La Scuola del Vanvitelli, il libro sull’opera del maestro e dei suoi seguaci

La Scuola del Vanvitelli

“Deliciae regis felicitas populi”, recita l’incisione sulla medaglia sepolta il 20 gennaio 1752, sotto la prima pietra della Reggia di Caserta. Re Carlo di Borbone pose la prima pietra, sulla quale ne fu collocata un’altra da Luigi Vanvitelli, progettista e direttore generale dei lavori. Della ricchissima produzione del Maestro napoletano, alcuni suoi allievi seppero dare un’interpretazione assai intelligente e personale, traducendo con particolare gusto scenografico gli elementi della tradizione Un’inedita storico-critica sull’opera di questi artisti costituisce l’oggetto di uno specifico lavoro di Salvatore Costanzo, architetto e storico dell’arte. Il 31 gennaio 2007 è stato pubblicato il libro “Sulla Scuola del Vanvitelli – Dai primi collaboratori del Maestro all’opera dei suoi seguaci”. Il libro si è imposto all’attenzione di studiosi, cultori della materia, e gran pubblico nazionale e internazionale, come l’opera più aggiornata sulla vasta produzione architettonica del Maestro e dei suoi diretti collaboratori. L’opera rimarrà un caposaldo per coloro che vorranno cimentarsi con la lettura delle soluzioni ingegneristiche ed architettoniche adottate dal Vanvitelli e diffuse dai suoi architetti, capomastri e scalpellini. La Scuola che si formò attorno al Vanvitelli era formata da una foltissima schiera di discepoli che operò su tutto il territorio nazionale ed in alcuni paesi d’Europa. Nella capitale partenopea operarono il figlio Carlo e Francesco Collecini, primo aiutante nei siti di Caserta, Carditello e San Leucio. A Roma, Carlo Murena continuò le opere interrotte dal Maestro con Gaetano ed Ermenegildo Sintes. In Spagna operarono Francesco Sabatini e Marcello Fonton. A Madrid fu presente anche Giovan Battista Patturelli, chiamato da Carlo di Borbone con il compito di addestrare la manodopera locale. In Russia, lavorò Antonio Rinaldi: protetto e stimato dalla zarina Caterina II. La ricerca mostra come alcuni allievi si rivelano oggi come figure di professionisti veramente singolari, i cui nomi sono legati alle complesse vicende progettuali e costruttive dell’arte del Vanvitelli.

di Flavia Trombetta