Museo della Pace e Pino Daniele Alive

Apre oggi a Napoli il Museo della Pace – Mediterraneo, Arte, Architettura, Archeologia, Ambiente, Musica, Migrazioni, Tradizioni, Turismo, uno spazio voluto e creato dalla Fondazione Mediterraneo, impegnata da oltre 25 anni per il dialogo e la pace nel Mediterraneo.

Il Museo, ideato e diretto da Michele Capasso, trova la sua sede nell’ex “Grand Hotel de Londres” di Piazza Municipio, al centro di Napoli, a due passi dalla stazione metropolitana disegnata da Alvaro Siza e dal porto crocieristico. L’ingresso gratuito, è una “Casa” per accogliere e proteggere, così come si percepisce dalla parola “Mamt”, che in napoletano significa “Tua Madre”, colei “che accoglie”.

Il Museo si snoda in 5 piani, racconta quello che ha unito e che unisce i popoli del Mediterraneo e del Mondo: la Musica, la Scienza, l’Arte, la Creatività, l’Artigianato, la Solidarietà, le Tradizioni, i Costumi, il Cibo, il Destino… Si possono visitare dodici percorsi emozionali, basati su importanti temi quali Migrazioni, Dialogo interreligioso, Musica, Storie di Pace, Legalità, il tutto guidato da oltre 5.000 video in alta definizione e da oggetti, reperti e testimonianze uniche al mondo che hanno contribuito a definire il Museo “Patrimonio Emozionale dell’Umanità” e a conferirgli il titolo di “Museo delle emozioni”.

Istituzioni internazionali come l’ONU, l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo ed altri organismi- hanno aderito alla mission del Museo, promuovendo attraverso video in alta definizione il “bello” e ciò che ci “unisce” i popoli.

La Fondazione Mediterraneo propone già da ora la visione dei primi 200 video realizzati con musiche di Pino Daniele: al grande musicista è infatti dedicato un intero piano del Museo, nella sezione “Pino Daniele Live”.

 

Lui era realmente il portatore sano della napoletanità, grazie alla sua musica e alle canzoni è riuscito a comunicare qualcosa, a tutti napoletani e non. La gente rideva e applaudiva, e lui stava lì, pronto a cantare Napul’è, Quando; le canzoni che lo hanno reso lui e Napoli famosi nel mondo e che da oggi torneranno a risuonare nelle stanze del Museo della Pace, nella mostra “Pino Daniele Alive”.  

 

Fotografie, video, interviste e musica. Poi dischi, chitarre a tappezzare le pareti, i ricordi, i tantissimi amici e quelli che Pino ha incontrato nella sua vita. 

 

«A Pino piaceva mischiare etnie e culture». E nel percorso a lui dedicato, ci sono influenze e parole, ci sono scritte azzurre sui muri, c’è il blues, che amava tanto, e ci sono le sue canzoni: gli inediti di quando era ancora un ragazzo e la primissima versione di Napul’è. Grazie a questo evento si vuole raccontare Pino e tutto il suo mondo.  

 

“Pino Daniele Alive” è un’esperienza che non si ferma alle immagini, anzi va oltre: conduce dritto nella vita e nella storia di uno dei cantautori più importanti della scena contemporanea italiana. Nelle fotografie con i capelli lunghi e la barba, in altre più recenti, chitarra sempre in braccio, e gli occhi socchiusi, concentratissimo, pronto ad accennare una canzone: Pino e Napoli, Pino e la musica.  

 

Il Museo della Pace apre con la speranza di raccontare il Mediterraneo e i popoli che lo abitano; si fa portatore di pace e di condivisione con cinquemila video e cinque piani da visitare. È un percorso interattivo, da scegliere. In sottofondo, onnipresenti, Pino Daniele e le sue musiche.

                                                                                                                                                                           di Antonino Calopresti

                                                                                                                                                              calopresti.antonino@libero.it