IL CORAGGIO DI FARE IL LICEO CLASSICO

Da studentessa di liceo classico, mi è capitato più volte di ricevere complimenti per il mio titolo di studio e non per le mie eventuali capacità di studente. Questo perché la sola scelta di intraprendere gli studi umanistici è oggi considerata dalla maggior parte delle persone un atto di coraggio. E non perché il liceo classico sia ritenuto una scuola per pochi o più impegnativa rispetto alle altre (smentisco tutte le false credenze). La verità è che ora come ora si ha la tendenza a tenere maggiormente in considerazione le offerte di lavoro che un mercato in continua crescita e mutamento ci propone, un mercato organizzato da medici, ingegneri, politici. Il latino ed il greco passano così in secondo piano rispetto alla matematica, all’informatica, alla fisica, alla biologia. Perché sono lingue morte e poco utili per un mondo all’insegna della praticità e della novità.

Da studentessa di liceo classico, sembrerebbe banale affermare che la società greca mi affascina continuamente, che leggendo i passi di Catullo riesco a percepire il suo struggimento per Lesbia e a farlo diventare mio per le cose che amo. Ma dico anche che queste due culture, questi due mondi così lontani sono in realtà molto più vicini al nostro rispetto a quanto pensiamo. Corruzione, menzogna, ingiustizia sono realtà che esistevano allora e che continuano a persistere. Tramite gli abili oratori greci ho imparato a non dare come verità tutto ciò che viene detto; con Odisseo il piacere del viaggio e della conoscenza, una crescita all’insegna della curiosità. Cicerone mi ha insegnato quello che oggi dovrebbe essere secondo me la politica: la cosiddetta ‘‘amicitiae”, un’unione di persone capaci che hanno interessi e scopi comuni e che si apprestano a fare del loro meglio per raggiungerli. Aristofane ad evadere dalla realtà quando questa è troppo aspra.

Il liceo classico ha contribuito a formarmi non solo dal punto di vista culturale, ma mi ha insegnato anche a stare dietro una scrivania, a sopportare la noia, al saper mantenere la concentrazione, a non rimandare a domani quello che si può fare oggi. Tradurre inoltre è un’elaborata operazione tecnica e logica. Spesso ciò che si intende non è lo stesso di ciò che sembra. Bisogna saper razionalizzare, scegliere, cambiare rotta, riprovarci, trovare una coincidenza tra la moltitudine dei sensi che ruotano intorno ad una parola. E perchè mai noi dovremmo essere gli eroi e voi i lavoratori?

Alessia Giocondo