Nel silenzio delle Istituzioni continua la conta dei danni delle case sventrate per il mercato della ricettazione.

 

L’Italia è ormai diventata il Paese dove si può vivere in modo illegale. Vi sono luoghi completamente devastati ed il litorale domizio è uno di questi. Il tratto di costa che abbraccia Castel Volturno e Mondragone era un posto bello, immerso nel verde e nella tranquillità, un luogo di relax e di svago per le famiglie dove si inventavano giochi, tornei, feste, pic nic, passeggiate in bicicletta e tanto altro. Oggi non è più nulla. Molte case sono occupate abusivamente da extracomunitari che vanno lì perché la legge non li raggiunge e dai disperati della provincia di Napoli e Caserta che vi si  rifugiano per poter vivere di espedienti. Un non luogo dove l’incanto della natura si scontra con la miseria dell’umanità ed a questo ossimoro si frappone la lotta delle associazioni del luogo e di altre famiglie per il diritto a una vita normale. Sempre più i proprietari di case costretti ad abbandonare gli immobili, a causa dei numerosi saccheggi. Ma, mentre in alcuni comuni le autorità locali cercano di contrastare questo fenomeno, qui viene quasi “autorizzato” perché quando si hanno prove schiaccianti e non si fa nulla dovremmo iniziare a riflettere su dove siamo diretti. Vi sono case sventrate, devastate senza che nessuno muove un dito per fermare questo sistema di ricettazione che è sotto gli occhi di tutti. Quest’estate c’è stato un inasprimento del fenomeno e non parliamo di furti di materiali di valore. Il più delle volte le famiglie si trovano a veder andare in fumo i sacrifici di una vita per un misero bottino.

Il meccanismo è sempre lo stesso, vengono divelti i servizi igienici per rubare il rame presente nelle tubature. Altre volte vengono addirittura prelevati gli infissi in ferro o alluminio e le intere recinzioni per poter poi venderli come ferro vecchio. Eppure basterebbe applicare le leggi dello Stato, iniziando a fare un censimento della popolazione e degli immigrati irregolari presenti sul territorio procedendo alla confisca delle case fittate irregolarmente. Si ha la percezione che lo Stato abbia abbandonato questa popolazione a se stessa e non sia più in grado di tutelare loro alcun diritto.

Di questo passo, quando anche quelle poche persone che ancora resistono, saranno scoraggiate da questi eventi e abbandoneranno, questa zona diventerà una roccaforte dell’illegalità dove sarà anche difficile entrarci. Cosa aspettano le istituzioni e soprattutto il Prefetto a dare un segnale di legalità a tutte queste persone prese dallo sconforto?

 

 

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Mina Iazzetta