centro Storico i cantastorie di “Raccontami Sherazade” reciteranno racconti ed aneddoti del ‘300 e ‘400 galatinese; saranno inoltre disponibili visite guidate presso la Basilica.

La manifestazione è patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali , dalla Federazione  Nazionale dei Centri UNESCO (FICLU), e dalla Federazione Europea dei Clubs e Centri UNESCO (FEACU), ed è stata organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi del Salento, l’Accademia Belle Arti di Lecce, la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, il Club UNESCO di  Galatina, la Sezione di Storia Patria di Galatina,  iI Centro di Studi Orsiniani,  il Centro Studi Salentini.

 

 

 

 

Info

Club UNESCO Galatina

clubunescogalatina@gmail.com

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Ufficio stampa

Calliope Comunicare Cultura

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Ref. Elena Riccardo cell. 338.8321161

 

CONTENUTI DI APPROFONDIMENTO

LA BASILICA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA

Brevi cenni storici

Uno dei più insigni monumenti dell’arte romanica e gotica in Puglia, è un edificio del centro storico di Galatina. La basilica fu realizzata tra il 1369 e il 1391, per volontà di Raimondello Orsini del Balzo. Questi, in uno dei suoi numerosi viaggi, di ritorno dalle crociate, si spinse sino alla sommità del Monte Sinai per rendere omaggio al corpo di santa Caterina; secondo la leggenda, nel ripartire, baciò la mano della santa, strappandole il dito con i denti. Tornato in Italia portò con sé la reliquia che, incastonata in un reliquiario d’argento, tuttora si conserva nel tesoro della chiesa. L’edificio, alla morte di Raimondello avvenuta nel 1405, sarà completato dalla moglie, la principessa Maria d’Enghien, e poi dal figlio, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. L’edificio fu costruito su una preesistente chiesa bizantina di rito greco risalente al IX-X secolo le cui tracce sono ben visibili nel muro esterno della navata destra in cui è stata inglobata, forse per risparmiare materiale edilizio, l’abside.

 

PHILIPPE DAVERIO

Philippe Daverio è nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia, e vive a Milano dove ha avuto inizio la sua attività di mercante d’arte. Quattro le gallerie d’arte moderna da lui inaugurate, di cui due a New York. Assessore alla Cultura a Milano dal 1993 al 1997, si è occupato del restauro e del rilancio di Palazzo Reale a Milano. Opinionista per “Panorama”, “Liberal”, “Vogue”, “Gente”, consulente per la casa editrice Skira, Philippe Daverio si è sempre definito uno storico dell’arte. Così infatti lo ha scoperto il pubblico televisivo di Raitre: nel 1999 in qualità di “inviato speciale” della trasmissione Art’è, nel 2000 come conduttore di Art.tù, poi autore e conduttore di Passepartout, programma d’arte e cultura che ha avuto grande successo e ha notevole riconoscimento di critica e di pubblico.

Si occupa inoltre di strategia ed organizzazione nei sistemi culturali pubblici e privati, e svolge attività di docente: è stato incaricato di un corso di Storia dell’arte presso lo IULM di Milano, e mantiene corsi di Storia del design presso il Politecnico di Milano. Dal 2006 Philippe Daverio è Professore Ordinario di “Sociologia dei processi artistici”, presso l’Università degli Studi di Palermo, facoltà di Architettura – dipartimento Design. Da marzo 2008 è il nuovo direttore della prestigiosa rivista d’arte Art e Dossier, della casa editrice fiorentina Giunti.

Da dicembre 2010 è anche autore e conduttore di Emporio Daverio su RaiCinque, una proposta di invito al viaggio attraverso le città d’Italia e le unità minori del Belpaese, una introduzione al museo diffuso e uno stimolo a risvegliare le coscienze sulla necessità d’un vasto piano di salvaguardia.

Da gennaio 2012 il  programma d’arte e  cultura Passepartout è stato sostituito dal programma Il Capitale, sempre in onda su Raitre (la domenica alle 13.20).

Tra le ultime pubblicazioni, nel 2011 è uscito il volume “Il Museo Immaginato”, edito da Rizzoli, nel 2012 il volume “Il Secolo lungo della Modernità”, sempre edito dalla stessa casa editrice, con cui nel 2013 ha pubblicato “Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storia dell’arte”, e nel 2014 il volume “Il Secolo spezzato delle Avanguardie”.

