Senza sport nessuna scuola di vita.

Questa mattina a San Cipriano D’Aversa presso la Polisportiva Team Karate Capasso – Gruppo Sportivo Associazione Nazionale Carabinieri – sono giunti tanti atleti, della categoria Esordienti A, con le rispettive società provenienti da ogni angolo della Regione Campania per le qualificazioni per il Campionato Italiano di kata e kumite di categoria.

Per questi atleti, per le loro società e soprattutto per le loro famiglie il tutto ha rappresentato un grandissimo sacrificio, sia economico che fisico.

Infatti questi ragazzi e ragazze oggi si sarebbero dovuti trovare tutti a Napoli presso la grande struttura del Palavesuvio di Ponticelli, capace di ospitare tremila giovani, ma le porte erano sigillate e tutta la struttura sequestrata, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, che ha reso esecutivo un esposto dei vigili del fuoco, che hanno denunciato il mancato rispetto delle norme di sicurezza, soprattutto carenza di uscite di sicurezza e fili elettrici scoperti.

Il Palavesuvio è un impianto che comprende quattro palestre. La più grande è il palasport indoor con pista d’atletica, che nel 2008 ospitò l’incontro di Fed Cup di tennis tra l’Italia di Flavia Pennetta e la Spagna.

Le tre palestre sgomberate ieri sono state invece concesse ad uso esclusivo dal Comune di Napoli alla Dike Napoli Basket, alla Federazione pallavolo e alla Nippon Judo dei fratelli Parlati.

Stando così le cose attualmente a Napoli risultano chiuse anche le piscine della Mostra d’Oltremare ed il Palabarbuto, la piscina Scandone sopravvive con finanziamenti provvisori e lo Stadio Collana resta in una situazione di stallo nella guerra tra Regione Campania e Comune di Napoli.

Il problema della chiusura degli impianti è soprattutto sociale, difatti non si provoca solo un danno alle poche società che usufruiscono di queste strutture vantando atleti campioni del mondo, ma soprattutto si fa danno ai centinaia di giovani di Ponticelli, dei quartieri limitrofi e della intera provincia di Napoli che vengono costretti a rinunciare allo sport. Chiaro che quanto si è verificato con la chiusura del Palavesuvio ha portato grande rammarico negli addetti al lavoro i quali hanno sollecitato più volte l’intervento di Palazzo San Giacomo, invano.

di Antonino Calopresti