Il peso degli anziani sul Referendum

 

Le persone e gli anziani soli al mondo necessitano di un asilo sicuro? A quanto spese inutili assistiamo! Quante promesse di taglio agli appannaggi delle “forze politiche ed istituzionali” promettono vagamente e ci vogliono lasciare l’incarico di esprimere il n/s pensiero con i Referendum! Ma quando mai siamo stati ascoltati, valutati, difesi, capiti?

L’opinione pubblica si chiede perché non possono avere un asilo sicuro le persone sole al mondo, specie se anziane. Non sono forse argomenti più vicini e più reali della gente?

Osservava giustamente Papa Francesco, parlando ai giovani argentini nella Cattedrale di Rio, “ uno potrebbe pensare che ci sia una specie di eutanasia nascosta, cioè non ci si prende cura degli anziani” ed ancora “ c’è anche un’eutanasia culturale, perché non li si lascia parlare, non li si lascia agire”( 25 luglio 2013 Cattedrale di San Sebastian) .

Questa è l’esortazione illuminante del Papa, che continua nella difesa dei deboli citando che “ i giovani devono emergere, devono farsi valere”, soprattutto, “gli anziani devono aprire la bocca”, “insegnarci”, devono “ trasmettere la saggezza dei popoli”. (Lampedusa e Favela di Varginha luglio 2013) .

Queste parole molto dure ma coraggiose e significative di Papa Francesco fanno parte della preoccupazione della Chiesa sulla confusione morale ed intellettuale che si impone da qualche tempo anche nell’opinione pubblica e si corre il pericolo che venga offesa la stessa dignità, specie quella delle popolazioni più vulnerabili con proposte concernenti la limitazione delle nascite, il concetto non responsabile dei rapporti sessuali, l’aborto, gli emarginati, i disabili fisici, gli handicappati psichici, i poveri, i terremotati, il mancato rispetto delle persone anziane e via, purtroppo, dicendo!

Mentre la politica ogni giorno è impegnata in inutili e dispersive dispute, mentre si fanno congetture, mentre si “viaggia” nell’indeciso e si ricerca avidamente il “potere”, i variegati problemi sociali e le riforme tanto decantati, gravi ed ugualmente urgenti, languono nel nulla ! Lo Stato Sociale, quello che “deve” essere presente innanzi alle necessità della gente, è assente !

Manca l’impegno ed è carente un’impostazione programmata dalle Istituzioni, di tutte, mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà, di pace, di sicurezza, di giustizia per tutti. Ancora una volta prendiamo a mo’ di esempio le Case di Riposo lasciate alla speculazione privata.

Quale programmazione è stata adottata, o viene adottata, quanti Bilanci Pubblici stanziano risorse finanziarie per realizzare Case di Riposo ove possono trovare un sereno e sicuro asilo persone sole al mondo, oppure persone anziane che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una “strisciante eutanasia”? Quella solitudine si tramuta in una sintomatologia emotiva che conduce o può condurre alla depressione: primo disordine funzionale della persona.

Nella meditazione sulla vita Giovanni Paolo II° con la XI° Enciclica “Evangelium vitae” esorta la comunità in difesa della vita “dal concepimento al declino”, richiamo che sempre perviene dalla Sede Apostolica.

Secondo la n/s Costituzione, portata sempre ad esempio di bene collettivo, la solidarietà pubblica e lo Stato Sociale non devono essere mai assenti!

Quante spese inutili assistiamo ! quante promesse di taglio agli appannaggi delle “forze politiche ed istituzionali” e ci vogliono lasciare l’incarico di esprimere il n/s pensiero con i Referendum . Ma quando mai siamo stati ascoltati, valutati, difesi, capiti ?

Non nutriamo alcun dubbio! I dubbi ci vengono nel momento della esecutorietà di tali “tagli” ! Quanti sopportano o sopporterebbero con angelica serenità queste decurtazioni . Ma ci lascino in pace con i Referendum e quelle inutili spese, le donino al mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza, dei terremotati, dei poveri, dei nuovi poveri e di quanti sono emarginati!

Ancora una volta ri-prendiamo la “denuncia” della carenza di Case di Riposo, ormai lasciate alla speculazione privata, mentre è ignorato ogni inizio di Programmazione Pubblica e dove i Bilanci Pubblici non stanziano risorse finanziarie per la loro realizzazione .

E’ tempo di ricercare, di interpretare, di valutare la gente semplice e solidale che vuole essere presente in una convivenza e connivenza civile più aderente alle necessità reali, uscendo dal campo sterile delle parole per entrare in quello fecondo delle realtà e della concretezza .

Alla Scuola della legalità di una volta si insegnava che prevedere significa amministrare, ma oggi come viene interpretata ?

Nell’opinione pubblica è evidente che prevale la protesta, ma non è morta la speranza di rigenerazione perché si sono accavallati problemi tanti ed urgenti, come le Case di Riposo, al quale bisogna, con altre, dare una priorità alle necessità e rendere quella agognata giustizia !

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “Andiamo avanti con speranza“!

La sofferenza vissuta, e non solo raccontata, induce a parlare in questo modo, a porre l’attenzione su problemi veri e concreti. Ed il pensiero del dottor Felice Previte, presidente dell’Associazione Cristiani per servire, tradotto nella nota sopra riportata, vada quale sprone e stimolo per tutti noi ma soprattutto per coloro che sono chiamati ad amministrare il bene pubblico e a programmare una società più rispondente alle esigenze dell’essere umano nella sua completezza e non solo al l’interesse di pochi.

Annamaria La Penna

annamarialapenna@gmail.com

 

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell'educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.