Ottavio Lucarelli risponde ad Enzo Iacopino: «Il giornalismo non ha perso di credibilità»

L’ODG Campania sostiene Carlo Verna per la Presidenza del nuovo Consiglio Nazionale

L’Ordine Nazionale dei Giornalisti ha appreso le dimissioni del Presidente Enzo Iacopino durante il terzo giorno di Consiglio, avvenuto lo scorso mese di marzo. Consigliere nazionale dell’ODG dal 2001, Iacopino è stato eletto Segretario nel 2007 e Presidente nel 2010. Ha lasciato l’Ordine con parole poco tenere nei confronti di una categoria in cui, a suo avviso, «prevalgono un gioco perverso e irresponsabile di opposte militanze, il settarismo, la superficialità, le urla, le volgarità. Il recupero della credibilità della categoria – ha infine aggiunto – si è rivelato un vero fallimento».  Qual è, dunque, il futuro dell’Ordine dei Giornalisti? E realmente il giornalismo è diventata una professione dove dominano incompetenza, sfruttamento e squallido sensazionalismo? Lo abbiamo chiesto ad Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, il quale auspica un avvenire migliore per la categoria e rivela la volontà di sostenere Carlo Verna, giornalista RAI, per la presidenza al nuovo Consiglio Nazionale dell’ODG.

Presidente, quali sono le Sue sensazioni in merito alle dimissioni di Enzo Iacopino?

Enzo Iacopino – Ex Presidente ODG

 

Sono state dimissioni a sorpresa un po’ per tutti, sia per i consiglieri nazionali sia per i Consigli regionali dell’Ordine. Ora si volta pagina.

Cosa è riuscito a dare/non dare Iacopino all’ODG in questi anni di presidenza e che ciclo dobbiamo aspettarci ora? 

Non amo giudicare il lavoro dei colleghi. Lo ringrazio per il lavoro svolto con passione, ma certamente si apre un nuovo ciclo. E si aprirà con le elezioni ancora da fissare nei prossimi mesi perché con la riforma cambierà profondamente la composizione del Consiglio nazionale. In questo senso, approvo e sostengo con ogni energia la candidatura del collega Rai Carlo Verna a presidente nazionale del Consiglio, non solo perché è napoletano ma perché è la migliore competenza che abbiamo in Italia. 

Iacopino ha fatto particolare riferimento al “mancato recupero di credibilità della categoria” dopo essersi dimesso. Crede anche Lei la nostra sia una professione irrecuperabilmente contaminata da “settarismo, superficialità, urla, volgarità”?

La nostra categoria non ha perso credibilità e lo dimostra la passione e la professionalità dei giovani giornalisti che hanno grande preparazione, culturale e tecnica. In questo senso, l’Ordine è un Osservatorio privilegiato da cui certamente noto una situazione di difficoltà causata dalla crisi economica, ma auspico anche una seria prospettiva di rilancio in una fase nuova, che dovrà continuare ad avere l’Ordine come baluardo. 

Secondo Lei, qual è il futuro del giornalismo? Tra precariato ed editori deontologicamente scorretti, a cosa andiamo incontro?

Io vedo una prospettiva di ripresa anche se su basi diverse da quelle che hanno segnato il nostro percorso. Vedo sempre più giornalisti freelance e sarà dunque il mercato a scegliere i migliori: si andrà verso un miglioramento e un rafforzamento della professione. Le mele marce ci sono ma prima o poi saranno espulse dal mercato. Voglio, infine, rivolgere una sola raccomandazione all’opinione pubblica: non tutto ciò che leggiamo sul web è informazione; le bufale, i fake, sono quasi sempre di altra natura.

Di Fabio Corsaro / corsarofabio@gmail.com

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!