“Oggi la vera vetrina è il Web”, parola di Geppo

Accompagnato dal suo “Ridi, è gratis” Geppo è uno dei nuovi fenomeni “social”

La mattina avrà un altro sapore oltre a quello amaro del caffè. Tutte le mattine, che il tempo sia soleggiato o nuvoloso, Simone Metalli, in arte “Geppo”, ci strapperà un sorriso. Geppo sin da piccolo raccontava barzellette, ascoltato solo dalla sua cerchia di amici, poi ha continuato con determinazione e costanza finchè, nel 2015, un suo caro amico decide di creargli una pagina Facebook e fargli un video mentre era intento a raccontare un delle sue storie.  Così, un po’ per gioco e un po’ per una scommessa, la prima barzelletta “a caccia di orsi” ha totalizzato circa 20 mila visualizzazioni. Le barzellette, inizialmente, non erano inventate da lui; con gli anni, poi, ha iniziato a scriverne insieme al suo amico Flavio, la persona che nessuno vede, ma senza la quale tutto questo non sarebbe mai successo, a dire di Geppo. Flavio sta dietro al telefono ed ogni mattina riprende la singola barzelletta. “Geppo” è un nome che dovrebbe ricordare qualcosa a tante persone: un fumetto italiano degli anni 60 che parlava di un diavoletto sempre intento a combinare guai. Quando Simone ha dovuto scegliere il proprio nome d’arte non ha avuto dubbi: quello è il suo fumetto preferito, non ha potuto che scegliere proprio Geppo. Quotidianamente ci ritroviamo ad affrontare problemi e disgrazie di questa società politicamente ed economicamente instabile, in cui c’è poco da ridere, ma Geppo porta avanti il suo slogan “Ridi, è Gratis”; se non ridiamo più e perdiamo anche il sorriso, questo mondo andrà a rotoli. Simone/Geppo porta con sé anche varie partecipazioni a programmi televisivi come “tu si que vales”, in cui è stato chiamato direttamente dal team di Mediaset, e la puntata in questione ha raggiunto un alto tasso di ascolti, uno dei più alti di quelle serate. Credeva di andare in finale, invece è andato direttamente a “Domenica In”, dove ha lavorato per un anno intero. “I talent sono una buona vetrina solo se si vincono, altrimenti al primo posto per mettersi in mostra c’è il web” ci dice Geppo, “molti anni fa per vedere un artista si doveva andare in un locale o bisognava accendere la tv. Ora c’è il cellulare che è un po’ come una televisione portatile: lo puoi tenere sempre con te e trovare di tutto”

 Di Antonio Ricchezza