Massimo Cacciari al Teatro Comunale per inaugurare le attività culturali dell’ISSR “S.Pietro”

Il giorno venerdì 02 ottobre 2015, alle ore 17:30, presso il Teatro Comunale “Costantino Parravano” della città di Caserta, in via Mazzini, n 71, il filosofo Massimo Cacciari, con la presentazione della sua ultima opera “Re Lear – padri, figli, eredi”, edita dalla casa editrice casertana “Saletta dell’Uva”, darà avvio alle attività culturali dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S.Pietro” di Caserta.

Saranno presenti, oltre il Presidente della Edizioni Saletta dell’Uva, Luigi Nunziante e il Direttore dell’ISSR “S.Pietro”, don Nicola Lombardi, anche Mons. Raffaele Nogaro, e S.E.Mons. Giovanni D’Alise,Vescovo di Caserta.

La presenza amica dell’ex sindaco di Venezia è una tradizione consolidata per l’Istituto, grande e partecipata è difatti l’affluenza di questi incontri. Quest’anno il tema dell’evento prende spunto dal dramma shakespeariano “Re Lear” e si focalizzerà sul rapporto tra il re e le tre figlie, rapporto che simboleggia il valore (letterale, storico, filosofico, teologico e anche politico) dell’eredità.

Proprio questo valore è l’oggetto dello studio di Cacciari, il quale con questo volume cerca di contribuire a far conoscere tutto il carattere dirompente del significato più intimo di “eredità”, in contrasto con il senso che invece di esso comunemente abbiamo. Il latino “heres”, spiega Cacciari, ha la stessa radice del “cheros” greco, il cui significato è deserto, spoglio, mancante. “… Eredità non significa, quindi (nda),“caricarsi” di contenuti o “beni” già dati …” , anzi, proprio nel momento in cui si recide il “… nesso di figliolanza – eredità …”, nel momento in cui l’erede nell’intraprendere la propria conversione(consistente nella volontà di scegliere una “nuova vita”) si riconosce “nudo”, solo, abbandonato, spoglio, in quel momento raccoglierà davvero una eredità.

Anche il senso dell’eredità politica assume un valore diverso da ciò che ci si aspetta, per cui semplicemente distruggere (o “… rottamare …”) una tradizione istituzionale e politica non basta a rivoluzionarla, a farne qualcosa di nuovo. Per quanto il legame con il passato è fondamentale e imprescindibile per concepire strade nuove da percorrere, in un senso però di arte “maieutica”, non basta trasferire una sede o un “passato”, appunto, per essere considerati il “nuovo”. Bisogna invece che questo passato “… portante …” dia la forza di riscattare, “… redimere vittime e ingiustizie della storia trascorsa …”, cercando di far maturare il nuovo come “… custode, come la nuova dimora in cui le forme dei padri possono finalmente avere soddisfazione e trovare pace …”.

Alcuni brani del volume di Cacciari saranno letti dall’attrice Chiara Baffi.