NOLA: “IL GIOCO E’ UN SUICIDIO SENZA MORTE” di Martina Giugliano

images06C4XQ0O imagesOUJK5Y01 imagesPDSE10BX imagesWXMXATYX    NOLA: “IL GIOCO E’ UN SUICIDIO SENZA MORTE” IL M5S DICE STOP! AL GIOCO D’AZZARDO

«Il gioco mi ha rovinato la vita», «prima ero un uomo felice con una famiglia unita che amavo, ora sono un poveraccio distrutto dal vizio». Queste e molte altre le frasi ascoltate in una stradina del Nolano ,adiacente a un negozio di scommesse sportive. Ma facciamo un passo indietro di cosa stiamo parlando? Di un gioco, di un vizio o di un semplice e innocente divertimento?No!nulla di tutto ciò, la parola giusta è gioco d’azzardo che molto probabilmente racchiude tutte e tre le accezioni sopra menzionate in quanto inizia come un divertimento, un svago quotidiano, un gioco grazie al quale ci si distacca dalla realtà di tutti giorni per ritagliarsi quell’angolo di apparente tranquillità nel quale un po’ tutti vogliono approdare, per poi crescere e tramutarsi in un vero e proprio vizio al quale il giocatore non può più sottrarsi proprio come una droga. Per capire un po’ la situazione che si respira all’interno di locali che hanno in dotazioni slot machine siamo entrati in un punto Snai nei pressi di Nola paese vesuviano in provincia di Napoli e l’immagine che vi abbiamo fotografato non è stata delle più idilliache. Alle sette e trenta nel mattino già due uomini, di 35 e di 65 anni, erano intenti a giocare con accanimento e foga alle slot machine. Nell’ora in cui l’uomo medio si sveglia per fare colazione con i propri figli, chiacchierando prima di iniziare un nuovo giorno di lavoro, molti altri uomini si svegliano con il suono ridondante di inutili e machiavellici strumenti che vengono messi in commercio col solo fine di arricchire le casse dei commercianti e impoverire quelle di labili e deboli menti umane. Continuando l’osservazione all’interno del locale le ore passano, ma la situazione non cambia. I “clienti” accecati dalla sete di vittoria entrano sempre più copiosi alle sette del mattino così come alle nove, alle dieci e trenta, fino all’ora di pranzo, e tutti con la stessa pazzia negli occhi, tutti accomunati dalla stessa malattia: il gioco d’azzardo. Non ho più una vita sociale- dichiara uno dei giocatori- “sono diventato egoista e disinteressato verso la mia famiglie che non solo deve accettare il fatto che un membro del proprio nucleo familiare è entrato in un giro molto più grande di lui, pericoloso sia dal punto di vista psicologico che morale, ma deve soprattutto fare i conti  con un bilancio economico che il più delle volte è catastrofico, perché giocare significa impegnare tutto il proprio denaro nella speranza di raddoppiare la quota iniziale“.Proprio su questo tema e sui rapporti tra Gioco D’azzado, Usura e Criminalità Organizzata  che Il M5s di Nola, lo scorso 13 novembre, ha presentato un documento che contiene una serie di interventi volti ad indebolire il fenomeno . La prima serie di proposte è l’utilizzo dei poteri di regolamentazione del commercio da parte dei sindaci al fine di decentrare le attività di gioco d’azzardo fuori dei centri urbani o comunque di collocarle a debita distanza dalle scuole, dai centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani.La seconda serie di iniziative proposte riguarda maggiori controlli di polizia sulle attività di gioco d’azzardo e la realizzazione di progetti e campagne permanenti a contrasto del GAP (gioco d’azzardo patologico) in collaborazione con le associazioni e le strutture territoriali per la cura delle dipendenze dell’ASL; sempre di concerto con l’ASL la proposta di un osservatorio permanente sul Gioco d’Azzardo Patologico, il tutto finanziabile sia con i fondi per il contrasto alle dipendenze del Piano Sociale di Zona che con la tassa di scopo prevista dal documento .Questa purtroppo è un’altra faccia della società italiana, è la realtà di chi viene accecato e inghiottito dal gioco annullando tutto quello che la vita di bello può offrire perché alimentato dalla sete di potere che solo i soldi, nella società materialista in cui viviamo, può offrire.
Martina Giugliano

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.