Lo stupido sessismo dei mass media: le donne devono correre ancora più forte!

Lo stupido sessismo dei mass media: le donne devono correre ancora più forte!
A pochi giorni dall’elezione a sindaca di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino ci è toccato leggere un vero e proprio stupido corollario sessista da parte della stampa nazionale. Fotomontaggi osceni e nomignoli vari per fare riferimento al mondo femminile.

In Italia il sessismo è ancora vivo e vegeto. Ma nella politica si manifesta in modo particolarmente violento.

Come dimenticare le lacrime di Patrizia Bedori del Movimento 5 stelle, che, sentitasi offesa in quanto definita “nullafacente”, “brutta e grassa”, rinunciò alla sua candidatura alle elezioni comunali di Milano. Persino il suo leader, Beppe Grillo, che avrebbe dovuto sostenerla l’ha definita “una brava mamma un pò robustella”.

A Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d’Italia attualmente incinta, è stato detto, ovviamente per calcolo politico, che invece di candidarsi alle elezioni per il sindaco di Roma avrebbe potuto piuttosto “fare la mamma”.

Tra i consiglieri di Giorgia Meloni anche Silvio Berlusconi, colui che ha lanciato l’idea nazionale della donna bambolina, immagine ottenuta magari anche artificialmente.

Le donne capaci che potrebbero occupare posizioni di prestigio fanno paura ai maschilisti.

Oggi, a dire il vero, alcune donne rivestono ruoli importanti come Laura Boldrini, terza carica dello Stato o Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza o ancora il Ministro per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi.

Ma ci si rende conto che la strada per il cambiamento culturale è ancora irta quando ci tocca ascoltare da parte di un senatore dell’opposizione che “la Boschi sarà ricordata più per le forme che per le riforme”.

E, come dicevamo, anche la stampa nostrana nazionale, parliamo di testate quali Il Tempo, Il Giornale, La Repubblica, si è distinta particolarmente in affermazioni sessiste in riferimento alle neo elette Virginia Raggi e Chiara Appendino. Si è cercato di non trascurare nulla, dal colore dei capelli, all’abbigliamento, alle qualità fisiche ed è così che sono partorite dalle menti eccelse di “taluni giornalisti” locuzioni quali: la ‘bambolina’ Raggi, la “fatina”, “la moretta”, la ‘neomamma’ Appendino, non trascurando la parte grafica. Nella foto che pubblichiamo, ripresa da Il Tempo possiamo “ammirare” un fotomontaggio con la testa della Raggi sul corpo di una barbie mentre con le gambe fa in due il logo del PD e nel caso non fosse ancora chiaro, ci pensa l’editoriale a spiegare meglio: “Dal marziano alla fatina, via il chirurgo Marino arriva la bambolina Raggi“. Notate bene: lui è il chirurgo, lei, che pure è un’avvocata, viene definita la bambolina!

Il Giornale di ieri invece si sofferma sull’aspetto della Raggi:”Non è alta, e non è bassa. Non è bella ma nemmeno brutta. Occhi e capelli neri, come tante, abbigliamento discreto ma non dimesso. Tacchi si ma senza esagerare“.

Mi sorge un dubbio: forse i tacchi alti, o un rossetto sono indice di cattiva politica?

 

Anche andando indietro nel tempo vi sono altri esempi di donne prese di mira dal sessismo politico: Carfagna, Prestigiacomo, Bindi, Bonino. Cos’hanno in comune tra di loro? Sono donne! E non importa da quanti anni fai politica, a quale schieramento appartieni o l’incarico che hai, sarai comunque insultata per il tuo corpo, per la tua vita privata e non solo da parte degli uomini, purtroppo.

 

Mina Iazzetta

 

Info: minaiazzetta@libero.it