Napoli metafora del mondo

Napoli è il paradigma, l’immagine – brutale nella sua cruda nudità – di un sistema economico che – “scelto” o imposto con la violenza a quasi tutta l’umanità – sta generando disastri ambientali e socio-culturali senza precedenti. I conflitti d’interessi emergono in tutta la loro evidenza. Come potrebbe, ad esempio, sostenere la cultura del recupero, del riutilizzo e della diminuzione degli sprechi chi si arricchisce con i proventi della pubblicità televisiva, ossia con il principale mezzo di persuasione a consumare?!

Gli esponenti politici più informati (o “coinvolti”) e gli addetti ai lavori sanno benissimo che il vero problema – sia in termini quantitativi che qualitativi – non è determinato dai rifiuti urbani. Oltre il 70 per cento dei milioni di tonnellate di rifiuti che l’Italia produce annualmente vengono vomitati senza sosta dalle industrie. Di questi, una sostanziosa (e velenosa) parte finisce, legalmente e illegalmente, dispersa nell’ambiente.

Il nostro contributo casalingo alla marea montante di monnezza – che dall’Africa all’Estremo Oriente, dalle Americhe alla “civilissima” Europa rischia di travolgere “dell’umana gente le magnifiche sorti e progressive” – è però il peccato originale. In un mondo impazzito, dove la voce dei giusti è coperta dalle sirene della pubblicità, quei sacchetti della spazzatura rappresentano un ingombrante monito: servono a ricordarci quale sarà presto (sempre più presto) l’esito ultimo dei nostri “necessari” e “irrinunciabili” acquisti. Le soluzioni evocate (l’incenerimento benedetto dai potenti) e quelle praticate (i roghi accesi dai selvaggi indigeni) sono i moloc di una comunità in stato di putrefazione avanzata. La “rimozione” dei rifiuti (appicciamm’ tutte cosepurtammala ’a ’n’ata parte) è solo funzionale ai nuovi acquisti e ai nuovi sprechi: se ciò che buttiamo ci resta tra i piedi, riesce più difficile comprare e ri-comprare. Anche per questo “qualcuno” spinge per la pirica soluzione finale… e ’fanculo alla salute e al futuro del mondo.

Il sonno della ragione genera mostri. Gente aprite gli occhi. Studiate di più e comprate di meno: ne va della vita.

 

Napoli, 26.06.2011

 

Gaspare Bisceglia

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.