MANUALE ISPRA SUL SISTEMA FLUVIALE ITALIANO La pubblicazione si intitola “Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d’acqua“

ARPAC_SEL_2014_23_15 dicembreCitiamo la pubblicazione come richiesto dagli autori: Rinaldi M., Surian N., Comiti               F., Bussettini M. (2014):IDRAIM – Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d’acqua – ISPRA – Manuali e Linee Guida 113/2014. Roma, giugno 2014. È giusto citare anche i contributi di B. Lastoria, L. Nardi, S. Mariani, C. Percopo, L. Marchi e V. D’Agostino. Il primo capitolo è inerente ai concetti di base della geomorfologia fluviale, quindi, sono  definiti: il sistema fluviale e la connettività dei processi, le scale spaziali, gli alvei (zone collinari, montane e di pianura) il trasporto solido e sedimenti del fondo, le portate formative, la mobilità laterale e l’erosione delle sponde, la vegetazione e i processi fluviali, le variazioni morfologiche degli alvei fluviali, terminando con una descrizione delle attuali conoscenze sui corsi d’acqua italiani. Il secondo capitolo riguarda i metodi idromorfologici e geomorfologici esistenti, approfondendo le metodologie di valutazione delle condizioni idromorfologiche dei corsi d’acqua, di rilevamento degli habitat fisici e ripariali, delle condizioni morfologiche, delle alterazioni del regime idrologico, della continuità longitudinale e della riqualificazione fluviale. Il terzo capitolo approfondisce la struttura metodologica e le principali caratteristiche del sistema IDRAM che si sviluppa attraverso una “fase 1” nella quale si esegue la caratterizzazione del sistema fluviale, con l’inquadramento e suddivisione del reticolo idrografico, la definizione di grado e indice di confinamento, della morfologia dell’alveo, dell’indice di sinuosità, dell’indice di intrecciamento e dell’indice di anabranching (è un  termine derivato dall’inglese che sta a definire la variabilità di sezione del fiume). La fase 2 è inerente alla ricostruzione della evoluzione passata e alla valutazione delle condizioni attuali, con la valutazione della qualità e della dinamica morfologica. La fase 3 è inerente al monitoraggio morfologico, dell’alveo e del sistema fluviale. La fase 4 è inerente alla gestione, con la valutazione delle possibili azioni e la procedura per l’identificazione dei corpi idrici fortemente modificati. Sono presenti le seguenti appendici, estremamente utili: indice di qualità morfologica (iqm) e classificazione di dinamica d’evento (cde) e schede di valutazione per alvei confinati e semiconfinati, per conoidi e alvei non confinati.

di   Angelo Morlando