L’OLIO DI DON PINO

Le terre che da Oppido Mamertina si ramificano fino a Gioia Tauro, Rosarno, Rizziconi, San Procopio, Taurianova e Varapodio sono ricche di vita e iniziative. Nei 130 ettari sottratti alle ’ndrine, il primo bene in Calabria confiscato alla mafia e dato in gestione per fini sociali, cominciano i campi estivi e si lavora ai raccolti. In dodici anni di attività ci hanno provato in tanti a fermare il sogno di don Pino De Masi e dei suoi ragazzi. Intimidazioni, atti di vandalismo, il taglio delle piante, sabotaggi di ogni genere a cui però la cooperativa ha sempre risposto con un progetto nuovo, con una attività in più.
Il parroco del Duomo di Polistena, intitolato a Santa Marina Vergine e Martire, diocesi di Oppido Mamertina, appena arrivato nel 1984, aveva cominciato subito con un’educazione solida e un ancoraggio al Vangelo. La cooperativa Valle del Marro diventò realtà nel 2004. I ragazzi che da tempo frequentavano la parrocchia e che, con il loro parroco, si erano impegnati in un cammino di evangelizzazione, avevano trovato naturale confluire in quella impresa solidale che prometteva lavoro e speranze e che oggi è un fiore all’occhiello di tutta la regione: il segno che non è impossibile sottrarsi alle mafie e avviare la Calabria verso un futuro diverso. «Come diceva don Tonino Bello, ai segni del potere occorre opporre il potere dei segni».

Don Pino, 65 anni a settembre, è cresciuto alla scuola di don Italo Calabrò, il don Milani del Sud, il sacerdote che, con monsignor Giovanni Ferro, a Reggio Calabria aveva svegliato le coscienze e fatto crescere una generazione ancora oggi impegnata nel sociale e per la legalità. «Lui andava ripetendo che nel coraggio dei pastori la gente ritrova il suo coraggio. Ed è per questo che ho speso la mia vita di sacerdote per aprire strade e sostenere efficacemente le persone in cammini di legalità. Anzi, di dignità umana».
Le parole del Papa, pronunciate dopo che durante una processione religiosa fu fatto fare l’inchino alla statua del paese sotto la casa di un mafioso, gli danno coraggio: «Furono forti e importanti perché non erano rivolte solo come monito ai mafiosi, ma sono un discorso alle Chiese in generale e, in particolare, a quelle di Calabria, perché dovevano affrettare il cambiamento. La storia delle nostre Chiese è una storia di luci e ombre, in alcuni momenti di molte ombre e poche luci, in altri il contrario. Dopo la visita di papa Francesco, abbiamo capito che ormai c’è una strada che abbiamo intrapreso e non si può tornare indietro».
E aggiunge, rincuorato: «A me personalmente il gesto della scomunica è di grande aiuto. Vengo da una storia di tantissimi anni in cui mi hanno fatto quasi sentire, non dico fuori dalla Chiesa, ma borderline. In fondo, il pazzo ero io, se volevo togliere i miei ragazzi da certi giri. Però sono andato avanti sulla strada sulla quale don Calabrò mi ha indirizzato. Forte dell’esperienza fatta con lui e convinto che quella era la strada del Vangelo, ho cercato di costruire, di non limitarmi soltanto alla denuncia, ma di fare un cammino più ampio». Che ha comportato, già 25 anni fa, risolvere i problemi di cui si sta parlando in questi giorni.

Don Pino De Masi è referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro e parroco della comunità “S. Marina Vergine” in Polistena. Lavora con coraggio nei territori in cui la giustizia è pesantemente minacciata dalla ndrangheta. Come don Giuseppe Diana la sua è una vita spesa per la giustizia, convinto che gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuove coscienze nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili.  Don Pino è un parroco che interpreta il messaggio di Cristo e la mobilitazione della Chiesa, verso l’impegno sociale e contro le organizzazioni criminali. Con suo impegno concreto nella società, porta avanti il suo impegno di giustizia, a qualsiasi costo, per costruire un futuro migliore. Per tutti. I suoi successi operativi nella gestione dei beni confiscati danno concretezza alle speranze di legalità, di sviluppo e di convivenza degli uomini onesti del sud che guardano alle istituzioni con fiducia.

Don Pino De Masi è stato assegnato il Premio Borsellino 2015 per l’impegno civile e sociale.

Il Premio testimonia ammirazione, gratitudine ed affetto a quelle personalità italiane che hanno offerto una testimonianza d’impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa nella propria azione sociale e politica contro la violenza e l’ingiustizia, ed in modo particolare a quanti hanno profuso il loro impegno in difesa e per la promozione dei valori della libertà, della democrazia e della legalità.