Vino Cecubo, da “bevanda del cieco” a identità di un territorio

Monti Cecubi

La storia della produzione di vino nel bacino tra Fondi, Itri, Sperlonga e Formia è plurimillenaria e risalente all’epoca degli antichi romani con la produzione del vino Cecubo. Numerose sono le testimonianze di poeti latini sulla produzione di questo vino storico, di cui ne vengono decantate le qualità organolettiche, identificandone la precisa collocazione geografica. Il Cecubo infatti non deriva da un vitigno specifico, ma è un vino prodotto in una zona ben precisa, quella dell’Ager Caecubus, territorio che dall’attuale Formia si estendeva fino alle attuali Fondi e Terracina. Si deduce quindi che l’origine del vino Cecubo non proviene da una specifica varietà di uva, bensì da una zona di produzione ben identificata, particolarmente vocata alla produzione di vini di qualità. Il Cecubo diviene, in tal senso, l’identità di un territorio.
Il termine “Cecubo” si suppone derivi da caecus (cieco), congiunto a bibere (bere), vocaboli fusi insieme ad identificare il bere del cieco, cioè la bevanda preferita da Appio Claudio Cieco, costruttore della Via Appia che si imbatté in impervie colline che corrispondevano alle terre dei Monti Cecubi e dalle quali portò a Roma un pregevole ventaglio di vini.
Ed è proprio ad Itri, sulle colline a vista del mare di Sperlonga, che nasce l’Azienda Agricola Monti Cecubi, gestita dalla famiglia Schettino, che acquistò l’antica masseria alla fine degli anni ‘90 allo scopo di reintrodurre l’enologia sul territorio, abbandonata da decenni. Il lavoro parte da un piccolo vigneto antistante alla masseria. Su questo vengono identificate delle varietà locali come l’Abbuoto, insieme alle quali sono state poi piantate varietà più comuni come il Vermentino, il Fiano, la Falanghina, il Cabernet Sauvignon e l’Aglianico.
Attualmente la tenuta dell’azienda si estende su circa 100 ettari distribuiti tra i territori di Itri, Fondi e Sperlonga, e ne conta 20 di vigneto contornati da boschi di sughere incontaminati e pascoli. A questi si aggiungono 6 ettari di uliveto coltivati a Itrana. La coltivazione è curata con sistema biologico.
La composizione della terra, l’esposizione, l’influsso del mare, la forte escursione termica tra giorno e notte, donano alle vigne dell’azienda Monti Cecubi, la capacità di produrre vini caratterizzati da intensità, freschezza e longevità, quali pura espressione di un territorio.
La ricetta è l’antica tradizione enoica accompagnata dalla moderna tecnologia, senza tralasciare generoso e amorevole impegno e una produzione limitata.

di Gabriele Arenare e Carmine Colurcio

About Gabriele Arenare

Classe '88. Laureato in Informatica (Tecnologie Multimediali), presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Diplomato in Fotografia pubblicitaria, Grafica pubblicitaria ed editoriale e Web Design presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione visiva) a Napoli.