La “Fondazione Carditello” diventa attiva

Lo scorso aprile è stata iscritta presso la Prefettura di Caserta la “Fondazione Carditello”.

Lo scorso aprile, dopo un lungo confronto con le Istituzioni, è stata iscritta presso la Prefettura di Caserta la “Fondazione Carditello”.

Ne sono fondatori l’Ordine dei Dottori Agronomi, l’Ordine degli Architetti P.P.C., l’Ordine degli Avvocati, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, l’Ordine dei Geologi, l’Ordine degli Ingegneri, il Consiglio Notarile, il Collegio dei Periti Agrari, il Collegio dei Periti Industriali, l’Ordine dei Medici Veterinari, della provincia di Caserta, ha chiesto inoltre di partecipare l’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Il Real sito di Carditello ebbe origine nel 1744, quando Carlo III di Borbone decise di impiantare un nuovo allevamento di cavalli sul fondo del conte di Acerra. Più tardi Ferdinando II ampliò l’attività con mandrie di vacche, bufali e cavalli di razza dando indicazioni per la lavorazione di prodotti caseari. Nel 1787, venne affidato a Francesco Collecini, brillante allievo del Vanvitelli, la costruzione del sito. Fedele Fischetti, nel 1791 eseguì alcuni affreschi nella volta del salone principale, lavorando lì quasi fino alla morte. I soffitti furono realizzati da Giuseppe Cammarano considerato uno dei massimi esponenti della pittura neoclassica napoletana, mentre il paesaggista prussiano Jakob Philipp Hackert, decorò le pareti del Real Sito di Carditello con scene campestri che rappresentavano la famiglia reale. Gli influssi vanvitelliani sono presenti in tutta la costruzione anche se dal 1769 il maestro si trovava a Milano.

La Reggia di Carditello faceva, come la Reggia di Caserta, la Reggia di Portici, la Reggia di Capodimonte e il Palazzo Reale di Napoli  parte dei 22 siti voluti dai Borbone in Terra di Lavoro. Questi non erano solo semplici luoghi per lo svago della famiglia reale  e della sua corte, poiché in alcuni casi tali “delizie” costituivano delle vere e proprie aziende; erano una  visibile espressione dello spirito imprenditoriale e della capacità di gestione posseduta dai sovrani Illuminati.

Con la morte di Ferdinando IV cominciò la progressiva decadenza della dinastia borbonica e il graduale abbandono di Carditello: con l’unità d’Italia, il real sito entrò a far parte dei beni di casa Savoia, ma i nuovi regnanti apparvero a Carditello solo in rarissime occasioni; nel 1920, la tenuta di Carditello passò all’Opera Nazionale dei Combattenti. Questo passaggio segnò l’inizio della storia di incuria e vandalizzazione  che per molti anni ha caratterizzato la tenuta.   La parcellizzazione e lo smembramento della proprietà comportò, tra i grandi cambiamenti, la completa distruzione dei boschi che ancora agli inizi del secolo si presentavano pieni di selvaggina. Gran parte dei marmi e degli arredi che abbellivano il sito è stata sottratta, solo una piccola percentuale di essi è stata portata in delle istituzioni museali o in altre residenze reali. La Reggia di Carditello fino a qualche anno fa era una discarica a cielo aperto e un triste giardino dove proliferavano tutta una serie di attività malavitose.

Grazie al costante interesse dell’opinione pubblica e all’attenzione della fondazione per il Real Sito di Carditello nel corso di questi anni sono state organizzate una serie di aperture volontarie e di visite guidate che attraverso una forte opera di sensibilizzazione hanno strappato questa importantissima risorsa al degrado e all’abbandono: nel 2011 un’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva disposto la vergognosa vendita del Real Sito di Carditello, ma le undici aste bandite non sono andate a buon fine; tra il 2014 e il 2015 grazie all’intervento del ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo Massimo Bray, tale vendita è stata definitivamente scongiurata ed è stato firmato un accordo per la “Valorizzazione del Real Sito di Carditello” tra il Ministero, la Regione Campania, la Prefettura di Caserta, il Comune di San Tammaro e la “Fondazione Istituzionale per il Real Sito di Carditello”; nel 2016 questa reggia è entrata a far parte del Polo museale della Campania rimanendo comunque in seno alla Fondazione omonima.

A breve la “Fondazione Carditello” (organo differente dalla suddetta realtà), grazie all’iscrizione nel registro della Prefettura di Caserta potrà dotarsi di un programma operativo che le permetterà di agire attivamente sul territorio insieme alla “Fondazione Real Sito Carditello”.

 

A cura di Grazia Martin

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it