Nel 48.mo Rapporto Censis l’Italia vive “ letargo “ Ma anche nel campo della Salute Pubblica e della disabilità ?

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Il Presidente

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Il 48° Rapporto CENSIS ritiene che l’Italia vive in un letargo esistenziale collettivo, in quanto per lo sviluppo integrale del n/s Paese sono carenti pianificazioni per il futuro, vale a dire un progetto generale di sviluppo creando disuguaglianze che alterano una coesione sociale, ritenendo però Papa Francesco, col suo carisma, essere l’uomo mediatico per quasi il 78% dei residenti in Roma .

 

Secondo l’Indagine l’’Italia è un Paese che vive alla giornata, in costante attesa di una ripresa molte volte annunciata dai mass media, dove questa società in cui “vincono l’interesse particolare, il soggettivismo, l’egoismo individuale e non maturano valori collettivi”.

 

Quindi secondo il Presidente del Centro Studi Investimenti Sociali De Rita, questa“ripresa resta prigioniera dello ‘zero virgola’ perché non c’è la ‘chimica collettiva’ che la porta avanti. La chimica collettiva ha una sua potenza che, in qualche modo, prescinde dal progetto politico, dal progetto decisionale. E’ una chimica che elabora se stessa”.

 

Manca dunque, in attesa di una possibile ripresa economica, un’ unità di interessi per le lacune del mercato occupazionale, soprattutto giovanile con un picco del 42,7% nel 2014.

 

I timori legati alla crisi portano inoltre gli italiani a risparmiare di più e a frenare la propensione al rischio e continua a crescere il numero di famiglie che non riescono a coprire le spese di sostentamento e quelle, aggiungiamo, inerenti la salute, il buio futuro specie quelle famiglie dove insistono disabili fisici ed handicappati mentali . Fin qui il Censis.

 

La “ Giornata della Disabilità” celebrata il 3 dicembre u. s. è stata un’occasione per promuovere la piena inclusione ed allontanare ogni forma di discriminazione, ma è passata sotto il silenzio da parte delle Istituzioni per “prendere” ogni iniziativa per riconoscere quei diritti che da anni vengono negati a questo mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza .

 

E’ vero che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato “è compito della società nel suo insieme …far crollare le barriere, fisiche e culturali, che impediscono una piena partecipazione alla vita della società. E’ vero che in Italia, nella Legge di Stabilità è previsto un fondo da 90 milioni per il “dopo di noi”, dunque per aiutare i disabili gravi che vivono soli e hanno risorse economiche scarse “.

 

Ma questo Fondo prima di 150 milioni di euro ( derivati dal gioco d’azzardo previsti per la costituzione del “dopo di noi” approvati dalla Camera dei Deputati e respinti dal Governo Monti per bocca del Sottosegretario per le Politiche Sociali Prof.ssa Cecilia Guerra), è ora di 90 milioni di euro previsti dal Governo in carica, ma presenta le stesse sembianze di un accorgimento elettoralistico, di una fondata cruda ed ipocrita elemosina !

 

L’opinione pubblica si domanda con insistenza cosa accadrà ai figli disabili, quando i genitori non ci saranno più ? Ma se ne rendono conto quanti amministrano la res pubblica?

 

La risoluzione ( forse parziale ! ) di questa “problematica” potrebbe essere il così detto “dopo di noi” : prioritaria domanda, necessaria ed urgente, che attende una giusta risposta alle n/s Petizioni, ultima Petizione 2013 sollecitando il Parlamento ed i Signori della Politica a prendere in esame questo n/s “suggerimento” !

 

Il Governo attuale, come recita il 48° Rapporto Censis sul letargo della Nazione, per ora non considera il futuro di quanti, disabili fisici od handicappati psichici, sono e saranno senza famiglia od assistenza e getta sulle loro spalle un ulteriore pietoso fardello, dopo il misero budget del 0,4% destinato per le spese sociali, dimostrando una sordità irresponsabile .

 

Il parere espresso dal Sottosegretario di Stato Prof. Cecilia Guerra nel Testo “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare” e quelle proposte dal Presidente della Repubblica Mattarella, ci sorprendono ed amaramente ci stupiscono in quanto non sono state tenute in considerazione le positive disposizioni della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, espressione del popolo, né quelle “suggerite” dalla n/s Associazione che fin dal 7 ottobre 1998 ne ha richiesto l’attuazione di questo “Fondo Dopodinoi”. Comunque non si intravvedono serietà d’intenti .

 

Anche se stringenti vincoli di finanza pubblica non permettono di avviare tale “Fondo”, ci sorprende che in tempi di crisi economiche provengono proprio dal Governo richieste di sacrifici alla povera gente ed evidenti negazioni al mondo cattolico, della disabilità, della sofferenza, del dolore, quando i miliardi necessari per la spesa pubblica e spese militari, viaggi all’estero ed in Italia, parate militari, telefonini, auto blu, privilegi et similia abbondano nel bilancio statale e lo esauriscono !.