Da settembre 2014, Philippe Daverio è il nuovo Direttore Artistico del Grande Museo del Duomo di Milano.

Per maggiori info

Passepartout- RAI 3 http://www.passepartout.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-bd16e15d-373f-41e0-984c-8de8c7f4138e.html?homepage

Il Capitale – RAI 3 http://www.ilcapitale.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-1488cdfa-a76e-4d62-8d37-b2eb9185d176.html?homepage

Emporio Daverio – RAI 5 http://www.rai.it/dl/PortaliRai/Programmi/PublishingBlock-597bd97e-4d5c-4359-9e91-9dfcccf404f2.html?ContentItem-4094e059-1f14-41dc-9db4-f226cc7feedd

 

DI CIELI E DI MONDI: TRA MEDIOEVO E RINASCIMENTO IN TERRA D’OTRANTO”

Mostra

La mostra prevede l’esposizione di incunaboli e cinquecentine di uno dei più ricchi e preziosi repertori di Puglia. La selezione dei volumi esposti si propone di riesplorare, come in un viaggio nel tempo, i territori di studio e d’interesse che sono maturati in lunghi secoli, nel Salento ed a Galatina in particolare, grazie alla confluenza di molteplici influenze: ebraiche, greco-bizantine, arabe e naturalmente latine. Il titolo dell’esposizione rimanda alla molteplicità di visioni del cosmo e dell’uomo che si sono confrontate, scontrate, amalgamate tra medioevo e rinascimento; delle quali possediamo ampie, e sia pur lacunose, tracce documentarie. Tali visioni sono in parte radicate nei saperi medioevali ed in parte si aprono ai nuovi sviluppi dell’umanesimo: la “scienza” del tempo oltre alla medicina, in cui si distinsero i medici orsiniani, e poi molti galatenisi nel Cinquecento, comprendeva anche l’historia animalium, l’alchimia ed un intreccio di astrologia ed astronomia, che ha radici antichissime, e che noi ritroviamo ancora in un Galilei e persino in un Newton [“Nondimeno è noto quanta parte della sua vita abbia occupato lo studio dell’alchimia: i suoi numerosi scritti su questo argomento, secondo i contabili della sua opera, constano di ben 650.000 parole. Siccome egli utilizza gli ideogrammi planetari per i suoi riferimenti ai metalli, si può ben dire che in questo senso la materia stessa lo portava ad “impregnarsi” del pensiero astrologico. Ma vi è dell’altro: Wilhelm Knappich ci ricorda che nella sua vecchiaia Newton si era molto interessato al simbolismo astrale dell’Apocalisse di San Giovanni. Una ragione in più per non giungere a conclusioni definitive e che induce Lord Keynes, a celebrare Newton, in occasione del suo terzo centenario alla Società Reale, come “l’ultimo dei Maghi”]. All’esposizione dei volumi si affiancheranno, grazie alla collaborazione dello spin-off dell’università del salento AVR-MED (Augmented Virtual Reality for Medicine) sotto la guida del Prof. Lucio De Paolis due postazioni dove viene utilizzato un prototipo sperimentale per sfogliare i volumi pregiati, e digitalizzati, senza usare suporti fisici. In occasione delle celebrazioni orsiniane, grazie anche alla collaborazione della cooperativa Imago che ha digitalizzato i quaderni e registri dove Pietro Cavoti ha raccolto relazioni, corrispondenze, mappature disegni concernenti la Basilica di Santa Caterina, questi materiali cavotiani, lungamente e meritatamente studiati da Luigi Galante ed altri studiosi, che per la prima volta sono offerti alla consultazione di un più vasto pubblico; attraverso l’applicazione sviluppata da AVR MED.  La Biblioteca Siciliani custodisce ricco materiale storico e storiografico e che una selezione tematica dello stesso sarà raccolta nello scaffale e messa a disposizione dei visitatori dell’esposizione.

Il curatore Luca Carbone è dottore di ricerca, ha collaborato lungamente con l’Università del Salento ed altri Enti pubblici e privati, in progetti europei (del quale è stato co-estensore) e ricerche interdisciplinari,  è uno studioso dei mutamenti socioculturali.

