“Neanche con un fiore” – La sinergia è la chiave di volta del convegno.

Si è svolto nell’ Aula multimediale del Pineta Grande Hospital il convegno organizzato dall’ Associazione VERI “Neanche con un fiore” che ha visto esperti del settore confrontarsi sul tema della violenza di genere, sugli strumenti di contrasto messi in campo e su quello che ancora c’è da fare.

Perché ancora molto c’è da fare se ogni anno 120 donne vengono ammazzate dall’uomo che diceva di amarle, 1 ogni 3 giorni.

180 sono invece le donne che nell’ultimo semestre si sono rivolte allo sportello rosa che l’Associazione VERI ha attuato presso il Presidio Ospedaliero della Clinica Pineta Grande.

Si tratta di un dato preoccupante soprattutto se si pensa che non tiene conto della violenza sommersa, ossia di tutte quelle donne che non trovano il coraggio di denunciare, neanche in maniera anonima.

Il codice rosa si aggiunge ai normali codici di Pronto Soccorso ed è assegnato ai casi riconducibili a una violenza su donne e minori. Prevede un percorso particolare di accoglienza, in quanto la vittima riceve l’assistenza medica e psicologica, e, se occorre, può parlare con un assistente sociale e rilasciare testimonianze alle forze dell’ordine, nel caso in cui decida di sporgere denuncia.

Il Codice rosa è supportato da una Task force interistituzionale, composta da magistrati, forze dell’ordine e personale sanitario; è affiancata da una squadra di operatori che coordinano gli interventi di supporto alle vittime. Si attiva quando un codice rosa viene segnalato dal personale medico del pronto soccorso, con una denuncia o con la segnalazione di casi di stalking e di molestie, anche se la vittima non ha necessità di ricorrere alle cure mediche.

Erano presenti al convegno esperti nel campo giudiziario, come il Sostituto Procuratore del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Antonella Cantiello, ed il Capitano della Compagnia dei Carabinieri di Mondragone, Lorenzo Chiaretti, che hanno descritto gli strumenti giuridici in uso attualmente soprattutto in forza del protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e l’ASL ed in raccordo con le forze dell’ordine, presidi ospedalieri ed altre associazioni del territorio.

“La chiave di volta della fruttuosità di questi convegni – riferisce la Cantiello – è la sinergia. Non basta uno sportello con specialisti del settore che con grande sensibilità accolgono le vittime se poi non c’è un confronto con le assistenti sociali e gli uffici della Procura che rendono edotta la vittima di tutto ciò che può fare. La Procura è in contatto diretto con le strutture sanitarie e coordina le varie fasi di intervento”.

Operatori sociali e sanitari hanno descritto il ruolo cruciale degli interventi immediati e del ricorso al pronto soccorso e le loro proposte di miglioramento.

Roberta Stefanelli, avvocato esperto in violenze di genere “chi si rivolge ad un centro di violenza spera in un riscontro immediato, è difficile rispondere che ci sono tempi di attesa da rispettare. La violenza di genere va affrontata come è stata affrontato il problema della mafia. Bisogna formare operatori del delitto specializzati. Dietro ogni vittima c’è una famiglia che vive sull’orlo di un baratro. Lo Stato non supporta queste famiglie, neanche psicologicamente, mentre all’interno del carcere periodicamente ci sono degli psicologi. E’ compito dello Stato stare prima accanto alle famiglie delle vittime e, solo dopo che il colpevole ha scontato la sua pena, si può pensare alla sua rieducazione”.

“La donna colpita perde la sua dignità – riferisce Adriana Conte, Responsabile unità DPS Pineta Grande Hospital – è difficile raccontare a degli estranei quello che le è successo e le psicologhe della Casa di VERI ci hanno dato un supporto enorme. Tutti dobbiamo investire in chi deve operare in questo servizio, il nostro personale parteciperà infatti ad un corso di formazione. Il nostro obiettivo è creare uno sportello rosa indipendente che prevederà un percorso in una stanza riservata dove alla donna saranno curate le ferite del corpo e quelle dell’anima. Nella stessa stanza, dopo i medici, entreranno gli psicologi e le forze dell’ordine dandogli la possibilità di denunciare il proprio aguzzino avendo alle spalle la forza delle istituzioni”.

Filomena Ceraso, Tutor del progetto VERI, esaminando il dato oggettivo delle donne che hanno fatto ricorso al codice rosa ha focalizzato l’attenzione sulla violenza sommersa che è difficile far riemergere in considerazione del fatto che spesso l’abusante fa parte della vita della vittima. “Non bisogna sottovalutare inoltre – continua la Ceraso – i bambini che assistono alle violenze. Bisogna dire loro che quegli schemi comportamentali non sono gli unici. Bisogna aprire uno squarcio su una realtà che guardiamo in tv e magari ci tocca da vicino e non ce ne accorgiamo”.

Anche Vincenzo Schiavone, manager del presidio ospedaliero Pineta Grande,  si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto finora. “Questo è un territorio affamato di normalità. La forte presenza di extracomunitari ha cambiato i nostri connotati. Il nostro supporto è quello medico ma, da qualche decennio, abbiamo assunto una connotazione sociale per gli extracomunitari e per le persone che vivono situazioni di disagio. Con le istituzioni dobbiamo trovare il modo per mettere in campo tutte le forze”.

