Papa Francesco “Nella cultura dell’incontro si può sconfiggere la cultura dell’esclusione” A margine dell’incontro con il Movimento Apostolico Ciechi e Piccola Missione Sordomuti

CristianiE quanto ha affermato Papa Francesco nell’Udienza in Aula Paolo VI° incontrando migliaia di ciechi e sordomuti con il Movimento Apostolico Ciechi e della Piccola Missione Sordomuti .

Il Santo Padre nel rilevare che i malati ed i disabili restano pur sempre i privilegiati di Gesù, ha ribadito che necessita favorire la cultura dell’incontro per sconfiggere quella dell’esclusione, del pregiudizio da questa umanità difficile che tende sempre più a non comprendere lo status sociale di questi esseri umani .

Difficoltà, come ha sottolineato il Responsabile della Piccola Missione Sordomuti che si rilevano nelle “ n/s Parrocchie e nelle Diocesi di tutto il mondo quanti sono i sordi che trovano chiuse le porte delle Chiese”, dove “ non c’è chi parla le lingua dei segni”.

E proprio sulle difficoltà delle comunicazioni il Papa si è soffermato citando “ per una cultura dell’incontro” a riflettere quello avvenuto tra Gesù e la Samaritana dove il Signore amava incontrare le persone disabili, emarginate, escluse, disprezzate come erano allora i samaritani dagli ebrei .

Quelle persone soprattutto segnate dalle malattie e dalla disabilità per guarirle e restituire alla piena dignità, appunto della cultura dell’incontro e della vita reale.

Nel n/s mondo contemporaneo non è ammissibile concepire di “ trovare un papà ed una mamma ai 150 mila cani che sono nei canili e che costano alla collettività 260 milioni di euro “ ( dal Giornale “ Il Messaggero”Presidente Berlusconi 29 marzo 2014) animali che ampiamente rispettiamo, quando non vengono “guardati” con rinnovata simpatia o con la tutela dei diritti : i disabili, i ciechi, i sordi, gli invalidi fisici, gli handicappati psichici dimenticati da quella cultura dell’esclusione e dell’incontro tanto auspicata da Papa Francesco, quasi colpiti da una punizione divina, come la figura del cieco nato descritto nel Vangelo, dove quell’uomo, “era cieco dalla nascita ed era emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva colpito da una “punizione divina”.

“Gesù” ha commentato Papa Francesco “ rifiuta radicalmente questo modo di pensare, ma che è un modo veramente blasfemo, Gesù rifiuta questo e compie per il cieco l’opera di Dio dandogli la vista”.

E continua citando “il cieco guarito, con semplicità disarmante che difende Gesù e alla fine professa la fede in Lui e condivide anche la sua sorte”.

“Ecco le due culture opposte. La cultura dell’incontro e la cultura dell’esclusione, la cultura del pregiudizio La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può diventare testimone dell’incontro: l’incontro con Gesù, che apre alla vita, alla Fede e l’incontro con gli altri, con la comunità, con la gente semplice .

In effetti, solo chi riconosce la propria fragilità, il proprio limite può costruire relazioni fraterne e solidali, nella Chiesa e nella società”.“Lasciatevi incontrare da Gesù”, ha concluso il Papa, solo Lui può liberare il cuore “

E’ stato un momento particolarmente commuovente per tutti per i temi che Papa Francesco ha sviluppato in questo suo primo anno di Pontificato, temi particolarmente molto vicini soprattutto quelli dell’esclusione, per aprire momenti duraturi, perché la disabilità è una parte della vita di smarrimento, di solitudine, di isolamento, di ribellione, ma che alla fine si scopre che “Chi sperimenta la misericordia divina, è spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi”.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza” !

Previte

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.