MEGADISCARICA DI CALVI RISORTA, LA VISITA DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA NON CALMA LE PROTESTE: IN QUELLA ZONA, SECONDO L’ISDE, CI SONO PIU’ TUMORI.

ON. ALESSANDRO BRATTI

Quella della Commissione bicamerale d’Inchiesta sulle Ecomafie è sembrata una visita “di chiusura” alla grande sovraesposizione mediatica di Calvi Risorta in provincia di Caserta, città arrivata sulle prime pagine delle cronache internazionali per la scoperta della più grande discarica abusiva di rifiuti speciali e industriali d’Europa. L’onorevole Alessandro Bratti, presidente della Commissione, ha voluto rimarcare la necessità di attendere ancora i dati definitivi delle analisi e dei campionamenti del materiale rinvenuto nei 25 ettari di terreno a ridosso della zona industriale ex Pozzi. Ad oggi, nessun dato preciso sull’eventuale e potenziale pericolosità dei rifiuti pare sia stato diramato da canali ufficiali. Eppure, in situ, restano ancora decine di fusti contenenti avanzi e tracce di solventi e vernici, quanto di più pericoloso per la salute di una conurbazione di ventunomila abitanti.

Ancor più critica è la situazione nei punti dove sono stati ritrovati fanghi industriali e ceneri provenienti da alcuni stabilimenti nei quali veniva usato un altoforno. “Non possiamo ancora dare notizie certe in merito alla pericolosità dell’area – ha tenuto a precisare Bratti – siamo certi che in tempi brevi l’Arpac saprà fornire risposte più chiare”.

Intanto, da qualche settimana, si parla di un primo screening dell’Isde-Medici per l’Ambiente che avrebbe tenuto sotto analisi il triangolo antropico esteso intorno alla megadiscarica ex Pozzi. Nell’area dei tre comuni Pignataro Maggiore, Sparanise e Calvin Risorta, i casi di incidenza tumorale sarebbero decisamente più elevati rispetto a zone con la stessa densità abitativa in Campania.

Un dato che, se confermato, certificherebbe l’assoluta pericolosità della zona, prima della pubblicazione delle analisi Arpac.