Erano presenti, inoltre, l’ Assessora del Comune di Castel Volturno Rosalba Scafuro. La stessa ha fatto presente alle autorità in sala delle difficoltà in cui si trova l’amministrazione nell’affrontare determinate problematiche dal momento che Castel Volturno vive un perenne rischio di dissesto, data l’alta percentuale di persone che vivono situazioni di degrado ed alle quali l’ente è obbligato ad intervenire. “Le assistenti sociali – prosegue l’assessora – nonostante siano in numero esiguo, riescono a portare avanti un lavoro immane ma i nostri servizi non sono sufficienti per un territorio dove, ricordiamo, vi è la presenza ci circa 20.ooo immigrati che appartengono a oltre 140 etnie. La presenza delle associazioni ha spesso riempito il vuoto delle istituzioni, il Comune fa la sua parte ma tutti hanno l’obbligo di monitorare la nostra realtà”.

L’assessora regionale alle pari opportunità Chiara Marciani ha sottolineato l’importanza della prevenzione. A tal fine è stata firmata una convenzione che, a partire da settembre darà il via ad una campagna di informazione soprattutto nelle scuole. “Le scuole, ma anche le ASL, attraverso i medici di base, devono formarsi per imparare a riconoscere le donne che non denunciano e capire quando un occhio tumefatto non dipende da una caduta ma nasconde ben altro. Da parte della Regione è stato anche istituito un fondo per le spese sanitarie delle donne vittime di violenza. Le vittime, infatti, dopo la violenza necessitano di un supporto psicologico per uscire definitivamente dalla spirale di violenza, altre invece possono aver bisogno di un intervento estetico, come nei casi di donne sfigurate dall’acido o date a fuoco. La prima cifra che abbiamo stanziato – prosegue l’assessora – forse non è una grande somma ma ha voluto comunque significare un tassello importante”. La Marciani lancia poi l’idea di convocare una conferenza di servizi per affrontare i singoli casi. Questa metodologia di intervento, che è stata messa in campo nel caso della ragazzina di Sarno abusata da 5 coetanei, crea sinergia tra gli enti ed in questo modo si riesce a stabilire un intervento ottimale.

Hanno preso parte al dibattito anche il Sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa che ha assicurato l’appoggio dell’amministrazione all’Associazione il cui circuito virtuoso è stato innescato anche grazie all’affidamento da parte del comune di Mondragone di una casa confiscata.

Questa casa confiscata è diventata nel tempo un vero e proprio rifugio per tutte quelle donne che scappano insieme ai loro figli dall’inferno della propria vita.

“Per ogni donna – dice Emanuela Sorrentino, coordinatrice della struttura “La casa di VERI”  – è previsto un supporto individualizzato che comporta non solo l’assistenza legale e psicologica gratuita ma anche un inserimento nel mondo del lavoro che possa consentire alla donna di recuperare la propria autonomia. Siamo partiti con un solo sportello di ascolto a Mondragone ed oggi abbiamo aperto sportelli in più località della provincia di Caserta. Nell’ultimo anno ben 30 donne sono state ospitate nel nostro centro. E, nonostante da agosto non avremo più le risorse, in quanto scadrà il progetto regionale, cercheremo comunque di garantire alcuni servizi, come appunto lo sportello al pronto soccorso.”

Giovanni Zannini, consigliere regionale, ha messo in luce, nel suo intervento, l’imprevedibilità del fenomeno il quale può essere arginato solo con uno sforzo di apertura. “Le donne sono restìe a denunciare l’orco perché spesso dipendono da lui. Grazie all’Associazione VERI si è preso coscienza di dover affinare le sinergie. L’inserimento della formazione degli operatori è fondamentale per rompere quel vincolo che impedisce alle donne di denunciare. Mi auguro che tra un anno saremo di nuovo qui per fare un nuovo punto della situazione”.

“Mi piacerebbe essere qui per parlare di pari opportunità fra uomini e donne – Severo Stefanelli, Dirigente capo del distretto sanitario 23 –  purtroppo invece, siamo costretti a parlare di violenza sulle donne, e lo facciamo con la convinzione che sia necessario fare squadra, ognuno in base alle proprie competenze. VERI rappresenta una presenza significativa per dare risposta a quel grido di dolore che viene dal nostro territorio”.

Non bisogna mai dimenticare di sottolineare che tutto il lavoro svolto finora e le piccole conquiste ottenute, sono state possibili grazie al coraggio di una donna, Clementina Ianniello, che ha saputo dare un senso al dolore della perdita della propria figlia dando una speranza a tante donne di poter uscire dal tunnel della violenza.

Veronica Abbate era una bellissima ragazza di 19 anni che ha pagato con la sua giovane vita la decisione di voler chiudere la propria storia “d’amore” con un suo coetaneo.

Grazie alla sua mamma, Veronica non è morta invano.

Mina Iazzetta

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