Olivero Toscani oggi compie 75 anni: «Siate unici e creativi, coltivando la vostra follia»

Olivero Toscani

Oliviero Toscani, il fotografo pubblicitario più conosciuto al mondo, celebre per le campagne pubblicitarie shock, oggi compie 75 anni. Polemico per gusto e inclinazione, castigatore di costumi e moralista. Oliviero Toscani, è un fotografo avanguardistico, figlio d’arte di Fedele Toscani, primo fotoreporter del Corriere Della Sera. Oliviero si diploma nel ‘65 in grafica e fotografia all’Università delle Arti di Zurigo ed è conosciuto come la forza creativa di alcune delle più prestigiose e autorevoli riviste del mondo della moda, quali Elle, Vogue e GQ e brand come Chanel, Toyota e Prenatal. Dal 1982 al 2000 ha creato l’immagine, l’identità e la presenza online della United Colors of Benetton attraverso una strategia di comunicazione che lo ha reso uno dei marchi più conosciuti al mondo.

Toscani ha messo in chiaro alcuni punti sulla fotografia e sulla figura del fotografo «ho vissuto l’evoluzione della fotografia. Al giorno d’oggi molte persone pensano che sei fotografo soltanto perché sai usare una macchina fotografica. Per me un fotografo deve essere prima di tutto un autore, perché se non si ha nulla da comunicare è inutile che si faccia questo mestiere. La fotografia diviene vera solamente quando ha un pubblico a cui riferirsi: per “guardare il mondo” mi bastano i miei occhi». Toscani qualifica la fotografia come arte semplice e naturale e non può essere subordinata alla visione di un direttore artistico: “Come si fa a dirigere l’arte?!”. 

Ma che vuol dire fotografare? 

«Per scatto fotografico si intende la realtà immortolata di un determinato periodo storico. Infatti, più del 95% di ciò che conosciamo è stato appreso tramite un’immagine. Il fotografo moderno, quello vero, è il testimone della memoria storica dell’umanità e attraverso questo mezzo di comunicazione ci siamo resi conto delle violenze che l’essere umano ha fatto su se stesso». Essere fotografo vuol dire osservare, catturare un dettaglio di ciò che succede nel mondo, tradurre il tutto in un’immagine, e questa deve servire a spiegare qualcosa di più complesso e articolato; insomma, il fotografo è colui che guarda, e nel suo guardare vede qualcosa che gli altri non hanno ancora visto o che non vedono bene. Quando si scatta una foto si deve avere la visione minuziosa di tutte le parti che compongono l’immagine, perché nessun dettaglio è piccolo.

Toscani detesta essere etichettato come fotografo pubblicitario, avendo lavorato solo tre volte con un’agenzia pubblicitaria: non ama il sistema del marketing, caratterizzato dalla ricerca forzata del “mediocre” consenso dell’opinione pubblica, basato sul consumo del prodotto e non più sulla sua fruizione. La pubblicità, tuttavia, ha bisogno di immagini per poter sopravvivere, quindi ciò comporta l’inevitabile necessità dei fotografi. E lui, anche attraverso immagini pubblicitarie, comunica qualcosa, come ad esempio l’intera campagna pubblicitaria per Benetton, basata su temi forti come l’AIDS, il razzismo, l’immigrazione e la pena di morte.

Campagna pubblicitaria: United Colors of Benetton 1982

«Non si può pensare di essere dei creativi se poi ci lasciamo imprigionare dalle nostre certezze – continua Toscani – quindi la creatività risulta essere semplicemente la conseguenza di un lavoro che facciamo con noi stessi. Purtroppo al giorno d’oggi tutti sono bravi a copiare e poche persone riescono a sfruttare la propria immaginazione, andando oltre a ciò che si vede davanti ad un semplice monitor di un PC. L’immaginazione è gratuita ma ce n’è pochissima: tutti si sentono creativi, ma poi quando c’è veramente da tirar fuori qualcosa di originale c’è un encefalogramma sempre più piatto a causa all’evoluzione della tecnologia che ci sta rendendo sempre più pigri, inermi e sudditi. Questo uccide l’unica cosa di valore che abbiamo, ossia la nostra unicità. Dov’è la vostra vera follia? Abbiate rispetto di quella parte di voi, invece di sopprimerla, evitando di conformarvi a ciò che è mediocre, a tutto ciò che vende, a tutto ciò che vi dicono che deve essere fatto così… altrimenti non funziona. Non credeteli! Dobbiamo aver fiducia nel nostro talento: normalmente non lo usiamo perché semplicemente abbiamo paura di essere diversi, di essere criticati».

Dal 2007 Oliviero Toscani ha iniziato “Razza Umana”, un progetto di fotografia e video sulle diverse morfologie e condizioni umane, per rappresentare tutte le espressioni, le caratteristiche fisiche, somatiche, sociali e culturali dell’umanità. Oliviero afferma: «Giro con un pannello bianco che funge da fondo a coloro che fotografo. Spesso, mi sono sentito dire “Lei non mi può fotografare perché mi ruba l’anima” ed è vero… Vado in giro per il mondo a fotografare l’anima!».

 

di Gabriele Arenare
gabriele.arenare@yahoo.it

About Gabriele Arenare

Classe '88. Laureato in Informatica (Tecnologie Multimediali), presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Diplomato in Fotografia pubblicitaria, Grafica pubblicitaria ed editoriale e Web Design presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione visiva) a Napoli.