Mondragone – Il TAR riconosce le Terme al Comune

Quello delle Terme a Mondragone è una storia che dura circa da 20 anni, un gruppo di imprenditori in passato, volevano sfruttare la risorsa terme costruendo un mega resort ma il progetto non è stato mai portato a compimento, e più della metà della struttura giace in uno stato di abbandono ancora in attesa di completamento. Oggi si apprende con una nota degli uffici comunali che il TAR Campania abbia riconosciuto al Comune di Mondragone il manufatto delle terme.

Dalla lettura di uno dei passaggi della sentenza n. 1777/2017 emessa dal T.A.R. Campania ne “…consegue l’ovvia osservazione che, se come
visto la concessione era scaduta, la domanda presentata dalla società di variante in sanatoria e deroga era da considerarsi non sorretta da adeguato titolo legittimante e dunque priva di oggetto, atteso che l’opera alla quale si chiedeva di apportare variazioni, era ormai da
ritenersi radicalmente abusiva, stante la sopravvenuta scadenza del termine”. La suddetta sentenza ha visto stabilire un punto fermo
relativo al complesso contenzioso fra il Comune di Mondragone e la società Terme Petrinum SpA in merito alla realizzazione del complesso
termale ai piedi del Monte Petrino. “Siamo allo stesso tempo lieti ma dispiaciuti,” commenta il Sindaco Giovanni Schiappa “lieti perché la sentenza conferma la bontà dell’operato dell’Ente in una vicenda molto delicata e complessa; dispiaciuti perché Mondragone meritava e merita di avere un impianto termale degno di questo nome. Purtroppo l’iniziativa privata non ha rispettato i tempi previsti e, davanti ai palesi abusi realizzati, non ha voluto intraprendere un percorso utile a risolvere le questioni insorte”. Il punto dirimente che ha consentito di risolvere la vicenda a favore del Comune di Mondragone è stato il mancato rispetto dei tempi di realizzazione della struttura. In un passaggio di detta sentenza si afferma infatti che “tuttavia l’interpretazione … della Convenzione non convince alla luce della chiara disposizione del citato articolo 2 dell’accordo, che non solo individua “definitivamente e perentoriamente il termine di ultimazione dei lavori” al 31 dicembre 2008, senza ulteriori aggiunte e prescrizioni, ma prevede espressamente che la mancata ultimazione “comporterà l’attivazione delle procedure tese al ripristino dello stato dei luoghi”, con ciò lasciando intendere inequivocabilmente di ritenere l’inosservanza di quel termine, oltre tutto già prorogato, un fatto giuridico con effetti estintivi, alla stregua di una vera e propria decadenza”. “Siamo contenti che alla vigilia delle elezioni comunali, anche il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, abbia riconosciuto al Comune di Mondragone il manufatto delle terme”. Proseguendo, poi, il Primo cittadino: “A noi ora tocca l’onere e l’onore di individuare le migliori soluzioni, anche in partenariato con il mondo imprenditoriale, per dare nuova vita al complesso delle terme e consentire a Mondragone di ampliare la propria offerta turistica. Compito non facile, ma un obiettivo assolutamente da perseguire con la medesima determinazione che ha sempre contraddistinto la nostra azione politico-amministrativa”.