Pasquale Palma, da “Made in Sud” a “Dottor Futuro”: una carriera costruita tra TV e teatro

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Da Vivo D’Angelo a Eddy Scampia, i mille volti di Pasquale Palma

Quello che verrà, sarà un anno importante per Pasquale Palma, giovane comico napoletano, venuto alla ribalta del grande pubblico grazie alla partecipazione al programma “Made in Sud”. Nei prossimi mesi, infatti, Pasquale sarà impegnato nella sua produzione teatrale dal titolo “Dottor Futuro”. Dall’esperienza come animatore nei villaggi turistici fino al cinema, passando per il laboratorio “Tam” che lo ha formato artisticamente: una carriera, quella di Pasquale, in ascesa e che durante ogni sua esibizione live riscuote sempre più consensi di pubblico. Il “Vivo d’Angelo” di “Made in Sud” ci ha raccontato in esclusiva come nascono i suoi personaggi, il successo che lo ha travolto fino all’imminente esperienza teatrale di “Dottor Futuro” con la regia di Antonio Guerriero e le musiche di Tommaso Primo.

Intraprendi da giovane la strada della comicità, frequentando il laboratorio teatrale “Tam”. Quanto è importante per un giovane che vuole intraprendere questa carriera la gavetta? A tal proposito cosa pensi dei talent show? 

«Mi sono avvicinato a questo mondo prestissimo, prima come animatore nei villaggi turistici e poi col cabaret. I laboratori comici del “Teatro Tam” di Napoli sono stati fondamentali non solo per la nascita dei miei personaggi, ma soprattutto per la mia formazione artistica in generale. Quindi “viva la gavetta!”. Credo sia un momento importantissimo per tutto ciò che verrà dopo, e non deve finire mai. Non si finisce mai di imparare. Per quanto riguarda i talent show, penso siano un modo per farsi conoscere. Dipende sempre da quello che sai fare secondo me. Se sei bravo, il talent ti può dare tanta visibilità. Se non sei bravo non serve a niente. Semplice, no?»

Ti abbiamo conosciuto grazie ai tuoi personaggi. Da dove nascono? 

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Pasquale Palma interpreta uno dei suoi personaggi più famosi: Vivo D’Angelo

«Ogni personaggio che concepisco nasce dall’esigenza di ironizzare sulle cose che vivo o  che mi colpiscono osservando ciò che mi circonda. “Vivo D’Angelo” per esempio racchiude tutta l’ammirazione mia e della mia famiglia per il grande Nino; “Bimbominkia” mi diede la possibilità di fare satira sui giovani internettari; “Arancino” è uno sfottò goliardico sul mondo del rap, molto apprezzato dal mio amico Clementino; “Floriano Del Gatto” prende in giro alcuni fashion blogger da strapazzo e il neopoetico “Eddy Scampia” unisce due mie passioni, ovvero la poesia e la musica neomelodica. È uscito un mix spaventoso. (ride, ndr)»

Pasquale Palma in quale dei personaggi si rispecchia maggiormente e per quale motivo?

«Una canzone diceva che “I figli sò piezz’e core”e, siccome i personaggi sono tutti figli, vale lo stesso discorso. Poi credo che il mio migliore personaggio è quello che devo ancora scrivere…e magari sarà proprio Pasquale Palma, cioè io»

Approdi poi in televisione con “Made in Sud” ed arriva la popolarità. Come hai gestito questo momento?

«Ricordo sempre la frase che diceva Massimo Troisi, ovvero che secondo lui il successo è una cassa amplificatrice. Se prima sei umano col successo diventi umanissimo, se sei imbecille diventi imbecillissimo. Aveva proprio ragione. Io credo che il successo e la popolarità siano solo una parte del lavoro artigianale di un artista. Il resto è la dedizione, il migliorarsi, lo studio, accettare le sfide, etc. Se si lavora bene arriva anche la gratificazione del pubblico, perché tutto ciò lo facciamo per loro.  Poi io come ti ho detto vengo dai villaggi turistici, quindi il rapporto col pubblico lo vivo come un magnifico gioco»

Quanto è importante una trasmissione come “Made in sud” nella terra di Eduardo e di Totò?

«”Made in Sud” più che una trasmissione è stato un miracolo. Erano anni che non si faceva un prodotto comico realizzato completamente al sud, a Napoli in particolare. Dopo “Zelig” e “Colorado”, è arrivato “Made in Sud” che ha dato voce a una nuova leva di artisti meridionali. I nomi di Totò, Eduardo e Troisi fanno e sono sempre paura, quindi credo che io e altri comici della mia generazione dobbiamo semplicemente pensare a fare il nostro lavoro con onestà.  Lasciamo stare i Santi»

Dalla televisione, al cinema ed in teatro. Come nasce il progetto teatrale del “Dottor Futuro”? Che Pasquale Palma sarà in scena?

«Nel mio percorso mi piace sempre evolvermi. Sono partito coi personaggi i cabaret, sono passato per il musical “Stelle a Metà” di Alessandro Siani con Sal Da Vinci, ho fatto delle incursioni al cinema, ho scritto delle canzoni per il mio amico Andrea Sannino, sono stato sul palco del Teatro San Carlo come disturbatore del Dio del Calcio Maradona, e ora mi cimento in una commedia teatrale tutta mia. Il progetto nasce proprio dalla voglia di tentare sempre strade nuove. C’è l’animo del Pasquale Palma che il pubblico conosce ma che si apre anche ad altre sfumature inedite. Con me in scena Gennaro Scarpato, Oreste e Mirko Ciccariello, Claudia Tranchese e Ida Anastasio. La regia è di Antonio Guerriero e le musiche di Tommaso Primo. A Marzo siamo a Napoli al Teatro Bracco. Vi aspetto!»

Altri progetti?

«A breve girerò un film che mi vede tra i protagonisti. Presto darò qualche news in più sulla mia pagina Facebook» 

di Giovanni Iodice