Minori Stranieri Non Accompagnati – Da strumento di tutela ad opportunismo

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I minori, quale che sia la nazionalità di appartenenza, sono titolari di diritti sanciti dalla Carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ONU esercitata attraverso quattro principi generali e trasversali, capaci di orientare i governi per la loro attuazione.

Innanzitutto, la non discriminazione, che vuole  tutti i minori senza alcuna distinzione di razza, sesso, lingua, religione o opinione; il superiore interesse del minore, quale considerazione preminente in ciascuna decisione che ne tuteli la vita ed un equilibrato evolversi;  il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, inteso come forme indissolubili di crescita; la partecipazione ed il rispetto per l’opinione del minore, ovvero l’esser preso in considerazione ed ascoltato nel suo supremo interesse.

Lo status di MSNA viene riconosciuto allorquando il minorenne, privo della cittadinanza italiana o di altri Stati dell’Unione Europea, si trova nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano.

Tuttavia, le condizioni reali sono spesso diverse. Accade che i minori privi di documenti di soggiorno vivono in una zona d’ombra e cercano l’occasione per assicurarsi piena visibilità anche commettendo reati ed assicurandosi di essere tratti in flagranza per il solo fine di coniugare la privazione della libertà col riconoscimento di diritti. Prima che il minore rientri nel circuito penale, è raro che si colga l’urgenza, la preoccupazione o la diffusa sensibilità per le loro condizioni di vita, caratterizzate non solo da pesante marginalità, ma dalla pratica di assenza di diritti.

Costoro, vivono solitamente in condizioni per lo più considerate fastidiose o allarmanti, che non richiedono politiche di risposta sociale ma rimandano piuttosto ad un velo di opacità tale da non definire i minori “in condizione di abbandono” quanto solo “non accompagnati” delegittimando i veri bisogni e ponendo l’accento su di un unico aspetto, l’essere (o meno) accompagnati.

Per questo motivo sono agevolmente agganciati dalla criminalità organizzata con estrema facilità; la rete deviante è spesso la prima, talvolta unica, rete ad entrare in contatto e ad interessarsi con solerzia di questi minori, dai quali può trarre ottimi vantaggi e pochi rischi. Quasi fosse un affido e per il quale ben presto dovranno pagare un prezzo ben alto.

informareonline-minori-stranieri-non-accompagnatiIn altri casi, come accade sempre più spesso anche sul territorio di Castel Volturno, dove c’è convinzione che sia “terra di nessuno e si possa stare tranquilli senza documenti”, si presentano stranieri, sedicenti minori non accompagnati, per essere collocati in strutture, ormai sature ed indisponibili allorquando vi sia un’effettiva e reale esigenza, e godere di tutti quei diritti e benefici riservati alla specifica categoria. “Accade sempre più spesso e siamo ormai al collasso”, dichiara il primo cittadino rivierasco, “abbiamo raggiunto il limite fisico, mentale e soprattutto economico. Un peso troppo grande, ormai insostenibile. Non possiamo fare più nulla, non abbiamo risorse. Anche l’umanità e la solidarietà abbiamo esaurito”.

Sembrerebbe, e forse lo è, una dichiarazione di sconforto verso quegli Enti superiori che lasciano i piccoli Comuni ad affrontare una serie di problematiche senza risorse, vincolandole ad un numero di residenti decisamente inferiore agli effettivi presenti sul territorio, con tutte le dinamiche connesse.

 

Annamaria La Penna

annamarialapenna@gmail.com

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell'educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.