MOvimento No Tav, le riflessioni ambientaliste

Avevo una profonda convinzione che ho cercato ripetutamente e invano di realizzare. Se la Maddalena di Chiomonte fosse stata proclamata dai Comitati sede ufficiale degli “Stati  generali del governo dei beni comuni”, Maroni e politici bipartisan non avrebbero osato attaccare chi aveva appena vinto i referendum, quei Comitati che rappresentano la maggioranza degli italiani. Ma la storia non si fa con i “se”. E la storia non è finita. La lotta continua. Resta dunque l’impellente urgenza di riparare all’errore e stabilire un punto di forza per il contrattacco. Lo possono fare già nei prossimi giorni in assemblea a Roma i Coordinamenti nazionali acqua e nucleare. Possono convocare in Val di Susa gli Stati generali

Pensare globalmente e agire localmente: è più che mai il  tempo che la dimensione locale diventi quella nazionale. Come indirizza l’esito dei referendum. Se invece continuiamo a ragionare per compartimenti stagni, ognuno curando il proprio “bene comune”, non faremo molta strada, né globalmente né localmente. Esempio attualissimo: “bene comune” è il territorio, è il territorio della Val di Susa minacciata dal TAV, è qui la resistenza di riferimento a tutte le resistenze italiane. Se perdiamo questo “bene comune” sulla trincea più forte, saremo perdenti ovunque.

Saremo perdenti se non difendiamo, conquistiamo tutti  i “beni comuni”, uno per volta ma tutti. “Beni comuni” sono l’acqua, i servizi pubblici, l’aria, le energie, zero rifiuti, ma anche la salute, la sanità pubblica, i saperi, l’istruzione, ma anche il territorio, le fonti non rinnovabili, la vita del pianeta, gli ecosistemi, la biodiversità, ma anche il lavoro, la casa, il cibo, la sociodiversità, le relazioni sociali. Gli strumenti di conquista sono, dal basso, la partecipazione e la democrazia. Complessivamente, la difesa e la conquista , la riappropriazione e la messa in comune di questi “beni comuni” significano la conquista e la costruzione di un modello alternativo di politica e di sviluppo, alternativo all’espropriazione-privatizzazione capitalistica  dei beni e dei luoghi comuni materiali e immateriali che si avvale della stessa provocata crisi  economica e sociale  per accrescere precarietà,  povertà e profitti.

dovrebbero essere il primo e rapido atto costituente del popolo dei beni comuni (Riccardo Petrella). GliSe tale è il progetto che ereditiamo dai referendum, non dobbiamo perdere tempo in compartimenti stagni, a lavorare separatamente chi per l’acqua, chi per le fonti rinnovabili, chi per i rifiuti ecc. Organizziamo la partecipazione, la democrazia.  Dopo lo straordinario avvenimento politico del referendum, i movimenti non devono fondersi ma conservare la propria specificità. Però, allo stesso tempo, hanno tre esigenze ineludibili: mantenere alta l’iniziativa, costruire un progetto politico ambizioso, essere presenti dove si lotta. Non sediamoci sugli allori ma restiamo al centro della scena, perché tutto è ancora da conquistare . Proprio perchè ha trionfato un nuovo modo di fare politica, ed è nato un nuovo laboratorio politico, la partecipazione e i beni comuni sono le nuove categorie per la nascita di nuove soggettività di politiche fuori e oltre il sistema dei partiti. Perciò dobbiamo impegnarci per un “

territorio strategico. Se perdiamo qui, sarebbe veramente il fallimento definitivo del “Patto di mutuo soccorso”, se perdiamo qui,  diamo un segnale di frammentazione nazionale dei movimenti. Dove convocare gli Stati generali? In Valsusa. Perché? Perché è stato sui territori dove abbiamo costruito la vittoria dei referendum. La Val di Susa è “il territorio” per eccellenza. Da Chiomonte ci avevano lanciato un drammatico appello di aiuto. Il presidio No Tav della Maddalena rischiava di essere spazzato via da una nuova prova di forza tipo Venaus. Oggi, dopo quello che è successo, a maggior ragione dobbiamo uscire da Roma. L’esigenza primaria in questo momento è dunque la partecipazione dei movimenti in questo

Allora eleggiamo  la Val di Susa quale sede nazionale degli Stati generali. Convochiamoli lì.  Il solo annuncio, della Maddalena in Chiomonte quale presidio nazionale della democrazia, del rispetto della volontà delle popolazioni locali e del voto referendario, per un modello di politica e di sviluppo alternativi, il solo annuncio di fare della “Libera Repubblica della Maddalena” la capitale morale d’Italia avrebbe avuto e avrà un impatto mediatico enorme, sarebbe una barricata formidabile contro i falchi politici di destra e di sinistra più di tutte le barricate che sono state demolite e che verranno di nuovo erette.

Lino Balza

Medicina democratica- Movimento della lotta per la salute

Tutti in piazza per la Val di Susa. NO Tav!

Da questa mattina 2500 tra poliziotti e carabinieri stanno attaccando i presidi No Tav. Volano lacrimogeni e manganellate, pale meccaniche per distruggere i presidi, contro la popolazione in lotta da anni, e da giorni tutta radunata ai presidi, pronta a resistere con ogni mezzo alla follia del Governo.

Non possiamo restare in silenzio ed invitiamo tutti e tutte alla mobilitazione sui propri territori per dimostrare solidarietà a chi sta resistendo in Val di Susa e per far capire a chi ci governa che il movimento No Tav siamo tutti noi. Ancora una volta è in gioco la democrazia di questo paese, ancora una volta lo Stato usa la violenza per salvaguardare gli interessi di pochi contro la ragione dei molti. Quello che è in gioco non è un semplice cantiere, ma il meccanismo perverso della costruzione delle “grandi opere”, che va in scena da anni in tutta Italia (dai mondiali di nuoto, al ponte sullo stretto…) svelato in Val di Susa grazie all’esperienza di resistenza e democratica partecipativa messo in moto dal movimento No Tav. Quello che conta è solo la logica del profitto che c’è dietro ogni “grande opera”. La stessa logica che abbiamo sconfitto con i referendum su acqua e nucleare. Una logica pervasiva che è sempre più imposta con la violenza perchè la gente ha capito e sta capendo che nella logica del profitto le banche non possono fallire, gli affari sulle grandi opere non si possono toccare, ma noi possiamo andare in bancarotta, l’ambiente può essere devastato, i soldi pubblici sperperati, chi si ribella picchiato. Allora non serve la ragionevolezza dei numeri dei No Tav che dimostrano l’antieconomicità della nuova linea alta velocità, l’inutilità, il forte impatto ambientale; numeri mai presi in considerazione in nessun “tavolo tecnico”. Non conta che da anni la gente della Val di Susa e tanti in Italia non vogliono questo scempio. Sono retrogradi e contro il progresso dicono i mass media, ma non si sono mai confrontati con le ragioni dei No Tav. Parlano di ordine pubblico, i mass media, perchè non esistono argomentazioni sul merito della vicenda in grado di giustificare l’ingiustificabile. La Tav non serve. La Tav non è ecologica. La gente della Valle non la vuole. Ma le “grandi opere” non si fanno perché servono alla popolazione, sono ecologiche, o democraticamente scelte. Si fanno perchè bisogna far girare la macchina dei profitti dei costruttori, delle cricche varie, delle mafie. Profitti fatti con i soldi pubblici.   — —Fabio – 3333346371 Segreteria Operativa Attac Italiawww.attac.itsegreteria@attac.org

 

 

da Legambiente Sessa Aurunca – comunicato stampa

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.