“PER UNA CITTA’ CHE SI SOLLEVA UN PUB CHE VA IN ROVINE”

Imperatrice 3 Ungheria, Budapest. Una città separata da sempre. Il Danubio la divide in Buda e in Pest, la guerra la divise in filo-sovietici e filo-nazisti. Acqua passata. Nelle storie del dopoguerra bisogna ricostruire, reinventare. L’arte di arrangiarsi è un clichè per noi italiani ma lo è ancor di più per noi napoletani. Quando viaggi e ti accorgi che qualcun altro ha dovuto affrontare quella bruttissima sensazione di dover creare risorse nel vuoto assoluto ti senti a casa. Cosa succede se hai voglia di bere qualcosa e non ti piacciono quei palazzi ottocenteschi decadenti privi di alcuna fantasia? E’ la storia dei pub in rovine, è la storia del Szimpla, il più famoso pub di Budapest. Lo chiamo Cenerentola, perchè oggi il Szimpla è diventato il terzo pub più famoso al mondo. E’ nato dall’esigenza di creare qualcosa dalla cenere. Entro e non riesco a sedermi. C’è un gioco di luci e ombre degno del più astuto Caravaggio, questo mi obbliga ad avvicinarmi a quello che voglio vedere. C’è tanto da vedere. Ho deciso, lo stile è minimal. La barista mi sorride così le chiedo informazioni su questo posto, mi dice che di mattina è un mercato dove si possono acquistare solo prodotti biologici (ora mi spiego le enormi carote tagliate e messe in improbabili contenitori giganteschi con del sedano). Non perdo tempo mi siedo in una vasca vecchissima tagliata a metà su cui è stato messo un cuscino, di fianco a farmi luce c’è una lampada-calzino con una luce verde poggiata su dei vecchi fornelli arrugginiti. Aspetto il mio turno per il Narghilè mentre osservo i monitor che vengono giù dalle pareti, per ritirarlo devo presentare una carta da gioco francese con su disegnata una donna mezza nuda. Alzo la testa e mi accorgo che al soffitto è attaccato di tutto: sedie, tavoli, un organo, jukebox. Cambia lo stile della sala: questo è Nouveau. C’è un cortile bellissimo dove alcuni ragazzi sono seduti in macchine tagliate a metà a vedere un film proiettato su una parete. Non c’è uno spazio libero. Le sale sono stracolme di scritte e disegni, e il palco su cui si esibiscono due ragazzi con una chitarra è un materasso adagiato a terra in un angolo. Sembra la storia di Alice nel paese delle meraviglie invece mi ritrovo a ballare una musica folcloristica mentre la barista mi versa il peggior rum che aveva. Mi concedo con un gruppo di amici il lusso di una partita ad un vecchissimo biliardino di quelli dotati di vetro sopra che scricchiola ad ogni colpo. Sembra uscito tutto da un film di Fellini. Uno di quei strani sogni di quando mangi troppo e ti appisoli sul divano. E’ tutto vero: questo è il Szimpla, questa è Budapest.

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.