Napoli: in arrivo al “Tram” la mostra del fotografo e artista Ivan Piano

Previsto per mercoledì, 11 gennaio 2017, alle ore 18:00, il vernissage della mostra “The Sleep Of Reason Produces Monsters” del fotografo e artista Ivan Piano.

La mostra, che inaugura a Napoli lo spazio multidisciplinare TRAM (TeatroRicercaArteMusica), in Via Port’Alba n.30, è in collaborazione con la galleria Sabrina Raffaghello, con sede ad Amsterdam e Milano, e sarà visitabile dal 12 gennaio al 12 febbraio 2017, dal martedì alla domenica (ore 16:00/20.00).

Ivan Piano, A Silk Summer, 2015. Stampa ai sali d’argento (30x40cm.), ed. 3. Courtesy galleria Sabrina Raffaghello Amsterdam, Milano.

Il titolo inglese, “The Sleep Of Reason Produces Monsters” (“Il sonno della ragione genera mostri”) riprende quello dato dal pittore Francisco Goya  ad una delle sue più celebri incisioni (e, precisamente, la numero 43, “El sueño de la razón produce monstruos”) della serie “Los caprichos” (“I capricci”), composta da 80 opere, che ritraggono, in chiave allegorica, umoristica e satirica, vizi e miserie umane, ma anche soggetti fantastici o grotteschi. E’ lo stesso Goya a spiegare il significato della propria opera, in uno scritto detto “Commento di Alaya”:

<<La fantasia, priva della ragione, genera impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie>>. Secondo il pittore spagnolo, quindi, la fantasia è alla base di tutte le creazioni. Se questa è lasciata delirare in maniera incontrollata, senza il supporto della ragione, condurrà ai mostri e a tanti elementi inesistenti; se, invece, la ragione è sveglia e si unisce alla fantasia, in un intimo connubio tra regola e genio, si dà vita a uno strumento dalla potenza inesauribile. I mostri, infatti, simboleggiano proprio quelle forme e quei processi mentali che, relegati negli abissi dell’inconscio, dopo il sonno della ragione hanno potuto finalmente palesarsi: l’uomo, in questo modo, non è oppresso da forze esterne, bensì è in conflitto con se stesso, travagliato da queste orribili visioni scaturite dalla sua anima.

Francisco Goya, El sueño de la razón produce monstruos, Inc., 1797. Biblioteca Nacional de Espana, Madrid.

E’ senz’altro a Goya che s’ispirano le opere di Ivan Piano, che ne trasforma in modo assolutamente originale e geniale i “mostri”: non solo riabilitandoli, per certi versi, ma anche rappresentandoli “in carne ed ossa” attraverso un’arte potentissima come la fotografia.

Ma lasciamo che sia Sabrina Raffaghello, che è anche la curatrice della mostra, a spiegare le opere di Ivan Piano:

<<Come un traghettatore di anime le opere conturbanti e assolute di Ivan Piano, spirito libero che attraverso un lungo viaggio anche tra le persone a lui care, la letteratura, la musica e la natura, arrivano al perigeo di se stesso con la deframmentazione e la deformazione della propria immagine per rivelarci un’anima poetica e geniale. Ciò che interessa all’artista sia come fotografo che come video artista è l’essere umano con le sue interazioni, interazioni viscerali che dialogano solo e soltanto con il corpo. Un corpo puro, privo di barriere che svela l’intimità della sua vita reale, senza confini e senza paletti, questo corpo ci svela il suo essere integro al mondo. Deframmentato si ricompone come uno spartito musicale senza fine, l’artista crea immagini che esplorano sul filo del rasoio i suoi sogni e le sue realtà, la sua vita privata, il suo essere uomo e soprattutto il suo corpo che talvolta si duplica solo e soltanto nel femminino sacro del suo quotidiano. Le fotografie sono fortemente caratterizzate dalla sanguigna personalità sempre espressa contemporaneamente con un pugno nello stomaco e un gioioso inno alla vita, un gioco d’amor sacro e d’amor profano che si stagliano e si fondono nell’alchimia della camera oscura. Gli scatti completamente analogici, attraverso la manipolazione del negativo anche con graffi, bruciature, polvere, scotch, smalti, colla e contaminazioni chimiche acide hanno il potere di trasformazione del mondo reale che scava nell’animo umano, questi “mostri” sono il valore raggiunto da un uso consapevole dell’utilizzo anche del corpo, sono performance antropologiche talvolta crude e talvolta erotiche, ritmi silenti che respirano, labirinti completamente liberi che sfociano nell’aldilà del principio del piacere. Egli crea delle fantasie teatralizzate per dire la sua di verità e per renderla fuori dal tempo, con una tecnica ruvida e barocca sia nella forma che nel contenuto, egli instaura una visione caratterizzata tanto dal suo fervore quanto dalla sua estetica e dalla sua coerenza. Ossessionato dal modus operandi della fotografia ottocentesca Ivan Piano si mette a nudo fino a far sanguinare l’intimo e il privato che vengono mostrati lucidi, impulsivi, eccessivi e talvolta sognanti. Creatore underground le sue “performance fotografiche” private sono un limbo dove forse, come si dice, ogni corpo perde ventuno grammi e il peso dell’anima è ribaltato in questi “mostri” che sono la fantasia e la creazione di un’indole ragionata e fantastica alla stesso tempo. L’intimo connubio tra regola e genio dà vita a uno strumento dove i “mostri” simboleggiano tutte le forme mentali con i relativi processi che relegati negl’occhi del fotografo dopo il sonno della ragione sono vivi e scrivono e vivono di vita propria. Con le sue opere partendo dal profondo dell’anima, l’artista squarcia il velo sottile tra il “mondo normale” e il “mondo delle altrui visioni”. Ivan Piano indaga con la perizia e la maniacale morbosità di un anatomopatologo d’anime, costringendo chi guarda ad affrontare i migliori sogni o le peggiori paure, la fantasia di un verso poetico o il rapporto di amore e odio verso il proprio lato oscuro>>.

 

Ivan Piano è nato a Napoli nel 1975 dove vive e lavora. E’ rappresentato dalla galleria Sabrina Raffaghello con sede a Amsterdam e Milano. Dal 2008 insegna “Fotografia Off Camera” all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le principali mostre personali sono: “Premio Napoli 2016” al Teatro Sannazaro nel 2016, “Decay & Sublime” alla galleria Sabrina Raffaghello nel 2014, “Metamorphosis Factory” alla galleria Sabrina Raffaghello nel 2006, “Ivan Piano” alla galleria Pagea nel 2001 e “A History of” (Work in progress) alla galleria AOC Flaminia 58 nel 1998.

Tra le principali mostre collettive, ricordiamo: la partecipazione come unico fotografo italiano invitato al “Photo Patagonia I Festival Internacional de Fotografía Analógica y Procesos Alternativos” di Río Gallegos nel 2016, le “Biennali” di Venezia” nel 2013 e nel 2011; le “Biennali di Video Fotografia” di Alessandria nel 2011 e nel 2008 e la “Quadriennale” di Roma nel 2003. Espone in Italia e all’estero regolarmente dal 1996 in musei, gallerie e fiere, privilegiando come mezzo espressivo sia la fotografia che la video arte.

 

Ivan Piano – The Sleep Of Reason Produces Monsters

a cura di Sabrina Raffaghello

TRAM (TeatroRicercaArteMusica)

Via Port’Alba 30 – Napoli

tel. 081/18752126 – cell. 342/1785930

e-mail: info@teatrotram.it

web: www.teatrotram.it

di Teresa Lanna

(amoreperlarte82@gmail.com)

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.