Napoli squadra senz’anima. Le contestazioni violente sono sterili ed ignobili

Testa china, petto spento. Il Napoli non c’è e non è momentaneo questo periodo di2014-10-23_18-32-44 squallore calcistico. Dov’è finito l’attaccamento alla maglia di una volta? Sembra che la squadra abbia smarrito i valori che un gioco di gruppo comporti. L’orgoglio, lo spirito di rivalsa, il senso di reazione sono coefficienti oggi pari allo zero nel Napoli. La città vuole uomini di cuore, magliette sudate e partite dignitose. Le sconfitte ci stanno quando si lotta. Non si ammettono quando non ci si prova neanche a vincere. Il deficit partirà da una malformazione tattica e da mancanza di stimoli forti, eppure Benitez pare essere un uomo troppo intelligente per non capire il momento che sta vivendo a Napoli e non adottare manovre rivoluzionarie per dare una scossa alla squadra e un segnale forte alla città.

La sconfitta con lo Young Boys è il frutto di soporiferi ed inconcludenti gioco e turnover. La squadra non esprime alcun tipo di personalità tattica e umana e alcuni rimpiazzi dei titolari sono lontani dalla migliore forma fisica e dai requisiti che una maglia come quella azzurra dovrebbe richiedere per essere indossata. La tifoseria è già stanca e non siamo ancora arrivati a metà stagione. Serve una svolta, un cambio di marcia e di mentalità che parta dallo spogliatoio, arrivi a Benitez fino a giungere le parti alte dell’organigramma societario.

I napoletani hanno tutto il diritto di contestare ma farlo in modi incivili, persino con spranghe e pugni al pullman della squadra, significa essere ignoranti e confondere il disappunto con l’indecenza civile. Subire simili contestazioni rende i calciatori ancor più fragili nella testa e nelle convinzioni. Serve tutto ciò a ben poco se non è costruttivo. Diamoci tutti una mano per aiutare la squadra ad uscire da questo periodo buio. Uomini e giocatori validi non mancano. Bisogna cambiare strada e magari metodo di lavoro.

I gol di Hoarau e Bertone hanno aperto gli occhi a tanti. Quei “Giovani Ragazzi” battono trionfa sull’esperienza di una squadra fragile e al momento vulnerabile su tutti i fronti.

Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!