Morte di Pietro Lezzi: profondo dolore della Fondazione Valenz

fondazione_valenziMorte di Pietro Lezzi: profondo dolore della Fondazione Valenzi per la scomparsa di una personalità brillante che da sindaco di Napoli e da attivista ha amato la sua terra e lottato per preservarne la vitalità

La Presidente della Fondazione Valenzi Lucia Valenzi, il Vice Presidente Marco Valenzi e il Segretario Generale Roberto Race esprimono profondo dolore per la scomparsa di Pietro Lezzi.

 

Uomo di spiccato acume politico, profonda vivacità culturale e immancabile senso dell’umorismo, da attivista del migliore socialismo italiano e da sindaco di Napoli, ha lavorato sempre e instancabilmente al servizio della sua amata terra per garantirne uno sviluppo sostenibile preservandone la vitalità  e proiettandola tra le migliori città europee.

 

Pietro Lezzi è stato, fino dalla costituzione della Fondazione Valenzi nel 2009, componente del Comitato di Indirizzo dell’Ente.

 

“Della figura di uomo e politico di Pietro Lezzi – dichiarano Lucia e Marco Valenzi – ricordiamo sopra ogni cosa il rapporto di profondissima lealtà e costruttiva collaborazione che lo legò fin dalla giovanissima età a Maurizio Valenzi, pur provenendo da vissuti molti diversi tra loro. Un rapporto tra i due rimasto intatto e fatto di continue visite fino alla scomparsa di nostro padre.

In tante iniziative organizzate dalla Fondazione, al quale aderì con zelo fin da subito, non ha mai fatto mancare la sua presenza e il suo immancabile contributo critico”.

 

Alla famiglia va la più stretta e sentita vicinanza di tutta la Fondazione.

 

 

 

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.