Operazione antibracconaggio a Somma Vesuviana (NA)

L’operazione antibracconaggio avvenuta in questa giornata del 23 ottobre 2016, ha avuto i suoi sviluppi sin dalle ore 5:30 circa di stamattina. Ha coinvolto le Guardie Giurate Venatorie e Zoofile dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), Nucleo di Napoli,  in collaborazione con le Guardie Giurate Venatorie e Zoofile del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura), nel territorio del comune di Somma Vesuviana (NA) e zone limitrofe.

In particolare, dopo aver effettuato vari controlli amministrativi a vari cacciatori che sono risultati in regola con tutti i documenti e gli adempimenti di Legge, in varie località del territorio del comune di Somma Vesuviana (NA), le Guardie suddette, hanno rinvenuto, ad un certo punto, un richiamo per uccelli a funzionamento elettroacustico (cosiddetto FONOFIL) in funzione che riproduceva il canto del Tordo, vietato dalla Legge e punito penalmente. La località del ritrovamento del BRACCONIERE era in via Saracari del comune di Somma Vesuviana (NA).

Il richiamo, il fucile, le munizioni e tutte le altre attrezzature connesse sono state sequestrate dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri, intervenuti molto rapidamente sul posto dopo la chiamata di emergenza effettuata delle Guardie dell’ENPA e del WWF e si è proceduto alla denuncia di una persona all’Autorità Giudiziaria Competente.

Si ricorda che questi richiami elettroacustici sono vietati dalla Legge perché tendono a far concentrare, in maniera del tutto innaturale, un numero enorme di esemplari di quella specie di cui si era riprodotto il canto, in un punto specifico.  In quel punto, ovviamente, quando si appostano uno o più bracconieri si fa una vera e propria strage e così si tendono a decimare le popolazioni di uccelli.

Molto spesso, con questi richiami elettroacustici si va ben oltre il numero di animali da abbattere, prefissato dal calendario venatorio regionale ed è quasi naturale che il cacciatore, divenuto, in questo modo,  automaticamente BRACCONIERE, tende a sterminare la popolazione di uccelli che si sono concentrati innaturalmente sul luogo dove era riprodotto il canto dei suoi consimili.

Infine si ricorda che, spesso, nei pressi di questi richiami elettroacustici si fissano anche delle specifiche reti che servono per prelevare un numero enorme di uccelli che poi vengono venduti ad alcuni ristoranti che in maniera illecita li propongono ad ignari clienti.

Il servizio antibracconaggio dell’ENPA e del WWF è proseguito durante tutta la giornata del 23 ottobre 2016 e sono stati elevati una decina di verbali amministrativi in materia venatoria e zoofila.

Si ringrazia l’Arma dei Carabinieri per il celere e qualificato supporto fornito all’operazione.

Alessia Giocondo