Napoli immune ai cambiamenti. Il 2-0 al Nizza va stretto, la Champions è ad un passo

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Non è cambiato nulla. Qualche kilo in meno di Sarri, il 23 di Hysaj e gli spogliatoi più belli. Il resto è il continuum di come ci siamo lasciati un paio di mesi fa. L’estetismo di un gioco a tratti travolgente, il controllo telecomandato della palla, l’esplosività di Mertens, i cambi, la quantità enorme di occasioni sprecate e il rischio delle ripartenze avversarie che non ci lasciano indifferenti. A momenti ho visto l’ombra di Munian e Aduriz di quel preliminare di cui ho ancora il sapore dell’amarezza sulla lingua. Ma questo, per fortuna, è un altro Napoli, maturo e diventato finalmente grande.

Premettiamo che è una squadra dal calcio bellissimo e corre a cento all’ora anche in una calda notte d’estate. Però questo pareggio ci sta troppo stretto. Ci prude i fianchi, a tratti mi irrita un pochino, però abbracciamoci forte il risultato più importante, la vittoria, che è quella che conta. Due gol di scarto sono il giusto compromesso tra l’esordio e la competizione, la prima volta di una stagione lunga e con altissime aspettative. Due gol sono però pochi in rapporto a quanto costruito e quanto avuto a disposizione sotto porta. Ecchissenefrega… mi verrebbe da dire: ce ne andiamo a Nizza col doppio vantaggio e con la giusta convinzioni di essere i più forti. Eppure se ci penso a Milik, per esempio, mi sale il nervoso. Poi penso ad Hamsik che inventa pure con la benda sugli occhi, ad Insigne che illumina la giocata e Jorginho che la inventa. Poi la rabbia di Reina, la forma e l’intraprendenza dei terzini, Albiol e Koulibaly che ormai sono diventati fratelli acquisiti.

Ma tanto non è cambiato nulla. È sempre il Napoli che ricerca la perfezione col rischio di farsi male nella sua immagine riflessa. I cambiamenti a volte nuocciono e non sempre migliorano. E questo è il Napoli più bello di sempre che deve avere il coraggio di diventare vincente per riscrivere la storia. Lentamente e a mani basse, come l’espressione esemplare di un Mertens immutato, sempre decisivo e straordinario.

 

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!