Nicola Badia, un’artista eclettico tra astrattismo e figurativismo

Nicola Badia

Pittore, scultore, ceramista, Nicola Badia è presente sul panorama artistico dal 1970. Si è diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte di Calitri ad Avellino, e ha affinato la sua tecnica rapportandosi con l’arte nazionale ed internazionale, fino a raggiungere una sintesi pittorica caratterizzata da luci, ombre, sospiri ed emozioni. La forza delle sue rappresentazioni sono l’intensità coloristica e la ricchezza dei contenuti. Lo stile spazia, con molta disinvoltura, tra l’astratto e il figurativo. Attraverso i suoi frequenti viaggi a New York, dove ha esposto per molto tempo alla Bell Arte Gallery Vogue Design in Scarsdale, sobborgo settentrionale della Grande Mela, e le sue numerose mostre in Italia, Badia è riuscito a imporre la sua arte e far conoscere la sua terra. Abbiamo ospitato nella nostra redazione il maestro Nicola Badia, il quale ci ha raccontato della sua carriera, dai primi approcci ad oggi, e di come l’arte sia cambiata nel tempo.

Lei è senz’altro un artista eclettico, ma quale corrente sente più vicino?
«Sono nato con il classico, poi con le estemporanee ho sperimentato altri stili, anche a secondo delle richieste. Mi piace comunque riprodurre opere di artisti straordinari come Caravaggio o Rembrandt, nonostante le relative esecuzioni richiedano tanto tempo. Nel corso della mia attività artistica sono passato dall’olio all’acrilico, il quale permette di realizzare dipinti molto più velocemente».

 

Pugno simbolo dell'Associazione Centro Studi Officina Volturno (editore del Magazine Informare) - autore Nicola Badia
Pugno simbolo dell’Associazione Centro Studi Officina Volturno (editore del Magazine Informare) – autore Nicola Badia

 

Lei è esperto soprattutto di ceramica. Ci parli della sua dedizione verso questo tipo di arte.
«La ceramica mi attrae, molto più della pittura, tanto che non ho mai voluto comprare un forno per ceramica perché non sarei mai più uscito di casa (ride ndr). Basta pensare che la prima volta che sono entrato in un laboratorio di ceramica, mi sono tanto appassionato che, preso dal lavoro, sono rimasto a dormire sul posto. Prediligo la tecnica del colaggio, per la quale l’argilla in stato liquido viene introdotta negli stampi di gesso fino a riempirli, per poi estrarre i pezzi una volta scolati».

Quali sono i riconoscimento conseguiti di recente?
«Ho partecipato a diverse gare di realizzazione di estemporanee, conseguendo ultimamente un secondo posto ad una mostra a Bovino, in provincia di Foggia, ed un primo posto a Palestrina, comune di Roma».

Si può vivere con l’arte?
«L’arte era un lavoro, oggi le sue dinamiche sono cambiate. Si vende di meno a causa di un sempre più scarso interesse nei confronti dell’arte e di una crisi economica, e non solo, che ne ha mutato l’approccio e la concezione. Dunque, è sempre più complicato rendere l’arte un lavoro».

Foto di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 160 Agosto 2016

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