NAPOLI: “ARTE E RIVOLUZIONE” A cura Di Martina Giugliano

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NAPOLI: “ARTE E RIVOLUZIONE”… DAL SINDACO  DE MAGISTRIS ALLA PARTIGIANA  LIDIA MENAPACE

Paolo Pietrangeli  in Contessa -colonna sonora del 68 italiano – cantava: Compagni dai campi e dalle officine prendete la falce portate il martello scendete giù in piazza picchiate con quello scendete giù in piazza affossate il sistema. Se il vento fischiava ora fischia più forte le idee di rivolta non sono mai morte”. Parole che ad oggi non sembrano tanto lontane dalla realtà  perché  proprio rivoluzione, guerriglie , sottomissione e libertà sono stati i concetti fondamentali  sui quali è stata allestita la prima edizione del premio Napoli: “arte e rivoluzione” nata da un idea dell’architetto > Life-long learning

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Daniela Wollmann in unione con il gruppo rivoluzionART/creativiATTIVI. L’iniziativa ha avuto  come  scopo fondamentale quello di premiare le opere di pittura, scultura e fotografia che vedono come tema l’arte e la rivoluzione nella città di Napoli. L’argomento è in questi termini  in sintonia con il titolo dell’evento e intende dare vita ad un percorso di memoria artistica e culturale.  Per la fotografia, il primo premio è andato a ”Libertà” del maestro Fernando Alfieri, mentre quello per la pittura è stato assegnato a “Omaggio alle quattro giornate” del maestro Francesco Verio. Premiate inoltre con menzioni speciali della critica e del pubblico le opere, “Per quattro giorni” del maestro Raffaele Miscione, “Napoli resiste” dell’associazione Diversamente Uguali e “La campana violata” del maestro Agostino Saviano. Le opere in concorso – dice il Sindaco De Magistris- sono  unite da un unico  comune denominatore: la Storia”  e prosegue l’ideatrice dell’evento Daniela Wollman nel dire: “attraverso l’arte abbiamo fatto rivivere a tutte le generazioni qui presenti quello che il passato è stato , la storia della nostra bella e controversa città partenopea”. Napoli spesso e volentieri viene definita la città della “munnezza”, conosciuta nell’immaginario collettivo come la  terrà dei fuochi, una realtà  difficile lasciata perire nel suo stesso degrado ma contrariamente ai luoghi comuni che affliggono da sempre Napoli e i napoletani, questa mostra ha  voluto proprio unire la cultura, l’arte e la bellezza che a Napoli fanno da maestre attraverso la storia che da esse trasuda. All’evento hanno partecipato: l’assessore alla scuola, Annamaria Palmieri, l’assessore al patrimonio, Alessandro Fucito e il presidente della Quinta municipalità, Mario Coppeto. Ma sorprendenti sono state le parole di Lidia Menapace, all’anagrafe Lidia Brisca,  politico e saggista italiana la quale  prese parte in giovane età alla Resistenza  come staffetta partigiana. Da ex partigiana dice: “Oggi essere passivi, silenti e non rispondere con la parola, con la rivoluzione e la ribellione è delittuoso perchè ci troviamo sull’orlo di un baratro: può scoppiare una terza guerra mondiale senza accorgercene e di fronte a tutto questo, di fronte a questa passivizzazione, abbiamo bisogno di impegnarci con tutte le nostre forze, ognuno con le proprie passioni, con coraggio, con le proprio paure perché chi non ha paura non può essere coraggioso, è solo un temerario. Oggi mi trovo a partecipare ad un iniziativa che racconta la Napoli del passato e mette in evidenza la realtà di un popolo che è stato  combattente, quindi non lasciamo che ci venga tolta la libertà che noi italiani abbiamo conquistato con tanta fatica, con senso di appartenere alla storia e con il senso di stare facendo la storia” perchè Napoli  è molto più di una città  e disparati sono i motivi per cui la si può amare o meno, ma Napoli ha soprattutto un grande vissuto al suo interno, ha una stupefacente capacità di resistere alle violenze da cui è oberata, ha una straordinaria possibilità di essere continuamente altro rispetto agli insopportabili stereotipi che la affliggono e la mostra Napoli: arte e rivoluzione di quanto detto ne è la dimostrazione più concreta.

Martina Giugliano
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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.