Perchè la Camorra è emergenza nazionale

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Rosaria Capacchione

Preparata, determinata, sistematica nell’analizzare un’emergenza nazionale come la Camorra e la mafia Casertana, cioè i casalesi. La giornalista Rosaria Capacchione incontra gli studenti delle elementari, medie e superiori di Vicenza e va subito al cuore del problema: il rapporto tra criminalità ed economia. Non è una star come Saviano, ma ha una conoscenza del fenomeno come pochi altri. Affronta la questione da 25 anni ed è considerata ormai una delle memorie storiche. Un’enciclopedia vivente. Non a caso quando il boss Lino Spatola venne catturato sul comodino della camera aveva un libro di papa Wojtyla e uno di Rosaria. Con “L’oro della Camorra” ha spiegato la crescita di un’emergenza nazionale. La giornalista ben prima di Saviano ha compreso che la mafia casertanta aveva fatto il salto di qualità non già per le sue entrature con la politica, ma per il suo rapporto privilegiato col mondo degli affari. Perché il denaro non ha odore. E non a caso tre anni fa al processo Spartakus contro i Casalesi, assieme a Saviano, venne minacciata di morte. Da allora la sua vita di giornalista è blindata.Vive sotto scorta.
«Vedi, quando si parla di Camorra in una regione ricca come il Veneto, in cui apparentemente tutto va bene, dove non si spara per strada, la tentazione di pensare, “ma a noi che ci importa della Camorra ?”, è forte, ma è un ragionamento profondamente sbagliato».

I Casalesi fecero il salto di qualità con Antonio Bardellino.
Fu il fondatore del clan perché lui che era il referente della mafia siciliana in Campania, si emancipò e creò la sua organizzazione, perfezionando il rapporto col mondo economico. Fu la sua intuizione criminale. Per questo a riguardo dei Casalesi si parla anche di mafia casertana, per differenziarla dalla camorra napoletana.

Il procuratore di Salerno Roberti, grande esperto di criminalità organizzata, dice che il tuo merito e quello di Saviano è che con i vostri libri avete fatto conoscere la reale pericolosità di un’organizzazione che si sta espandendo, come dimostrano le recenti indagini, anche nel Vicentino.
Nessuno può pensare di avere a che fare con un imprenditore di Castel di Principe e pensare che sia estraneo al tessuto mafioso. Non deve sorprendersi se magari poi va in galera.

Hai paura?
Certo, sono un essere umano e so che quella gente non scherza. Ma io vado avanti per la mia strada.

Tu eri collega di Giancarlo Siani, ammazzato dalla Camorra nel 1985. È cambiato qualcosa al giornale dopo quella tragedia?
Io arrivai al Mattino l’anno dopo. In 25 anni non mi è mai stata censurata una parola e non ho mai avuto la necessità di giri di parole per chiamare la Camorra col suo nome.

I mafiosi e i camorristi adesso nascono al Nord e la Piovra si infiltra.
Non bisogna più pensare che se viene fa fuori è mafioso e se invece è nato qui non lo è. Può essere camorrista anche se è nato in Veneto. Di recente un imprenditore nato e cresciuto a Parma è stato il primo a essere stato condannato per camorra. La cosa grave è che le mafie alterano il mercato.
Ivano Tolettini

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.