Paestum, una località da “fuoco e fiamme”

Immanuel Kant scriveva: “La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante, un ‘essere o non essere’, una questione di vita o di morte.”
Ed è stata proprio una questione di vita o di morte quella che ha visto protagonista il Signor Raffaele Coppola nello spegnimento dell’incendio divampato a pochi passi dalla sua casa estiva a Paestum. Nonostante la tempestiva chiamata al WW.FF. (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco) per un immediato soccorso, le fiamme sono risultate ai presenti, troppo minacciose e vicino all’abitato per poter aspettare i soccorsi ecco allora che laddove la natura si ribella, la volontà e l’intelletto umano agisce cercando di sedare quello che sarebbe potuto essere un vero e proprio disastro ecologico. Allora abbiamo domandato proprio al diretto interessato di delucidarci sul nefasto accaduto.

Signor. Coppola ci spieghi meglio come sono andati i fatti.
«Verso le 18,00 di un tranquillissimo pomeriggio estivo sentiamo nell’aria il tipico odore di fogliame bruciato nei pressi della nostra casa estiva in via Posidonia alla frazione Laura di Capaccio. Unitamente a mia moglie mi riverso in strada e noto che ha preso fuoco la pineta. Altre persone, allarmate come noi, si interrogano sul da farsi, una di queste telefona ai VV. FF chiedendo pronto intervento. Io però mi rendo conto che non possiamo aspettare l’arrivo dell’autobotte, non è scontata l’immediata disponibilità. decidiamo quindi di spegnere da soli l’incendio con secchi di acqua e pala. Mia moglie e mia nipote fanno la spola tra casa e focolaio di incendio (circa mt 70) con un paio di secchi di acqua, io lavoro con la pala per soffocare le fiamme con la terra secca. Dopo circa tre quarti d’ora di intensa “spalatura” ed “annaffiatura” riusciamo a circoscrivere l’incendio, solo fumo laddove prima erano fiamme. L’arrivo dei VV.FF. dopo circa un’ora dalla richiesta (causa altre urgenze) ha permesso di completare l’opera mediante un’irrogazione ulteriore di acqua con pompe autotrasportate».

C’è stata la presenza delle istituzioni locali in quel preciso momento?
«Sul posto sono sopraggiunte due motociclisti della polizia locale che non hanno potuto fare altro che constatare la natura dolosa dell’incendio, sviluppatosi in cerchio con diametro di circa sei metri».

Cosa sente di chiedere alle politiche locali per migliorare le sorti di una cittadina bella e volta al turismo come Paestum?
«Come già ribadito agli agenti della polizia locale presenti sul luogo dell’incendio, penso fermamente che la pineta di Paestum abbia la doverosa necessità di essere curata in maniera più costante con ad esempio la deforestazione controllata di vecchi pini secchi che impediscono quelli verdi di espandersi; pulizia da rifiuti organici e plastici; spazio tagliafuoco e di accesso a mezzi di soccorso. Credo che solo con la giusta manutenzione si possa vivere in un ambiente più pulito e esente da pericoli e spiacevoli incidenti ed è proprio questo è quello che non solo io ma tutti i cittadini di Paestum vorrebbero chiedere alle politiche locali soprattutto in virtù del fatto che stiamo parlando di una zona balneare conosciuta non solo per il suo vissuto storico ma anche per musei, necropoli, centro di arte e cultura».

di Martina Giugliano

About martina giugliano

Nata il 05/02/1991 a Napoli. Laureanda presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Lettere Moderne. Addetto Stampa dell’Associazione “Social Evo“. Speaker radiofonica, tutti i venerdì curo la rubrica free time sulle frequenze di Radio Amore.