Ordigni rudimentali esplosivi: in rete troppe informazioni. Come fare a bloccare una possibile spirale di violenza evitando i rischi della censura?


Il vile attentato alla scuola di Brindisi al di là del movente e di ogni commento sull’assurdità di un accadimento del genere per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”non può non far riflettere su una questione annosa e quanto mai d’attualità: la facilità nel reperire informazioni in rete per la fabbricazione di ordigni rudimentali e armi.
Non sono rari, infatti, i casi nel mondo di giovani e meno giovani, più o meno esaltati, anche non affiliati ad organizzazioni criminali, che con estrema facilità sono riusciti a reperire on line e poi a costruire bombe artigianali usate per compiere attentati anche di proporzioni devastanti come quello accaduta nella cittadina salentina.
La questione della semplicità con cui si riescano a scovare determinate informazioni sul web che spesso hanno carattere scientifico e quindi stretta correlazione con l’ovvia e necessaria circolazione delle idee, pone però dei problemi di ordine pubblico e di sicurezza assolutamente rilevanti che dovrebbero essere affrontati a livello globale, perché è la rete stessa un fenomeno globale che pone oggettive difficoltà sul possibile controllo dei flussi d’informazione specie quelli che riguardano questioni potenzialmente pericolose.
In Italia, almeno in astratto la legge ove applicata correttamente è severissima. Va specificato però che se da una parte dare istruzioni per la costruzione di ordigni non costituisce istigazione alla violenza e quindi vera e propria fattispecie di reato, dall’altra provare a fabbricarne uno invece, si.
D’altronde non si può pensare che la Polizia Postale possa avviare una campagna d’indagine da clima di caccia alle streghe andando a bloccare tutti quei forum rinvenibili in rete nei quali si parla di ordigni e loro componenti senza che ci sia la prova o l’indizio di un reato o di un tentativo in tal senso.
In compenso, è opportuno che tutti gli internauti sappiano che la sanzione prevista dall’ordinamento per chi prova a costruire un ordigno esplosivo è l’arresto in flagranza con la possibile accusa di strage e le relative conseguenze in termini di pena.

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!