Paolo Miggiano: «Rafforziamo la rete in città»

Le “Ali spezzate” di Forcella

 

Paolo Miggiano è uno scrittore e un giornalista, per molti anni elicotterista della Polizia di Stato e oggi membro attivo della Fondazione Pol.i.s che si impegna a sostenere vittime della criminalità organizzata.
Lo scorso mese abbiamo avuto il piacere di ospitare Paolo nella nostra redazione per un’intervista sulla sua fatica letteraria “Ali spezzate”. Il titolo del libro fa riferimento alla prematura morte della quattordicenne Annalisa Durante che nel marzo 2004, “per sbaglio” venne colpita a morte durante un agguato camorristico a Forcella, il quartiere in cui abitava con la sua famiglia.
Il libro non si presenta come l’ennesimo “saggio sulla camorra”, né come libro strappa lacrime, ma la tragica vicenda è lo spunto per una riflessione e un’analisi delle dinamiche che regolano il male affare dei quartieri del mezzogiorno italiano.
«Dopo la morte di Annalisa fummo pervasi da una forte speranza nel vedere quella reazione rabbiosa della città e della stessa gente di Forcella – racconta l’autore – purtroppo passata l’ondata emotiva nulla è cambiato e da allora si è fatto ben poco».
L’esigenza di scrivere questo libro nasce proprio dalla delusione nel vedere una Napoli che ancora non riesce a liberarsi dalla presenza della camorra.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

I protagonisti della vicenda, oltre Annalisa, sono tanti, tra cui Arnaldo Capezzuto, il giornalista che non voleva saperne di smettere di denunciare a Forcella, e Don Luigi Merola il parroco che predicava contro la camorra riuscendo ad avvicinare a sé tanti ragazzi. Entrambi furono minacciati e allontanati dal quartiere. Davano fastidio.  Infine la figura di Giannino Durante del padre della piccola che, dopo aver perso la figlia, ha deciso di intraprende una serie di iniziative socioculturali mosse a promuovere la denuncia dell’illegalità e della violenza.  Difatti nel cuore di Forcella da pochi anni è sorta la “Piazza Forcella” con la “Biblioteca Annalisa Durante”, uno spazio comunale recuperato da un ex teatro adibito a centro culturale.
«Ciò che fa Giannino è bello, ma non basta – dice Paolo con realismo e amarezza – bisogna rafforzare tutto ciò che c’è intorno, creare un sistema che frutti economia alla zona. Il mio libro si conclude proprio con un invito, una speranza: ripartiamo da Piazza Forcella». 
L’idea è quella che si venga a creare una rete che sappia fare mercato, aprendo bar, ristoranti, collegati proprio con la Biblioteca, in cui la gente magari vada a comprarli i libri. Questo è possibile solo con una responsabilizzazione della borghesia locale e dello stato, che non posso lasciare così abbandonato e isolato un quartiere del centro storico come Forcella.

«Abbelliamo la città, investiamo sulle periferie interne ed esterne a Napoli, perché il bello attira il bello»

Ora in programma c’è la realizzazione di un film liberamente tratto dalla storia vera di Annalisa Durante. Ovviamente s’intitolerà “Ali spezzate”, come quelle della giovane vita di una ragazza piena di sogni, come quelle di un quartiere che non riesce a riscattarsi, come quelle di una città che non sa prendersi cura della sua gente.

di Fulvio Mele
Foto di Maria Grazia Scrima

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"