L’Italia è amministrata da iniziative oneste, concrete, reali ? Mah !

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Il Presidente

L’Italia è amministrata da iniziative oneste, concrete, reali ? Mah !

 

Una cosa è certa : troppa burocrazia, troppo silenzio, troppo disinteresse verso il mondo della disabilità : è quest’ultima a pagare il caro amaro prezzo !

 

“Cogito ergo sum”( penso, dunque sono) amava ripetere il filosofo francese René Descartes, meglio noto come Cartesio, identificando la centralità della vita dell’uomo per la sua maggiore capacità di ragionare, che oggi 2014, sembra più orientarsi nell’onda evanescente del “va bene così” del “lasciar perdere” del “non mi importa”, di un illogico relativismo che lascia come obiettivo il proprio io, andando a cozzare con l’inutilità oltre che con la mancanza di obiettivi .

 

Non vorrei urtare alcuna suscettibilità provocando involontariamente repentini disordini depressivi ( anche perché non siamo “legati” ad alcuna fede politica !), ma nel n/s Bel Paese amministrare la res pubblica è altalenante, incerto, misterioso, o quanto meno sembra essere privo di obiettivi, di iniziative oneste, concrete, reali .

 

Molti si domandano : ma il bene comune, parola magica usata nella solidarietà, vanamente strausata nella fantasia politica in questi n/s turbolenti ed infocati tempi : è un valore di natura umana, un vantaggio per la collettività, per la civiltà, oppure gestita da una forza interiore diretta a “spingere” la coscienza verso un benessere sociale ?

 

Ormai è certo, o quasi, questo bene comune è da tempo, da troppo tempo atteso, ma molti si domandano quando arriverà il Salvatore della Patria, non certamente quello che ha detto “ La verità vi farà liberi !” (Gv. 8,32).

 

Nella vita quotidiana odierna si dice : “chi si dà tanta importanza è perché nessuno glie l’ha data: sarà una frase fatta, ma molto significativa aderente alla realtà quotidiana !

 

Il n/s Paese ormai è coinvolto nelle “beghe politiche”, di una litigiosità sorda, sotterranea a volte con scambi di accuse impercettibili, affilate come lame di coltelli, affinate con disinvoltura senza rendersi conto se emergenze, divergenze od esigenze, siano degne di essere ritenute tali e lasciate nell’angolo più buio e remoto del buon senso ?.

 

Questi “pregi” si dovrebbero trovare là dove sono difesi e tutelati dalle Istituzioni, i diritti dei cittadini secondo i fini della vita e non quelli di obiettivi personalistici o politici !

 

La vita odierna, forse, si è uniformata all’andazzo di quella convulsa moderna società, con tempi molto frettolosi e carichi di incertezze determinando una cultura sociale intensa e nervosa, dove i giovani sono troppo scontenti ed hanno ragione, dove insistono anziani incompresi dimenticati ed abbandonati in quanto i nuclei familiari continuano nella spasmodica ricerca di un qualche “cosa”, dove vivono famiglie strapiene di ansia, frustrazioni, stress dove brulica depressione od altri problemi di vita, di lavoro, di disoccupazione .

 

Questo è il mondo, mentre impera dove può, consumismo, materialismo, relativismo davvero aberrante, qualità e quantità che concorrono a determinare un superficialismo effimero.

 

E’ da augurarsi che sia provvisoria una cultura di delirio verso gli animali, verso i quali nutriamo un rigoroso rispetto, una ipocrita idolatria che supera anche il centralismo dell’uomo, ma non possiamo non considerare che sono stati promossi nella serie A della considerazione anche giuridica e nella “rivoluzione” etica “ dimenticando l’essere umano e le sue necessità ! .

 

Se poi parliamo della politica dobbiamo ricordarci tutti che la democrazia è governo di popolo ed è tale se svolge le sue funzioni quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono efficienti il vivere fuori da quelle esteriorità, da quel mondo in libertà e non di libertinaggio.

 

A volte assistiamo ad irrealtà restando increduli e sbigottiti innanzi a furbizie quasi infantili, ad inarrestabili corruzioni, concussioni che sono disaffezioni alla gestione della res pubblica.

 

Tutto questo in contrasto con i principi etici dei quali abbiamo fin oggi vissuto i cui effetti negativi si riversano su tutto e su tutti, una stanchevole burocrazia, determinando impulsi quasi repressivi nel campo della socialità e del rispetto anche della persona.

 

Eh si perché vittima è tutto il popolo, quello povero, medio, onesto, laborioso e non quello vanamente usato in politica .

 

La solidarietà sociale, principio altamente etico, è un concetto anche dettato dalla n/s Costituzione che induce tutti, Istituzioni comprese, ad essere non solo difensori dei diritti dei deboli e degli emarginati, ma anche osservanti di doveri verso la società dove insiste uno sviluppo sociale non in sintonia con le necessità ed esteriorità ampiamente ampliate e promesse che saranno, o sono, propagandate nei vari “pronunciamenti” che sanno di natura elettorale .

 

Sui temi più “scottanti” di cui ha bisogno la n/s Italia, malgrado le promesse elettorali ed iniziative governative, non riescono ad organizzare il tempo per la gestione dei rapporti con i cittadini, delle loro urgenze, delle loro necessità, favorendo la tendenza a rinchiudersi nei privilegi piuttosto che in una armonica intesa verso il bene comune .

 

Tutte le Istituzioni, tutte, sono “distratte”, molto distratte, troppo distratte e non ci inducono alla fiducia con risposte concrete e solidaristiche come promesso nei programmi elettorali passati e presenti, anzi apportando un’aria greve di sfiducia, di repulsione, di allontanamento, irradiando un deserto di solitudine, una delle peggiori “malattie sociali”.

 

Altro che bene comune per il popolo e per tutti : questo è bene pro domo mea ! per il mio bene ! ( come la locuzione di Marco Tullio Cicerone contro Publio Clodio Pulcro ( 57 a.C.).

 

L’efficacia d’irradiamento di culture diverse vanno oltre i confini dei valori etici e sociali, ma dinnanzi al grave attentato l’egoismo contro l’uomo d’oggi, tutti, nessuno escluso, abbiamo la responsabilità di un severo esame di coscienza : “in capite et in membris” ( dalla testa ai piedi)

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

 

Previte

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