Mondragone – Parte il Protocollo Rifiuti Zero

Mondragone – Parte il Protocollo Rifiuti Zero

Mondragone
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Oggi pomeriggio presso il Museo Civico Biagio Greco, il Sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa e l’Assessore all’ Ambiente Benedetto Zoccola hanno firmato il Protocollo Rifiuti Zero, un percorso articolato in 10 fasi che  si pone come fine ultimo l’eliminazione dei rifiuti attraverso pratiche virtuose che tutti i cittadini dovranno adottare.

Si tratta del primo esempio in tema di rifiuti che parte dal basso ad opera delle associazioni operanti sul territorio facenti parte del Comitato Verso Rifiuti Zero Mondragone. Non bisogna dimenticare che la gestione dei rifiuti è principalmente un problema culturale e molto dipende dai gesti dei singoli cittadini.

Erano presenti: Luca Parascandolo,  Segretario dell’ Associazione Zero Waste Campania, il Comitato Verso rifiuti Zero Mondragone composto dalle Associazioni Terra Mia, Cittadinanza Attiva e Mondragone in movimento. Presenti anche il prof. Tonziello, consigliere nazionale di Legambiente ed il giornalista Pierluigi Benvenuti che ha moderato l’evento.

Sono dieci i passi da compiere per raggiungere l’obiettivo Rifiuti Zero:

1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata in modo corretto coinvolgimento l’intera cittadinanza.

2.raccolta porta a porta:  che appare l’unico sistema  in grado di raggiungere in poco tempo percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro è previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali, quindi, vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.

5.riduzione dei rifiuti: attraverso la diffusione del compostaggio domestico, la sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini ed assorbenti lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.

6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.

7.tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.

8.recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata, onde impedire che rifiuti tossici possano essere inviati negli inceneritori.

9.centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle della raccolta differenziata, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

10.azzeramento rifiuti: raggiungimento dell’ azzeramento dei rifiuti.

“Il problema dei rifiuti a Mondragone – dice Benedetto Zoccola – rappresenta una parentesi difficile, oggetto spesso di vicende giudiziarie. Durante l’amministrazione Schiappa, abbiamo rilanciato la raccolta differenziata che era partita già precedentemente nel 2008. Abbiamo potenziato i controlli e raggiunto una percentuale del 50% di raccolta differenziata anche se, tuttavia, non posso negare tuttora, la presenza di cumuli di immondizia sparsi in città. Questo è dovuto principalmente ad un sistema farraginoso nella gestione e nella scelta del partner condizionato pesantemente dalla Stazione Appaltante che si ripercuote sulla qualità del servizio e da una parte di cittadini che non effettua la differenziata. Per ovviare a questo abbiamo istituito delle foto-trappole nei punti sensibili della città”.

Il Sindaco Giovanni Schiappa nel suo intervento, ringrazia il Prof. Tonziello considerato suo punto di riferimento, “per aver fatto una fotografia sull’evoluzione di un territorio che sta facendo di tutto per ripartire cercando, al contempo, di recuperare un ritardo che non è scevro da pesanti condizionamenti”. Si ricollega poi al riferimento fatto dall’Assessore Zoccola relativamente alla Stazione Appaltante che ha, di fatto, impedito la scelta di un partner adeguato che consentisse una gestione più efficace e che gravasse molto meno sulle tasche dei contribuenti. “A Mondragone – prosegue Schiappa – c’è una parte di popolazione che non paga e che è difficile costringere a pagare, soprattutto nel caso in cui non sono proprietari di nulla, ed in questo caso faccio riferimento pure agli stranieri, comunitari e non, presenti sul territorio. Per ovviare a questo problema ho portato avanti una battaglia per far entrare in Parlamento una proposta di legge che sarebbe stata una soluzione per il problema dei rifiuti a Mondragone, l’obbligazione in solido che, tradotto, significa che se non paga l’inquilino, paga il proprietario.

Ciò non toglie però di dare merito alle Associazioni facenti parte del Comitato Rifiuti Zero di aver portato il protocollo all’attenzione dell’amministrazione che accogliamo con piacere”.

Anche a Mondragone, quindi, come man mano sta avvenendo in altre realtà italiane, il primo passo verso l’obiettivo Rifiuti Zero è stato fatto. Solo il tempo adesso ci dirà se si è trattata di una scelta sentita o di una adesione formale.

L’unico modo per evitare questo rischio è un Osservatorio comunale sui rifiuti, dedicato al monitoraggio e alla messa a punto della strategia che, ci si augura, venga istituito al più presto, in sedute pubbliche ed aperte, onde garantire la massima trasparenza e di cui, si auspica, facciano parte tutte le associazioni locali ed i cittadini che vorranno rendersi parte attiva e che avrà il compito di controllare a tempo pieno, e denunciare immediatamente alla cittadinanza qualora il protocollo non venga rispettato.

Mina Iazzetta

Info: minaiazzetta@libero.it.