Monitoraggio Oasi di via Ripuaria

monitoraggio oasiL’ECO della Fascia costiera si riunisce presso l’Oasi ecologica di via Ripuaria

Lo scorso finesettimana i componenti dell’associazione hanno operato attività di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza

Sabato 15 novembre dalle ore 18 l’ECO della Fascia costiera si è riunita l’Oasi ecologica di via Ripuaria, chiusa dall’Arpac per irregolarità, per sensibilizzare i cittadini contro lo versamento abusivo di rifiuti. La nostra iniziativa si configura come un’opera di sensibilizzazione verso parte della cittadinanza e verso alcune attività commerciali che evidentemente, visti i cumuli presenti in alcuni momenti della giornata, non hanno ancora ben chiara la situazione.  Come ogni azione che coinvolga il territorio la nostra associazione si confronta con le istituzioni, nello specifico con il comune di Giugliano, al quale è stata notificata con mail certificata l’azione di monitoraggio e di sensibilizzazione.

A questo proposito cogliamo l’occasione per ringraziare l’Arpac multiservizi che ci ha supportato con uomini e mezzi favorendo la pulizia dei punti di raccolta, mentre, non senza sorpresa, ci siamo trovati a dover constatare la mancanza di supporto da parte del comune, ossia l’ente maggiormente coinvolto nel processo di mantenimento e miglioramento della compromessa situazione ambientale del territorio giuglianese. A tal proposito esiste un’ordinanza commissariale, la 70 dell’8/5/2014 che prevede sanzioni per chi conferisce il sabato sera presso le oasi ecologiche, come poi di fatto, durante la nostra azione di sensibilizzazione e monitoraggio è avvenuto da parte di alcuni commercianti. Appare evidente la latitanza delle istituzioni nell’impedire un fenomeno che purtroppo sembra radicato nei modi di fare di svariate persone. Se ci sono le sanzioni è necessario applicarle e far rispettare il contenuto della suddetta ordinanza. Incrociare una pattuglia della polizia municipale è un evento alquanto raro, il che dà la sanzione, suffragata poi dai fatti, che le istituzioni siano lontane.  Tutto ciò può causare delle iniziative da parte di cittadini che, volendo fare il bene del territorio, finiscono per essere “attenzionati” da parte di chi, non comprendendo la preoccupazione che ci sovrasta, equivoca le intenzioni, aiutato in ciò anche dall’utilizzo di termini sui quali la legge prescrive precise regole. È il caso del termine “ronde” utilizzato da qualche gruppo che non conosce bene la normativa in materia, la quale vieta ai comuni cittadini di organizzarsi autonomamente per la vigilanza del territorio senza alcuna segnalazione alle autorità e senza che si costituiscano in associazioni confluenti in un apposito elenco tenuto dal Prefetto e a cui devono far ricorso i sindaci.

L’ECO della Fascia costiera tiene a precisare che non ha mai utilizzato tale termine  e che ha per tempo comunicato l’iniziativa di cui si è resa protagonista onorando, come sempre, la sua missione che è quella di tutelare il territorio e di collaborare con le istituzioni affinché questo avvenga nel migliore dei modi. La nostra attività di monitoraggio che continuerà nel tempo ha fatto emergere le difficoltà dei commercianti che non disponevano fino a poco tempo fa del servizio di raccolta. Proprio le loro difficoltà, da noi evidenziate negli incontri con le istituzioni, ha fatto sì che venisse emanata l’ordinanza n. 70 del maggio 2014 che va nella direzione di risolvere il problema sopra citato e di prevedere sanzioni per chi viola le disposizioni in essa contenute. Noi chiediamo che vanga solo fatta rispettare la legge, nulla di più, ma neanche nulla di meno.

Francesco Romeo

ECO della Fascia costiera