Napoli, arriva il Bus della libertà. E del pregiudizio

Il bus della libertà

In molte città italiane circolare con i bus è un’iniziativa che denota senso di avventura e coraggio. La carenza di corse e di automezzi mette a dura prova i più pazienti e allora nel nostro bel paese che si fa? Si annuncia il passaggio del Bus della libertà, che però non ha alcuna attinenza con la libertà di viaggiare secondo standard tollerabili e che si pone come obiettivo una pubblicità per combattere l’emergenza educativa. Una campagna “anti gender“, ideata da CitizenGO e Generazione Famiglia, tra cui spicca anche il neurochirurgo Massimo Gandolfini che, nel corso della conferenza Sapere per Educare organizzata dal Comitato Articolo 26 nel 2015, definì disagio identitario la condizione di gay, lesbiche, transessuali. «Lo scopo degli educatori – sostenne – non è scoprire l’orientamento del bambino per poi indirizzarlo verso quella parte perché la sua scelta è libera, significa dire al bambino che è maschio ‘ti aiuto a strutturare in maniera coerente, idonea la tua sessuazione al tuo psichismo’ e laddove esiste un disagio identitario, lo scopo dell’educatore non è quello di correre dietro al disagio ma è quello di cercare, nel rispetto più assoluto, di indirizzare verso una coerenza questo disturbo rispetto al proprio psichismo. La nostra personalità si struttura attraverso cerchi che devono trovare un luogo di convergenza, nella misura in cui riusciamo a farli convergere si costruisce l’Io».

Il percorso del Bus della libertà
Il percorso del Bus della libertà

Manifesti omotransfobici preannunciano il tour che si articolerà in 7 città italiane. È partito il 23 settembre da Roma, è arrivato a Firenze il 24, oggi è a Milano, domani a Brescia, il 27 a Bologna, il 28 a Bari, il 29 a Napoli e infine il 30 sarà di ritorno a Roma, dove è prevista una manifestazione. Sul fianco porta le scritte “La natura non si sceglie“, “#StopGender nelle scuole“, “#busdellalibertà“.
L’iniziativa ha sollevato naturalmente molte reazioni e non solo negli ambiti LGBT. Si ispira ad un bus spagnolo dell’associazione ultra cattolica Hazte oir (fatti sentire), al quale il comune di Madrid ha vietato la circolazione perché definito “Un insulto ai minori transessuali”. La scritta in quel caso era ancora più esplicita: “I bambini hanno il pene. Le bambine la vagina. Non ti far ingannare. Se nasci uomo sei un uomo, se nasci donna lo continuerai a essere”. Osservazione indubbia, i bambini hanno il pene e le bambine hanno la vagina. Manca la conclusione lapalissiana, l’utilizzo che ne faranno da adulti sarà esclusivamente una loro questione privata.

di Barbara Giardiello
barbara.giardiello05@gmail.com