Napoli – 6210 pasti consegnati in 8 mesi dalla mensa di San Francesco a via Chiaia

Le telecamere di Informare On Line sono approdate a Napoli nella chiesa di Santa Caterina a via Chiaia.

Giovedì 22 luglio, infatti, c’è stata l’apertura della mensa di San Francesco gestita da Padre Calogero; molti ed importanti sono stati i risultati conseguiti, sono circa 800 pasti che ogni mese la mensa provvede a distribuire ai meno abbienti, la maggior parte di essi sono italiani bisognosi dei beni di prima necessità come cibo, medicinali o pagamento di bollette arretrate. Da ottobre al 30 giugno 2015 sono stati consegnati con precisione 6210 pasti tra mensa e asporto in vaschette.

Ad aprire la giornata è stata l’Associazione Giovani Ingegneri di Napoli presieduta da Apostolos Paipais e il consigliere dell’ordine degli ingegneri Ettore Nardi, che hanno offerto la propria collaborazione per la splendida iniziativa:

“L’associazione giovani ingegneri è nata da poco, da circa 1 anno, lo scopo oltre alla formazione professionale e ridurre gap tra università e mondo del lavoro, è quello di lavorare per il sociale, è fondamentale che i soci facciano appello ai cittadini, alle associazioni di categoria alle istituzioni per portare avanti iniziative del genere e per mettere in luce in questo caso l’operato della mensa di San Francesco.” – ha dichiarato Paipais.

Ettore Nardi, consigliere dell’associazione ha inoltre affermato: “E’ importante togliere un po di studio e dedicare tempo a chi ne ha bisogno, tante sono le esigenze e sofferenze della popolazione napoletana da colmare, noi siamo sempre stati additati come casta, ma costantemente abbiamo aiutato, ad esempio con basilica di San Giovanni Maggiore; in altre occasioni ci siamo già incontrati con Padre Calogero, oggi non siamo più i classici professionisti che lavorano per risolvere problemi per se, ma siamo anche persone che dedicano le proprie energie nel sociale per alleviare altri tipi problemi.”

Ad associarsi è stata anche Alessandra Clemente, assessore ai giovani del comune di Napoli che ha ribadito il grande impegno di una Napoli che è innanzitutto solidale ma anche attenta e pronta a sfamare i bisognosi, anche in una zona bene e centrale di Napoli.

“E’ un onore essere frutti di esempi e di impegni piantati qui a Napoli, oggi è il risultato di una grande sfida e di coraggio, realizziamo progetti anche molto intimi per rispecchiarci in Napoli, bella quanto noi, però c’è una discrasia tra chi dà una mano e chi è disfattista e crede che nulla possa cambiare, tra sofferenza e povertà.

I ragazzi del patto magazine, diamanti grezzi che brillano nella Maddalena a Napoli hanno scritto un libro di cui voglio riproporre una frase. “Napoli è una città dove c’è una luce abbagliante ma proprio per questo vi è l’ombra è più oscura”. Oggi ce ne andiamo con promessa, fare di più per rompere luoghi comuni, della Napoli in che non si muove, senza posizioni verticistiche e con l’ascolto sempre attento è puntuale, oggi si riafferma un patto con parti sociali attivo e anche con la cittadinanza, un sentito augurio a voi e ai molti giovani che fanno da motore a questo cambiamento. – Il sindaco ha lasciato una promessa: adottiamo un non motivato preso dal disfattismo, perché guadare il mondo dalla parte degli ultimi insegna grande umiltà e ti fa vivere meglio.”

Infine anche Margherita Dini Ciacci, presidentessa di UNICEF Campania ha voluto supportare l’iniziativa ribadendo l’impegno da parte di tutti i napoletani alla partecipazione attiva, e di non dimenticarsi mai degli ultimi, come dei bambini napoletani e stranieri che protegge attraverso l’organizzazione da lei presieduta, non è mancato un fantastico aneddoto per ribadire il pronto aiuto dei napoletani e anticipare le prossime iniziative dell’UNICEF.

“Tutti noi dobbiamo essere cittadini partecipanti, dobbiamo mobilitare le risorse, come quando un prete dei quartieri spagnoli spostatosi in Albania che mi telefonò per un aiuto in quanto mancavano i vestiti, in 10 giorni mandammo così tanta roba che il prete richiamò per non farcene mandare più. Insieme faremo molto presto un’operazione con il comune per togliere i ragazzi dalle strada, ma basta con l’indifferenza, ognuno deve essere partecipe della vita di strada e della città, perché queste sono occasioni di crescita spirituale.

In questo paese ormai si sta cavalcando un razzismo per rabbia o per fini strumentali, ma Napoli non razzista, perché ogni volta che c’è stata una chiamata, si è sempre e prontamente mobilitata. Auguri a Padre Calogero.”