Nelle nostre terre non si spara…si spEra!

Dal 26 agosto al 1 settembre, il cantiere “Da terre di camorra a terre di Don Peppe Diana” aprirà le proprie frontiere per una nuovissima edizione.

La denominazione di “cantiere” è voluta dall’essenza di questa iniziativa, consistente nella progressiva azione di costruzione da parte dei partecipanti e, inoltre, al fine stesso dell’evento, ossia la costruzione di una sensibilità di coscienze più fini e pure.

É un evento nazionale che raccoglie l’adesione di ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia e che, con la compartecipazione del Comitato Don Diana e l’Agesci, brilla di svariate attivitá, promotrici delle terre di Don Peppe.

 

Valerio Taglione, referente del Comitato, ha rilasciato una dichiarazione rispetto l’attività in partenza, affermando il grande entusiasmo che accompagna questo nuovo inizio e la felicità di appoggiare tale esperienza: É un modo per costruire dei ponti con altre realtà e storie” ha detto, “Il nostro territorio é raccontato solo come terra dei fuochi, invece noi raccontiamo a questi ragazzi le terre di Don Peppe Diana, terre oneste e in cui si costruisce. Si parte, infatti, proprio dall’esempio dello stesso Don Peppe.”

 

Segue, poi, l’illustrazione profonda ed intervista all’organizzatore dell’evento, Michele Martino.

 

 

Mi parli della realizzazione del progetto.

 Il campo nazionale dell’Agesci, il nostro cantiere denominato “Da terre di camorra a terre di Don Peppe Diana”, riguarda la rivalutazione delle nostre terre ed é a numero chiuso d’iscrizione. Nei sette giorni in cui l’evento si svolgerà, i ragazzi – provenienti da ogni parte d’Italia – rivivranno tutto quello che è accaduto in questi 22 anni, dalla morte di Don Peppe e nelle sue terre. Si inizierà dalla sua tomba, con la testimonianza di Augusto di Meo, e incontreranno tutti – o buona parte – dei testimoni e degli  artefici dei cambiamenti che si sono avuti.

 

Come sboccerà, a livello pratico?

 A livello pratico, i ragazzi conosceranno tutte queste realtà, le toccheranno con mano. Si comincerà da Casal di principe, per poi passare a Sessa Aurunca e Castel Volturno, per incontrare familiari di vittime innocenti, imprenditori che hanno avuto coraggio di denunciare il racket, persone che non sono andate via e che hanno investito, facendo impresa, sui beni confiscati alle mafie. I ragazzi saranno sensibilizzati all’ascolto, al guardare, giudicare e agire.

 

Cosa si aspetta da tale evento?

“Il fine è che i ragazzi, tornati a casa, sappiano che la camorra é dappertutto, che il cambiamento è possibile, che si può fare, che è doveroso amare il proprio territorio. I  ragazzi avranno la possibilità di capire che il verbo “sparare” ha ceduto il passo al verbo “sperare”. Con una vocale, si è cambiato il destino di un popolo. Essere persone oneste non è una scelta di debolezza o fallimentare, ma è una profonda scelta di resistenza”.

 

 

 

Caterina Piantieri

About Caterina Piantieri

Nata il 14/04/1995 a Maddaloni (CE). Laureanda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli in Lettere Moderne. Le piace la musica, tanto da aver imparato a suonare la chitarra da autodidatta e compone testi. Conoscere e cominciare a scrivere per Informare, oltre ad essere qualcosa di più concreto dal punto di vista “sociale”, é stato inaspettato e completante, perché mi ha permesso di capire ancora qualcosa in più sul mio conto e, decisamente, ciò che voglio dalla mia vita. Non posso, quindi, fare a meno di dire: tutto questo – l’essere parte di una squadra, la possibilità di collegarsi alle persone tramite la cosa che mi piace di più e quella di conoscerne sempre di nuove – è quello che voglio fare. Decisamente, quello per cui vivo.