 

Consorzio CETMA e Dune Cube, tecnologie per la fruizione immersiva ed interattiva di beni culturali

Il consorzio CETMA, capofila del Progetto IT@CHA – “Tecnologie italiane per applicazioni avanzate nei Beni Culturali”, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013, ha sviluppato delle soluzioni tecnologiche sempre più innovative in grado di supportare tecnici, operatori ed Enti nel complesso processo di valorizzazione di un sito archeologico nonché di un bene museale, monumentale e culturale. Nell’ambito del progetto sono stati svolti lo studio, la progettazione e lo sviluppo del framework software per la gestione e la creazione di scenari 3D atti a consentire una fruizione immersiva da parte dell’utente, nonché la progettazione e lo sviluppo di una struttura di visualizzazione immersiva trasportabile, denominata Dune Cube, dove i visitatori hanno la possibilità di vivere un’esperienza multisensoriale diventando parte integrante dell’ambientazione ricostruita.

Lo spazio interattivo Dune Cube, nasce dall’esigenza di progettare e ideare un luogo fisico tecnologicamente avanzato, nel quale interagire con contenuti digitali 3D ad alto impatto visivo e in differenti modalità.  Oltre ad offrire un’esperienza unica nel genere grazie all’integrazione di un sistema di realtà virtuale,  Dune Cube si presenta come  una struttura modulare  collocabile presso musei, fiere, convegni, luoghi della cultura e smart cities.

Grazie ad una collaborazione sinergica tra ingegneri, architetti, informatici, modellatori 3D e professionalità accademiche, come storici ed archeologi, sono stati prodotti scenari e soggetti 3D ad alto impatto visivo e scientificamente validati.

Le demo prodotte e fruibili nello spazio interattivo sono le seguenti:

  • Ricostruzione di una capanna dell’abitato dell’età del Bronzo i cui resti sono stati rinvenuti in località Scogli di Apani. I materiali, le tecniche costruttive e l’organizzazione dello spazio interno alla capanna sono ricavati dall’elaborazione della documentazione di scavo del 2008-2009
  • Ricostruzione di un’imbarcazione mercantile di età romana per il trasporto di prodotti salentini al porto di Brindisi. Le derrate venivano invasate nelle anfore prodotte negli impianti produttivi del Brindisino, come quello di Apani, che si trovava presso l’insenatura di Guaceto. E’ presumibile pensare, anche in base ai rinvenimenti subacquei, che l’approdo di Torre Guaceto fungesse da caricatore per le imbarcazioni che trasportavano le merci al porto principale di Brindisi, dove erano trasbordate sulle grandi navi mercantili dirette in particolare nel Mediterraneo orientale.
  • Ricostruzione della Tomba dei Demoni Azzuri al suo stato originario. Rinvenuta nel 1985, sotto la strada che oggi porta all’ingresso della necropoli di Monterozzi (Viterbo), la tomba  risale alla seconda metà del V secolo a.C. (430-400 a.C. circa). L’eccezionalità di questo monumento funerario sta nelle scelte iconografiche del pittore che realizzò gli affreschi parietali: fanno infatti la loro comparsa, per la prima volta, figure demoniache dell’aldilà.
  • Ricostruzione della sala delle travi lignee del XIV secolo a copertura della volta presbiteriale della Cattedrale della S.S. Assunta di Nardò (LE). Le coperture del vasto edificio furono in origine costituite da travature lignee a vista, a due spioventi la navata centrale, ad uno quelle laterali. Le incavallature lignee della prima, “tra le più svariate ed originali forse in tutta Italia”, furono poi dipinte nel tempo di Roberto d’ Angiò, principe di Taranto, con vivacità coloristica forse ideata in funzione della ricchezza cromatica delle pareti interne, dove probabilmente era già stato realizzato il ciclo di affreschi.
  • Ricostruzione della Cripta dei SS. Stefani di Vaste (Le), di età bizantina interamente ricavato nel banco tufaceo. Con l’ausilio di un distanziometro laser sono stati effettuati dei rilievi col metodo delle triangolazioni in loco: tali dati sono stati poi integrati al rilievo tradizionale, permettendo la ricostruzione 3D dell’intera struttura. La cripta è stata rilevata fotograficamente con fotocamere digitali ad alta risoluzione e mediante laser scanner. Il risultato di tale scansione è una nuvola di punti che, attraverso uno specifico software, ne permette la ricostruzione in formato digitale, sia dal punto di vista delle coordinate spaziali che delle caratteristiche cromatiche