“O troveremo la via o la costruiremo”. Annibale a cura di Rosaria Iazzetta

iazzettaNel distretto di Kyoto ad Arashiyoma nel tempio di Horinji si pratica un’importante cerimonia chiamata Hari-Kuyo; e’ un importante rito buddista durante il quale vengono sepolti con rispetto gli aghi vecchi o rotti, che non servono più. Il lungo uso domestico li ha resi per così dire “cose con anima” e non vanno per questo, gettati via senza pietà.

Qui invece, a differenza dell’Oriente, indipendentemente dal credo religioso, senza cerimonia  ma con festeggiamenti intimi solo a fine lavoro, prodotti realizzati e trasformati chimicamente dall’uomo, si interrano non perché gli sia stata data un’anima, ma perché gli individui selezionati e propensi a tali lavori di interramento sono praticamente “esenti da anima”! Quest’assenza interiore, che per certi versi non ha un peso specifico come gli organi, ma eticamente spinge o almeno collabora alle azioni umane, è stata soppiantata dal solo desiderio di profitto economico; come se i soldi diventassero lo scudo nella quale rigenerarsi e mostrare la supremazia assoluta; come se il risparmio che questi individui hanno garantito a produttori, fornitori, politici e industriali sia stato un vantaggio inevitabile e necessario anche nelle pratiche del vivere civile di questi territori. Come se noi, dovessimo meritarci questo sporco duro lavoro, pur consapevoli che non esiste un buttar via, visto che le cose non si smaterializzano, ma scompaiono solo dalla vista. Così facendo hanno affidato per decenni al terreno il compito di nascondere e all’aria quello di trattenere; compiti che la terra e l’aria hanno tentato in tutti i modi di mantenere nei limiti previsti per la sopravvivenza umana, ma quando la mole di BARBARIA è diventata non più misurabile, allora è stato necessario condividere la disumana tragedia con le nuove patologie, che attaccano i frutti della terra e l’individuo, in modo sempre più feroce.

Ad un punto di non ritorno, la notte usata per contrattare, per seppellire e per incendiare è diventata metaforicamente il buio interiore di tutti quelli che vivendo questi territori, hanno riconosciuto nella

negligenza delle Istituzioni un così radicato principio di auto-prevaricazione in cui l’indifferenza programmatica, quasi da programma elettorale, mostra, che a rimanere beneficiari d’interessi che dovrebbero riguardare la collettività, oltre la camorra, sono sempre LORO i politici e  la stretta cerchia di fidati a tempo determinato o di amici legati da dinamiche parentali o di sangue all’occorrenza.

In un inondamento di diritti negati sembra lecito e doveroso indignarsi per il movente e per il risultato di tali trattative e indifferenze, in cui le azioni che si compiono, migliorano quando a trarne svantaggio sono il maggior numero di persone. Oltretutto lo Stato Italiano più di tutti, ha compreso che certi processi di deterioramento possono essere utilizzati come vetrina in caso di necessità, come la salute latitante in certi territori slogan elettorali a volte, sfruttamento mediatico altre, o propaganda politica, spesso. Questi uomini aspettano poi, che le condizioni si autodefiniscono da sole per poter essere risolte e si aspetta che l’illecito diventi palesemente ostacolo per i loro interessi e allora, si interviene a tratti, a pioggia, con altri interessi o con gestioni dove il controllo capillare e il profitto rimangono comunque per pochi.

E allora in una condizione di sostanziale fallimento sociale ed etico, dove la strada che conduceva al futuro sembra essere inesistente, diventa fondamentale resistere, non solo difendendo i vari diritti negati, ma trovando volontà e solidarietà nel costruire alternative dove non ci sono, ponti dove nessun collegamento tra etica e territorio sia mai nato, strade che riportino alla nascita dell’anima  in certi, come strumento di guida per le azioni individuali e collettive e per l’intera esistenza.

di Rosaria Iazzetta

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.