Non si nasce camorristi

Rione Sanità

In certi quartieri di Napoli è consuetudine incrociare ragazzini e adolescenti per strada, se pure in giorni feriali ed orari scolastici. L’istruzione, che ricordiamo essere obbligatoria dai 6 ai 16 anni, è un diritto che viene spesso vissuto come una ‘perdita di tempo’, un’inutile opportunità per la crescita e la formazione individuale.
La Campania è tra le regioni a più alta evasione scolastica che, per legge, va denunciata. Tale procedura prevede la segnalazione da parte della scuola dell’alunno inadempiente ai servizi sociali comunali con possibile denuncia dei genitori a fine anno scolastico, in caso di gravi pregiudizi per la tutela del minore. Ai sensi degli articoli 113 e 114 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione scolastica (D.L. N° 297/94), il Sindaco è obbligato a procedere individuando i genitori dell’alunno quali responsabili dell’adempimento dell’obbligo. I dati della dispersione scolastica relativa al biennio 2015/2016, riportati nella relazione del Servizio Educativo e Scuole Comunali – Direzione Centrale Welfare e Servizi Educativi del Comune di Napoli, hanno registrato una lieve flessione nella Scuola Secondaria di I Grado e un aumento in quella Primaria, collegato soprattutto alla categoria ‘trasferimenti’ (30,1%). Colpisce come nella 5° Municipalità (Vomero-Arenella) la percentuale degli studenti inadempienti sia dello 0,00% nella Scuola Primaria e dello 0,03% nella Scuola Secondaria di I Grado, mentre nella 8° Municipalità (Chiaiano-Piscinola-Scampia) sia rispettivamente dell’1,71% e del 2,31%. Ciò attesta l’innegabile influenza dello stato sociale: disaffezione da parte della famiglia, bambini portatori di reddito, disagi familiari, mancanza di prospettive future.
Una condizione difficile, nonostante il corposo contributo delle associazioni, del privato sociale e del terzo settore, emerge anche nella 3° Municipalità (Stella-San Carlo). Il suo presidente, Ivo Poggiani, si è recentemente recato a Roma per l’attuazione del progetto contro la dispersione scolastica.

Perché Roma?
«Dopo mesi di pressioni su Questura e Prefettura sul tema delle camorre, a Napoli si è tenuto un incontro con il Ministro dell’Interno Minniti, che si è unito al Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Al confronto hanno partecipato le alte dirigenze della Polizia con il Capo Gabrielli, il Sindaco de Magistris, il Questore De Iesu ed il Prefetto Pagano. In quell’occasione il Ministro si è impegnato a saturare il quartiere con una forte presenza di Forze dell’Ordine, in collaborazione con le Istituzioni municipali ed il contributo volontario di associazioni, cooperative e commercianti. Per fronteggiare le ‘cause’ dell’azione criminale ha proposto un intervento di misure straordinarie e noi gli abbiamo sottoposto il problema della dispersione scolastica, che alla Sanità tocca il 40%, rappresentando il ricettacolo della manovalanza della camorra in un brodo culturale o meglio, non culturale, di discontinuità negli studi. Da qui l’idea di linee di finanziamento per un progetto quinquennale elaborato su 500 ragazzi per anno, con presa in carico individuale, percorsi personalizzati, il coinvolgimento di 7 scuole e 4 agenzie territoriali nel perseguimento di una rete di politiche sociali e nella formazione di una comunità educante. Su convocazione del Prefetto si sono tenuti molti tavoli di valutazione, assieme a Magistratura, Forze dell’Ordine, Scuole di Quartiere, Servizi Sociali, Governo, Regione. L’elaborato è stato consegnato a fine aprile, ma non ha mai trovato le adeguate linee di finanziamento perchè, come ribaditomi a Roma, non è il preventivo ad ostacolare il procedimento, bensì la natura multicomposita del progetto che coinvolge più Ministeri. A Napoli Minniti si propose come ‘player’ nei rapporti con i Ministeri, ci aspettiamo dunque che svolga tale funzione, rammaricandoci che il progetto non potrà partire da settembre». 

Si parla di ritorno del racket alla Sanità.
«Le pressioni estorsive non sono mai terminate alla Sanità, ma oggi un clan sta provando a rianimarsi attraverso lo strozzinaggio, asfissiando l’intero quartiere che si poggia su turismo e commercio. L’azione congiunta di Polizia, Istituzioni e cittadini sta però dando risultati molto soddisfacenti, tanto che sono stati arrestati 4 esponenti che avevano chiesto il pizzo a commercianti del rione».
Ciro Scarciello, il salumiere della Duchesca che ne aveva denunciato il degrado, il 29 luglio ha chiuso la sua attività, lamentando l’assenza delle Istituzioni. Mariano Di Napoli, vittima di un tentativo di incendio del suo bar al Borgo dei Vergini, incita a denunciare qualsiasi atto intimidatorio.

Qual è l’anello mancante di una catena in cui i cittadini sembrano i più determinati?
«Forse occorrerebbe essere più pragmatici e meno teorici. Comune, Regione (che nel rione ha finanziato il ripristino delle telecamere), terzo settore, Forze di Polizia hanno manifestato impegno e azione, senza il supporto di Minniti il nostro progetto per la lotta all’evasione scolastica non approderà a nulla».

di Barbara Giardiello

Tratto da Informare n° 173 Settembre 2017