 

La società italiana, specie le famiglie, è molto preoccupata per la mancanza di sostenibilità finanziaria del servizi pubblici inerenti la Salute Pubblica, il disagio fisico e mentale e questa “peste sociale”, purtroppo, è un progetto sanitario-legislativo incompreso ed incompiuto.

 

Nei dibattiti parlamentari e con le leggi finanziarie, come ci informano i mass media, nessuno ha riconosciuto l’urgenza di interventi sanitari-legislativi nei confronti dei disabili fisici e dei circa 10 milioni di cittadini italiani affetti da disturbi psichiatrici di natura ed intensità diverse, colpiti da forme di depressione o da schizofrenia, dove sono notevoli, in massima parte, la carenza di prevenzione, strutture , cure, specie nel gruppo delle disorientate famiglie.

 

A questo proposito mi ha colpito la lettera di un disabile ( pubblicata da h-Press pag.50 del 31.01.2004) con una frase : “L’Italia non deve fare discriminazioni. Per me non è una condanna essere disabile : lo è l’essere italiano”.

 

Non di meno contiene, quale grido di dolore, l’espressione accorata di un donna, “qualcuno mi aiuti a portare la croce”, per il figlio schizofrenico in famiglia, “urlo”che ho sentito durante una mia partecipazione ad una Tavola Rotonda dal titolo “La malattia mentale speranze disattese”, nella Radio Buon Consiglio a Frigento (AV) Suore dell’Immacolata  del 14.9.2004 (un’emittente radiofonica che trasmette in 38 Paesi nel mondo).

 

Ma non sono forse questi i segnali di un disagio interno che vanno compresi ed aiutati, non rilevati dal 48° Rapporto Censis ?

 

Non sono state valutate, purtroppo più che per esigenze sanitarie ragioni politiche, le carenze delle leggi 180 e 833 del 1978 e non sono state realizzate strutture alternative di accoglienza di questi “pazienti”, scaricando tutto da ben 36 anni sulle famiglie e sulla società !

 

Non ci stanchiamo di ripeterlo, anche se potrebbero essere disdicevole, ”gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra!), finché questa “situazione” non avrà una sua sicura definizione, saremo in trincea per “evidenziare” queste urgenti necessità del tutto ignorate dalle Istituzioni e spesso dai mass media, anche cattolici .

 

Le Istituzioni hanno paradossalmente dimenticato il problema disabilità fisica e handicap mentale, ritenute esautorate, specie quelle psichiche nonostante gli episodi di lucide follie che si fanno sempre più frequenti in questi n/s turbolenti giorni, intense anche in fase internazionale, ultimo quello avvenuto in USA dove un giovane ha sparato con due fucili sulla folla senza una motivazione od altri tragici e crudi episodi, dove in massima parte è intenso l’abbandono del cervello offuscato dalle nebbie mentali di irrealtà .

 

Secondo i mass media, l’Italia oggi, è allineata con gli altri Paesi Europei per malati con disturbi psichici, ma con livelli più bassi di terapie e strutture non sufficientemente appropriate, da una poca valutazione e di validi provvedimenti legislativi, questi ultimi, che in Europa si attivano ogni 2/3 anni, mentre in Italia sono passati 36 anni senza alcun “risveglio parlamentare o governativo”.

 

Sul concreto odierno 2015 le Istituzioni non risolvono, dopo ben 36 anni in maniera tangibile le reali esigenze dei malati, delle loro famiglie e quello che preoccupa l’opinione pubblica è la sicurezza di tutti i cittadini ed il “dopo di noi”, è stato sempre richiesto nelle n/s Petizioni fin dal 7 ottobre 1998 ai Parlamenti Italiani ed Europei con una “procedura “suggerita” alle Istituzioni ed al Governo in carica

 

In ambito europeo data la diversificazione di leggi e trattamenti, necessita una Normativa d’adeguamento Comunitario,da noi richiesta uguale e con la stessa valenza in tutti i 47 Stati Membri dell’Unione Europea, utile e tale che tutti gli Stati possono indirizzarsi in maniera omogenea e con meccanismi di perequazione per migliorare la qualità di servizio, prevenzione, cure, reinserimento sociale e lavorativo garantendo sicurezza ai cittadini ed ampia tutela della salute per i sofferenti psichici, cittadini europei che necessitano ed abbisognano più degli altri di promozione della loro dignità e dei loro diritti ( vederehttp://digilander.libero.it/cristianiperservire 15 maggio 2012 comunicazione della Commissione Europea Petizione n.1003/2011 sull’handicap mentale ) .

 

Ecco le “esigenze” che anche in Censis dovrebbe considerare “ guardando “ la realtà che batte in breccia in questo rimasuglio 2015 !

 

“L’importanza del servizio agli altri, specialmente se bisognosi, è propria dell’intenzione Giubilare”, lo scrive e lo rinnova Papa Francesco nella lettera inviata ad Angelo Scelzo, vicedirettore della Sala Stampa vaticana per gli accrediti giornalistici, in occasione della presentazione a Roma del suo libro “Il Giubileo. La misericordia” ( Bollettino Radiogiornale Vaticano 5 dicembre 2015 )

 

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II° :”Andiamo avanti con speranza ! ”

 

Previte

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